Via libera definitivo al decreto banche: ecco i requisiti per i rimborsi, il patto marciano e il pegno mobiliare

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Approvato in via definitiva il famoso Decreto Banche.Si tratta del decreto legge 59/2016 che prescrive le modalità per i rimborsi agli investitori che si sono visti azzerare obbligazioni e azioni delle quattro banche oggetto del decreto salvabanche del 22 novembre, Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife.

Inoltre il Decreto banche introduce nuovi strumenti per il recupero dei crediti da parte degli istituti di credito italiani, tra cui il famigerato patto marciano. Dopo aver superato ieri pomeriggio la questione di fiducia, questa mattina il Decreto banche ha ottenuto il via libera definitivo del Parlamento. Ecco quali sono le principali novità introdotte dal Decreto banche.

Risparmiatori di banca Etruria, Marche, Carichieti e Cariferrara

Atteso e promesso a dicembre scorso, arriva finalmente il decreto per i rimborsi agli obbligazionisti rimasti fregati dal salvataggio di banca Marche, Etruria, Carichieti e Cariferrara. Da mesi gli obbligazionisti delle quattro banche salvate, che si sono visti azzerare i propri investimenti, sono sul piede di guerra.

Il Decreto fissa i requisiti per avere accesso al rimborso automatico del proprio investimento oppure per ricorrere all’arbitrato gestito dall’ANAC di Raffaele Cantone. Tra le novità dell’ultime versione del Decreto banche c’è lo slittamento dei termini entro i quali i risparmiatori dovranno presentare l’istanza: non più entro quattro, ma entro sei mesi.

Possono avere accesso al rimborso automatico dell’80% del proprio investimento coloro che presentano i seguenti requisiti: un patrimonio mobiliare inferiore a 100mila euro o reddito ai fini IRPEF inferiore a 35mila euro. La dichiarazione dei redditi è quella relativa al 2014, non più quella del 2015.

Alla domanda di rimborso l'investitore deve allegare il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati; i moduli di sottoscrizione o d'ordine di acquisto; l'attestazione degli ordini eseguiti e una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare.

Se il cliente di banca Marche, Etruria, Carichieti e Cariferrara non possiede i requisiti indicati dal Decreto banche, può rivolgersi all’arbitrato di Cantone. Ed è proprio questo bivio ad essere l’oggetto delle critiche delle associazioni dei consumatori: "È inaccettabile costringere a giocare alla roulette russa, scegliendo preventivamente se rinunciare ai suoi diritti, accettando l'80% di quanto ha perso, oppure giocare il terno al lotto dell'arbitrato, sperando di vincere. Un dilemma del prigioniero vergognoso", sostiene l’Unione consumatori.

Pegno mobiliare e patto marciano

Critiche delle opposizioni, in particolare dal Movimento 5 Stelle piovono, invece sull’articolo del Decreto che introduce il pegno mobiliare e il patto marciano. L’intenzione del governo, introducendo questi nuovi meccanismi è di accelerare le eterne procedure a carico delle banche e velocizzare così il recupero crediti per facilitare gli istituti. Il patto marciano, in particolare permette alla banca di impossessarsi del bene posto a garanzia di un credito nel giro di pochi mesi in caso di inadempienza da parte del debitore.

Il patto Marciano, previsto dall’articolo 2 del Decreto, è una procedura che avvantaggia le banche, che non dovranno più ricorrere a una lunga procedura giudiziaria per ottenere il bene posto a garanzia del credito non rimborsato. Per il trasferimento della proprietà di un immobile è stato stabilito che saranno necessari 9 mesi (nella prima stesura erano 6) dal mancato pagamento di tre rate anche non consecutive.Il termine è allungato a 12 mesi, nel caso sia già stato rimborsato l’85%. Infine, da ricordare che tale disposizione può essere applicata anche ai contratti già in essere alla data di entrata in vigore del Decreto.

Insieme al patto Marciano, il Decreto introduce anche il pegno non possessorio, ovvero una garanzia del credito in cui il debitore, a differenza di quanto stabilito per i pegni possessori, non si spossessa del bene mobile. In pratica, gli imprenditori possono costituire, attraverso un contratto, il pegno per garantire i crediti relativi all'esercizio dell'attività d'impresa, presenti o futuri, concessi da banche o altri intermediari finanziari. Il pegno non possessorio può essere costituito su beni mobili destinati all'esercizio dell'impresa. Nel momento in cui va a realizzarsi un evento che determina la riscossione forzata del pegno, il creditore può procedere:

  • alla vendita dei beni oggetto del pegno trattenendo il corrispettivo a soddisfacimento del credito;
  • alla escussione dei crediti oggetto di pegno fino a concorrenza della somma garantita.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/libera-definitivo-al-decreto-banche-ecco-i-requisiti-i-rimborsi-il-patto-marciano-e-il-pegno-1457753

 

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