Accordi commerciali UE: salta il TTIP con gli USA e il CETA con il Canada è in bilico

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Dopo tre anni e 14 round negoziali tra USA e Europa, il TTIP, l’accordo di libero scambio tra le due sponde dell’Atlantico, è arrivato al capolinea. Niente da fare, per fortuna. Il voto degli inglesi sulla Brexit, ha dato il colpo di grazia finale ad un trattato i cui negoziati vanno avanti a rilento a causa delle posizioni inconciliabili delle parti. In bilico anche il CETA, il trattato commerciale tra Europa e Canada. In questo caso i negoziati sono già finiti da un pezzo, c’è un documento approvato e condiviso dalle parti, restava solo da capire se bastasse l’approvazione della Commissione europea o fosse necessario il via libera dei singoli parlamenti nazionali. Nei giorni scorsi è arrivato il verdetto: è necessaria l’approvaziona da parte dei 28, ed ecco che anche il CETA rischia di finire su un binario morto.

TTIP: salta l’accordo USA-Europa

A mettere la parola fine ai negoziati per il TTIP, (Transatlantic Trade and Investment Partnership) è stata la Francia, da sempre scettica sull’accordo. “Non esiste assolutamente alcuna possibilità che si arrivi a un accordo entro la fine dell'amministrazione Obama. Penso che ormai lo sappiano tutti, anche quelli che sostengono il contrario” ha detto il vice ministro francese per il Commercio estero, Matthias Fekl.

I negoziati si trascinano da mesi senza trovare un accordo su alcuni dei punti principali del trattato. Le posizioni delle parti sono rimaste distanti e nessuna offerta di compromesso è arrivata dagli Stati Uniti. Uno dei punti più controversi è legato al fronte degli appalti: gli USA sono disponibili a far partecipare alle gare le imprese europee, ma non hanno intenzione di derogare alla legge che prevede l’obbligo di utilizzare almeno il 50% di prodotti americani. Posizione inaccettabile per l’Europa perché discrimina i prodotti del Vecchio contitente, non alimenta occupazione e crescita. L'Europa chiede anche l’accesso al settore dei trasporti marittimi e aerei, mentre gli Stati Uniti chiedono libero accesso alla sanità e all'educazione: temi sui quali le parti non hanno intenzione di mollare.

Altro tema centrale del TTIP e fonte di discordia tra USA e Europa è la regolamentazione degli standard di qualità per i prodotti e l’utilizzo di sostanze potenzialmente pericolose in agricoltura, cosmetica, abbigliamento e comparto alimentare. Le discipline applicate attualmente in USA e Europa sono profondamente diverse: le aziende europee, prima di vendere o utilizzare una sostanza devono provare che non è nociva. Invece, negli USA vale la regola inversa: una sostanza non è nociva e quindi è ammessa finché non si prova il contrario. I movimenti contrari al TTIP, infatti, lanciano l’allarme da mesi sull’arrivo sulle tavole europee di carni agli ormoni o prodotti agroalimentari OGM.

Infine, resta aperta la discussione sugli arbitrati tra aziende e Paesi accusati di intralciare in qualche modo gli investimenti esteri: gli USA vorrebbero una corte arbitrale nominata di volta in volta, l’Europa, invece, propone un tribunale con un doppio grado di giudizio. Anche su questo punto le posizioni delle parti restano inconciliabili.

Da mesi i negoziatori vanno avanti dicendo che si deve arrivare ad un testo ufficiale condiviso entro il 2016. In autunno, infatti, sono in programma le elezioni presidenziali negli USA e con il cambio di inquilinino alla Casa Bianca il TTIP è destinato a tramontare. La Brexit e l’uscita dall’UE del Regno Unito, uno dei Paesi più convinti della necessità del trattato di libero scambio, ha dato il colpo di grazia al TTIP destinato a finire in un cassetto e ad uscirne forse tra qualche anno quando la situazione politica sulle due sponde dell’Atlantico sarà più definita.

In bilico anche il CETA

Se il TTIP è ufficialmente saltato, anche il CETA, l’accordo di libero scambio tra Europa e Canada sulla falsariga di quello con gli USA, è parecchio in bilico. Anche in questo caso c’è la contrapposizione tra sostenitori del libero scambio a tutti i costi e coloro che sottolineano i rischi legati alla tutela dell’ambiente, della salute, del Made in Italy.

A differenza del TTIP, però, l’accordo sul CETA c’è già (anche se i cittadini europei non sono stati informati). Il negoziato tra UE e Canada sul CETA, durato cinque anni, è stato chiuso nell'agosto del 2014.

Attualmente il testo è sul tavolo della Commissione europea dove i tecnici devono esaminarlo e tradurlo in tutte le lingue dei Paesi membri. Fino alla scorsa settimana restava l’interrogativo sulle procedure da seguire per la sua approvazione. La Commissione europea ha tentato di accelerare l’approvazione del testo utilizzando la procedura “EU Only” che prevede il solo via libera da parte della Commissione per i trattati di natura commerciale. A maggio, però, alcuni ministri europei (escluso l’italiano Calenda allo Sviluppo economico che ha sostenuto la linea della Commissione) hanno chiesto di considerare il CETA “trattato misto” e quindi di imporre il passaggio nei parlamenti nazionali.

Alla fine ha prevalso la seconda interpretazione: la Commissione europea ha annunciato che il CETA è una intesa mista e quindi deve essere approvata a livello nazionale dai 28 Paesi membri. La decisione pone una pesante ipoteca sull’entrata in vigore del trattato, atteso per il gennaio 2017, ma già sulla strada del rinvio. Sarà sufficiente la bocciatura di un solo parlamento nazionale per bloccare definitivamente l’accordo con il Canada.  

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/accordi-commerciali-ue-salta-il-ttip-con-gli-usa-e-il-ceta-con-il-canada-e-bilico-1458413

 

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