Veneto banca: aumento di capitale deserto, interviene Atlante e salta la quotazione in Borsa. Cosa succedere ora?

E-mail Stampa PDF

Come volevasi dimostrare: l’aumento di capitale di Veneto banca si è rivelato un flop per lo scarsissimo interesse degli investitori e ora il fondo Atlante si prepara a diventare l’azionista di riferimento ratrellando tutte le azioni a 10 centesimi. L’esito dell’aumento di capitale fa saltare anche la quotazione in Borsa per mancanza del flottante necessario all’ammissione a Piazza Affari.

Stesso identico copione dell’operazione sulla Banca Popolare di Vicenza, l’altro grande malato del sistema bancario del Veneto. Ora per il fondo Atlante la missione impossibile sarà la ristrutturazione dei due istituti e la ricerca di una soluzione: al momento la strada più plausibile sembra l’integrazione, ma prima bisogna ripulire i due istituti dalla montagna di crediti in sofferenza che li ha portati sulla strada del dissesto.

Aumento di capitale di Veneto banca

Si è chiuso con un secco fallimento l’aumento di capitale di Veneto banca. L’istituto, l’8 giugno scorso, ha offerto al mercato azioni per un valore complessivo di 1 miliardo, ma la risposta da parte di soci e investitori internazionali è stata a dir poco scarsa.

In un primo momento i soci storici della banca, a cui era riservata la prima fase dell’aumento di capitale, avevano dichiarato l’intenzione di sottoscrivere almeno il 50% dell’aumento di capitale nella speranza di portare a buon fine l’operazione e lo sbarco in Borsa.Nel bel mezzo dell’operazione, però, è arrivato il dietrofront. Alcune perplessità sull’aumento di capitale, sul piano industriale di risanamento della banca e i tempi stretti per prendere una decisione “impediscono che ciò (la sottoscrizione) si concretizzi per importi consistenti”, ha spiegato un comunicato dell’Associazione per Veneto Banca. Alla chiusura dell’operazione, infatti, i soci hanno sottoscritto soltanto il 2,2% dell’opzione. A questo si aggiunge la partecipazione degli investitori istituzionali che si è fermata allo 0,01%.

Così facendo i soci si sono visti azzerare il proprio investimento in Veneto banca. Per chi ha comprato azioni dell’istituto veneto a 14 euro nel 1997 le perdite ammontano al 99% della propria posizione, mentre per chi ha acquistato le azioni nel 2012, quando il titolo era ai massimi a 40,75 euro per azione, la perdita sarà addirittura del 99,75%.

Intervento di Atlante e fasi successive

Come previsto l’aumento di capitale di Veneto banca è stato un flop. Ora tocca al fondo privato Atlante intervenire per evitare che Veneto banca finisca in risoluzione. E’ infatti indispensabile che l’istituto porti a termine l’aumento di capitale riportando così il Cet Ratio 1 sopra la soglia minima richiesta dalla Bce (10,25%): con l’aumento di capitale il coefficiente torna sopra l’11%.

Inevitabile, quindi, l’intervento del fondo Atlante che si era impegnato a sottoscrivere l'aumento al prezzo più basso della forchetta e quindi 0,1 euro per azione. Inoltre i vecchi soci, che avevano aderito all'offerta in opzione, “avranno – spiega una notta della banca - il diritto di revocare la loro adesione entro il termine di 2 giorni lavorativi dalla data di pubblicazione di apposito avviso integrativo (25 giugno 2016)” mentre decade automaticamente il collocamento istituzionale.

Alla fine dei giochi, quindi, il fondo Atlante avrà una partecipazione compresa fra il 98,77% e il 96,54% in base alla decisione dei soci che dovranno confermare la scelta.

Ora il fondo Atlante ha la missione più difficile: risanare le banche e indicare la strada per il futuro. I problemi principali della Banca popolare di Vicenza e di Veneto Banca sono due: il primo, prettamente finanziario, è la montagna di crediti in sofferenza che hanno trascinato nell’oblio i due istituti veneti.Atlante dovrà ripulire i bilanci delle due banche, ma avendo già speso oltre il 50% della sua dotazione per portare a termine i due aumenti di capitale, avrà forse bisogno, a sua volta, di una ricapitalizzazione.

Il secondo problema, non meno importante del primo è di natura reputazionale. Ammesso che Atlante riesca ad alleggerire dalle sofferenze i due istituti, chi vorrà comprare una banca dissestata, con i clienti in fuga perché si sentono traditi, cause milionarie da affrontare e inchieste penali? L’ipotesi più plausibile quindi è quella dell’integrazione tra la Banca popolare di Vicenza e Veneto banca, ma anche questa prospettiva non è priva di incognite. La prima controindicazione è la sovrapposizione territoriale dei due istituti che darà vita a chiusure di filiali e esuberi.

L’unica certezza al momento è che Atlante nei prossimi mesi dovrà tentare una mission impossible.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/veneto-banca-aumento-di-capitale-deserto-interviene-atlante-e-salta-la-quotazione-borsa-cosa-1457186

 

Menu Principale

Risorse Utili


Articoli correlati

Purtroppo non ci sono articoli correlati