Banche: sarà Giasone a salvare MPS? Il Governo studia un piano di emergenza in due fasi

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Non si placa la tempesta a Piazza Affari sul titolo della Banca Monte dei Paschi. Nelle prime due sedute della settimana MPS ha perso circa il 30% del suo valore, toccando nuovi minimi storici, con una capitalizzazione sotto il miliardo di euro.

La situazione obbliga ad intervenire. Il piano allo studio del Governo prevede la cessione di sofferenze a un nuovo fondo e un aumento di capitale, magari garantito dallo Stato, per coprire le perdite generate dal prezzo di vendita dei NPL. Dopo Atlante, la prossima figura mitologica chiamata a salvare le banche italiane sarà Giasone.

MPS: la tempesta a Piazza Affari

Questa mattina, il divieto di vendite allo scoperto disposto dalla Consob, spinge il titolo di Banca MPS in positivo, ma la Banca ha archiviato due sedute da dimenticare. E la tempesta sulla MPS non finirà finché non sarà trovata una soluzione per ridare stabilità all’istituto e fiducia a investitori e clienti.

Il 29 luglio sono attesi i risultati degli stress test dell’EBA e della BCE e si teme che il comparto bancario italiano, sotto pressione ormai da mesi, sia nuovamente investito da un’ondata di vendite. In particolare la principale preoccupazione del momento riguarda proprio MPS a cui la BCE ha chiesto la cessione di circa 10 miliardi di crediti deteriorati scatenando di fatto la bufera sul titolo.

Dopo Atlante, arriva Giasone

Il fondo Atlante ha visto la luce pochi mesi fa ed ha praticamente esaurito il suo potenziale, tanto che si pensa già al suo successore: Giasone. Fondo privato nato per sostenere le banche nelle operazioni di aumento di capitale e nello smaltimento dei crediti deteriorati, Atlante ha utilizzato oltre la metà delle risorse per portare a termine le operazioni della Banca popolare di Vicenza e di Veneto banca. Insomma, Atlante non ha le spalle abbastanza larghe per entrare nella complicata partita intorno a MPS.

Così sul tavolo del governo c’è un piano di salvataggio in due fasi che prevede anche la nascita di un altro eroe, Giasone. Sarà anch’esso un fondo privato, alimentato con 5-6 miliardi di euro provenienti da Atlante (le risorse rimaste disponibili, circa 1,7 miliardi), 500 milioni dalla SGA (la bad bank del Banco di Napoli), altri 500 milioni dalla Cassa Depositi e Prestiti e altre risorse di banche, fondi o casse disposte a partecipare.

Al contrario di Atlante, che al momento si è dedicato soltanto agli aumenti di capitale, Giasone avrebbe l’obiettivo di favorire lo smaltimento delle sofferenze. La prima fase del piano, infatti, prevede la cessione da parte di MPS a Giasone di una parte delle sofferenze di cui la banca deve disfarsi per accontentare le richieste della BCE. La prima fase, però, conduce per forza alla seconda, l’aumento di capitale. Il problema, infatti, è il prezzo a cui queste sofferenze saranno vendute: nel bilancio di MPS si trovano a circa il 39% del valore, ma il prezzo di mercato è intorno al 20. Ciò significa che le vendita di 10 miliardi di sofferenze creerà un buco nel bilancio della banca di circa 2 miliardi che dovrà essere coperto con un aumento di capitale. In questa seconda fase potrebbe entrare in gioco lo scudo del Governo che ha strappato a Bruxelles una garanzia da 150 miliardi da usare per proteggere le banche dallo shock della Brexit. Il combinato disposto di Giasone e dell'aumento di capitale con garanzia pubblica potrebbe mettere a riparo MPS, a patto, però, che Bruxelles dia il via libera all'operazione e che si faccia al più presto.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/banche-sara-giasone-salvare-mps-il-governo-studia-un-piano-di-emergenza-due-fasi-1458445

 

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