USA: gli stress test bocciano Deutsche Bank e Santader. Ma attenti, non c'è niente da ridere

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La storia si ripete, così come la bocciatura agli stress test negli Stati Uniti di Deutsche Bank e Santader arrivati rispettivamente al secondo e terzo cartellino rosso consecutivo.

La FED ha annunciato, a mercati chiusi, l’esito degli stress test sulle banche a stelle e strisce e sulle divisioni americane delle banche europee. Esami superati a pieni voti dalle 31 banche americane sotto esame, anche se Morgan Stanley riceve un via libera condizionato alla presentazione di un nuovo piano industriale, entro la fine del 2016.

Bocciate, invece, le due banche europee. La banca centrale americana ha respinto i loro piani industriali, perché presentano “ampie e sostanziali debolezze”. La FED ha il potere di imporre sanzioni e correzioni per le banche che falliscono ripetutamente i suoi test, ma ancora non è chiaro che cosa la banca centrale statunitense abbia in serbo per loro. I due istituti rispetto allo scorso anno hanno fatto alcuni progressi, impegnando maggiori risorse per gli stress test, ma continuano ad evere difficoltà nelle prove per la gestione del rischio e per la pianificazione di capitale.

I risultati degli stress test americani arrivano proprio all’indomani di un incontro-scontro in Europa tra Matteo Renzi e Angela Merkel, proprio sul tema delle banche. Il premier italiano, appellandosi all’emergenza Brexit, cerca di portare a casa un po' di flessibilità sulla questione bancaria per poter intervenire con soldi pubblici e mettere a riparo le banche italiane. La risposta della Merkel è stata glaciale: “Non si possono cambiare le regole ogni due anni”. Oggi la bocciatura di Deutsche Bank, il gigante tedesco con i piedi d’argilla, suona quasi come una rivincita sulla rigida Cancelliera. 

Gli stress test negli Stati Uniti

Si è concluso mercoledì il secondo round di stress test degli Stati Uniti, le prove create dopo la crisi finanziaria del 2008 per verificare la solidità delle banche in caso di un’altra crisi economica e finanziaria. Si dividono in due fasi: la prima passa al setaccio i livelli patrimoniali degli istituti di credito che devono risultare al di sopra del minimo fissato dai tecnici della FED anche nello scenario più avverso. E il secondo round si concentra sulla gestione del rischio e sulle intenzioni delle banche in materia di dividendi e buyback.

Gli stress test della FED, che sono lontani anni luce da quelli della Banca centrale europea, vogliono prevenire il ripetersi di ciò che è accaduto nel 2008, quando molte banche dovettero aggrapparsi alla banca centrale per evitare il fallimento. Oltre alle banche degli Stati Uniti, la FED analizza anche la solidità patrimoniale delle divisioni a stelle e strisce delle principali banche straniere, quelle presenti sul territorio del Paese. E a queste banche chiede di passare gli stessi esami ai quali sottopone le banche nazionali.

I risultati del 2016 hanno confermato la promozione delle banche americane, tutte passate a pieni voti (tranne Morgan Stanley), e le debolezze di Deutsche bank e Santader che continuano a presentare debolezze sistemiche.

Deutsche Bank

Se Atene piange, Sparta non ride. L’Italia con le debolezze del suo sistema bancario ha molto di cui piangere, ma anche l’inflessibile Germania ha i suoi problemi. Non è affatto nuova la notizia delle debolezze di Deutsche Bank, la principale banca tedesca: nel mese di gennaio mentre l’Italia era alle prese con il crollo in Borsa delle banche in particolare di MPS, in Germania tutti gli occhi erano puntati sul colosso che nel primo mese dell’anno ha perso circa il 30% del suo valore. E se le banche italiane hanno il problema delle sofferenze, quelle tedesche hanno il loro tallone di Achille nella grande quantità di derivati. In particolare Deutsche Bank: a fine 2015 il colosso tedesco si ritrovava in pancia circa 42mila miliardi di derivati lordi, circa 15 volte il PIL della Germania.

Nonostante la bocciatura e i problemi di Deutsche Bank facciano sorridere gli italiani, da sempre irrisi dai rigorosi tedeschi, in realtà c’è poco di cui essere felici. I problemi delle banche degli altri Paesi europei non cancellano certamente i nostri, o li rendono meno gravi. E non solo. Nell’ambio dell’Unione bancaria e in vista della garanzia unica (ammesso che si riesca a portare a termine), le difficoltà di un colosso come Deutsche Bank, sono le nostre difficoltà, perché a pagarne il prezzo, nel caso, saremo anche noi.

 

 

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/usa-gli-stress-test-bocciano-deutsche-bank-e-santader-ma-attenti-non-ce-niente-da-ridere-1457732

 

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