Vince la Brexit: cosa succede ora tra Regno Unito e Unione europea? ecco le tappe verso l'addio

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Il dado è tratto. Il Regno Unito ha deciso di uscire dall’Unione europea: dopo 40 anni di permanenza il Paese prenderà la strada per la Brexit. Oggi siamo nel bel mezzo del Day after, dopo il referendum che ha tenuto mezzo mondo con il fiato sospeso e che ora potrebbe cambiare il futuro del Regno Unito e dell’intera Europa.

È un giorno di profonda incertezza, il giorno in cui si mescolano le reazioni a brevissimo termine (con le dimissioni di Cameron, il crollo della Sterlina e le Borse in shock) con le previsioni a lungo termine, di come e quando il Regno Unito uscirà davvero dall’Unione Europa. Il percorso, infatti, è lungo e molto complesso. Oggi in realtà dal punto di vista dei rapporti commerciali, politici ed economici tra Regno Unito e Unione Europa non cambia niente, ma inizia un percorso estenuante di negoziati che porterà tra almeno due anni alla nascita dell’Unione Europa a 27 membri. 

Brexit: le reazioni del Day afther

Dal punto di vista economico il contraccolpo più forte della Brexit l’ha sentito la sterlina, crollata al livello più basso dal 1985. Già questa mattina si parlava di un intervento della Banca d’Inghilterra, pronta a iniettare 250 miliardi di sterline di liquidità per garantire il regolare funzionamento del mercato. Anche BCE e FED sono pronte ad intervire.

Lo shock della Brexit si è fatto sentire forte a chiaro anche in Borsa con tutti i mercati europei, e non solo, in calo vertiginoso. Le vendite sono generalizzate su tutti i settori, con moltissimi titoli che in apertura non sono riusciti a fare prezzo, ma le protagoniste del crollo sono le banche di tutto il vecchio continente con titoli sospesi in asta di volatilità.

Sul fronte politico la notizia princiapale del Day after Brexit sono le dimissioni del premier David Cameron che prima ha indetto il referendum e poi ha fatto una campagna elettorale contro la Brexit. Non sarà lui a guidare il Regno Unito fuori dell’Unione Europea. Cameron lascerà entro ottobre per “pilotare la nave” in queste acque sconosciute e fino a quel momento non notificherà al Consiglio Europeo la decisione dei cittadini inglesi.

Brexit: cosa succedere ora?

Il bello deve ancora venire, senza alcun dubbio. L'articolo 50 del trattato sull'Unione europea prevede un meccanismo di recesso in caso di decisione volontaria e unilaterale di un Paese membro, ma il processo è lungo e complesso. Adesso il Regno Unito deve notificare la sua intenzione di uscire dall’Unione al Consiglio europeo dei capi di Stato il quale indicherà le linee guida da tenere duranti i negoziati e i suoi orientamenti per la conclusione dell’accordo che dovrà definire le modalità dell’uscita del Regno Unito e soprattutto il quadro delle future rapporti di Regno Unito e Unione europea.

Il Trattato sull’Unione, in caso di richiesta di recesso, prevede che “i trattati cessano di essere applicabili al Paese interessato a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo di recesso o due anni dopo la notifica del recesso. Il Consiglio può decidere di prolungare tale termine”.

In parole povere, quindi, il Regno Unito comunica al Consiglio la sua intenzione di uscire dall’Unione e poi iniziano i negoziati che entro due anni dovrebbero portare ad un accordo in grado di disciplinare i rapporti futuri tra Unione Europea e Regno Unito che da quel momento diventerà un Paese extracomunitario. Durante questi due (o più) anni di negoziato resteranno in vigore i trattati attuali quindi il Regno Unito continua a far parte dell’Unione Europea e continua a sottostare alle sue regole, ma non parteciperà più al processo decisionale dell’Unione.

Ancora l’articolo 50 del Trattato di Lisbona prevede che, passati i due anni di negoziati, il Consiglio europeo voti a maggioranza una proposta di accordo sui nuovi rapporti tra Unione e Regno Unito. L’accordo passerà poi al Parlamento europeo e dovrà essere ratificato anche dagli Stati membri. Infine, dovrà essere approvato dal Paese che ha espresso la volontà di uscire che, sottoponendo l’accordo al Parlamento, avrà la possibilità di accettare o rifiutare la proposta.

Il problema è che il negoziato sarà tutt’altro che una passeggiata e il periodo di due anni, indicato nel Trattato, è molto risicato. Il Regno Unito dovrà dire quali relazioni intende mantenere con l’Unione Europea: prendendo soltanto in considerazione le regole del mercato unico europeo, si tratta di centinai di pagine che dovranno essere analizzate con attenzione e sulle quali i negoziatori del Regno Unito dovranno indicare la loro posizione.

Per capire la complessità della materia basta guardare al trattato di libero commercio tra Europa e Stati Uniti, il TTIP o l’accordo, sempre commerciale, tra Europa e Canada: dopo anni di negoziati siamo ancora lontani dal firmare un documento condiviso dalle parti.

Come in ogni negoziato che si rispetti, infatti, le parti tirano l’acqua al proprio mulino e la difficoltà di trovare un accordo è direttamente proporzionale all’entità della posta in gioco, che in questo caso è molto alta. Da una parte c’è la necessità per l’Unione Europea (e soprattutto per Paesi come la Germania e la Francia) di mantenere ben saldi i rapporti commerciali con il Regno Unito; dall’altra, però, inciderà anche lo spirito di rivalsa dell’Unione che dovrà dimostrarsi severa nei confronti del Paese uscente per non alimentare il vento euroscettico che soffia già forte in Europa.

L’ipotesi più plausibile è che in due anni si arrivi ad un “accordo di transizione” che resti in vigore fino all’approvazione dell’accordo definitivo che potrebbe richiedere molto più tempo. Per chiedere al Consiglio di allungare i tempi per i negoziati, però, devono essere d’accordo entrambe le parti, ciò significa che i negoziatori comunitari potrebbero decidere, al termine dei due anni, di sottoporre al Regno Unito un accordo del tipo “prendere o lasciare”con la minaccia di far decadere tutti i trattati in vigore relegando il Paese all’isolazionismo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/vince-la-brexit-cosa-succede-ora-tra-regno-unito-e-unione-europea-ecco-le-tappe-verso-laddio-1456986

 

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