La Brexit è realtà: i mercati crollano e all'orizzonte ci sono altri ribassi (e ghiotte occasioni)

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Alla fine la Brexit si è concretizzata. Nonostante l’ottimismo della vigilia che aveva permesso agli indici di chiudere sui massimi di seduta, supportati anche dai sondaggi che davano stabilmente avanti i Remain sui Leave, la Gran Bretagna si è svegliata all’alba fuori dall’Unione europea (o meglio, il popolo ha espresso la sua preferenza a uscire dall’Unione. La Gran Bretagna prima deve avviare la procedura di uscita, che come minimo durerà un paio di anni).

La reazione sugli indici è stata durissima, come del resto si attendeva in caso di Brexit. La volatilità è salita con l’indice VIX che ha fatto registrare un rialzo di circa il 12%. Nei prossimi giorni potremmo quindi attenderci anche degli importanti recuperi, ma se dalla politica e dagli istituti finanziari non arriveranno piani seri per far rientrare l’allarmismo generato dall’incertezza i mercati torneranno inevitabilmente a scendere.

imageLa sterlina ha reagito duramente alla notizia della Brexit e si è deprezzata nei confronti di tutte le valute. Possibile che il calo continui. IBTimes Italia / XTB

Ad ogni modo, al di là dei cali fatti registrare dagli indici, una nota particolare merita il deprezzamento della sterlina contro il resto delle valute, anche perché fornisce un primo effetto oggettivo e misurabile della Brexit sull’economia britannica. Il calo giornaliero fatto registrare dalla sterlina nei confronti del dollaro statunitense è il peggiore della storia e la moneta britannica si trova sui minimi del 1985. Come possiamo vedere sul grafico mensile di sterlina-dollaro USA abbiamo rotto i minimi del 2008, e il ribasso potrebbe anche essere prolungato. Molto ovviamente dipenderà dalle reazioni politiche all’interno della stessa Gran Bretagna nei rispettivi paesi che la compongono (la Scozia ha dichiarato di voler indire dei referendum per uscire dal Regno Unito), ma anche dalle scelte che prenderanno i banchieri di Bank of England e BCE.

Le imprese che puntano molto sulle esportazioni potrebbero trarre qualche vantaggio e cercare di allargare i volumi di affari grazie al minir costo relativo della propria merce ma d’altro canto i beni importati diverranno più costosi e questo peserà sulle tasche dei consumatori. Nel breve periodo, se il deprezzamento della sterlina continuerà, si potrebbero avere degli effetti negativi sui consumi interni, con conseguenti spinte inflazionistiche. Per capire quanto questo effetto potrebbe essere forte bisogna analizzare tutti i comparti al netto di esportazioni e importazioni di beni e servizi.

Paradossalmente, ora che il Regno Unito si appresta a uscire dall’Unione potrebbe diventare più attraente per i turisti proprio grazie alla svalutazione della valuta. Specularmente, per i cittadini britannici sarà più costoso viaggiare all’estero.

Anche per gli indici la situazione è complicata. Molti listini europei - vedi ad esempio l’EUROSTOXX 50 - si trovano a testare nuovamente i minimi dell’anno e nei prossimi giorni potremmo avere un’estensione dei ribassi. La seduta si è aperta con un ampio gap up (praticamente su tutti gli indici europei): è un gap supportato da ampi volumi e quindi di tipo break-away. Solitamente sono gap che vengono chiusi molto avanti nel tempo (mesi se non addirittura anni).

imageDopo la Brexit l'Eurostoxx 50 si trova a testare questa trendline rialzista su timeframe settimanale IBTimes Italia / XTB

Al momento l’EUROSTOXX 50 sul grafico settimanale si trova a testare una trendline rialzista, mentre sul grafico giornaliero sta rompendo i minimi dell’anno, chiudendo quindi il gap up aperto a febbraio.

imageSul grafico giornaliero l'indice ha rotto la trendline rialzista del triangolo ascendente ed è in fase di test dei minmi dell'anno. IBTimes Italia / XTB

La rottura al ribasso del triangolo ascendente è un ulteriore segno negativo. Il trend dovrebbe essere al ribasso, intervallato da sedute fortemente positive a causa dell’alta volatilità. L'analisi vale anche per il resto degli indici europei, compreso il FTSE 100 inglese.

Segnale negativo arriva anche dallo S&P 500, che scende sotto i minimi di maggio e sul grafico settimanale rompe il supporto dell’EMA a 50 periodi. Attendiamo comunque le prossime sedute per confermare un’inversione di tendenza che porterebbe l’indice a chiudere il gap aperto a febbraio.

imageLa Brexit ha permesso all'oro di apprezzarsi e di andare a testare i massimi di aprile 2014 (grafico giornaliero). IBTimes Italia / XTB

Infine, da evidenziare il forte apprezzamento dell’oro. Anche questa era una reazione abbastanza attesa: con l’innalzamento dell’incertezza risparmiatori e investitori ribilanciano il proprio portafogli verso investimenti più sicuri (tra cui appunto c'è anche l'oro). Al momento il metallo giallo si trova a testare i massimi di aprile 2014.

imageIl grafico a 4 ore mostra i tanti acquisti sull'oro quando i Leave sono passati in testa sui Remain IBTimes Italia / XTB

Sul grafico a 4 ore possiamo notare l’immediata reazione registrata quanto i Leave hanno iniziato a superare nei risultati i Remain. Se l’incertezza dovesse perdurare per mesi l’oro potrebbe riportarsi sui 1500 dollari l’oncia, mentre in caso contrario gli acquisti di questi giorni lascerebbero spazio alle vendite, con gli investitori che tornerebbero a quel punto sull’azionario.

Da tenere in considerazione la possibilità che la Brexit ‘costringa’ i paesi dell’Unione europea a rafforza l’intesa e il progetto proprio per scongiurare una frantumazione dell’area. Se quindi volessimo interpretare i ribassi del 24 giugno - e probabilmente delle prossime settimane - in quest’ottica, una volta rimossi gli ostacoli e rafforzato il progetto dell’Unione si creerebbero interessanti opportunità long per il medio-lungo periodo.

NOTA: Le analisi si basano su modelli di chart pattern e sulle relative rotture di massimi e minimi presenti sui diversi timeframe. Per i punti di entrata ed i target si prendono in considerazione, oltre ovviamente alle rotture, i punti di pivot e l’EMA a 50 periodi. Si ricorda infine che le analisi di trading di IBTimes Italia non vogliono in alcun modo essere un incitamento all’investimento e non ci riteniamo responsabili per le perdite derivanti dalle vostre operazioni.​

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/la-brexit-e-realta-i-mercati-crollano-e-allorizzonte-ci-sono-altri-ribassi-e-ghiotte-occasioni

 

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