Pensioni: uscita anticipata, no tax area, lavoratori precoci e usurati, ecco il cantiere del Governo

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Proseguono da qualche mese gli incontri tra sindacati e Governo sul cantiere previdenziale: una serie di misure per modificare le pensioni degli italiani e permettere a coloro che vogliono (o devono) di uscire anticipatamente dal lavoro. Il menu degli interventi è molto nutrito, si parla di APE per la pensione anticipata, la no tax area per i pensionati minimi, una modifica delle norme per la pensione dei lavoratori precoci e per coloro che svolgono lavori usuranti. Nel corso dell’estate continueranno i tavoli tra Governo e sindacati per trovare punti di contatto sui singoli capitoli del cantiere delle pensioni che dovrà, poi, concretizzarsi in misure da inserire nella prossima legge di stabilità. Intanto vediamo quali sono le ipotesi di riforma per il sistema delle pensioni italiano.

APE: la pensione anticipata

La protagonista del 2016 è l'APE, un meccanismo per introdurre flessibilità a favore di coloro che vogliono andare in pensione anticipata. Il tutto tramite un prestito pensionistico erogato da banche o assicurazioni che il contribuente dovrà restituire tramite una trattenuta dalla pensione vera e propria.

L’APE dovrebbe entrare in vigore nel 2017 ed essere destinato ai lavoratori del 1951-53 sia privati che statali. Le categorie di lavoratori che potranno andare in pensione anticipata sono tre su cui si modellano diverse forme di intervento: i disoccupati di lungo corso, coloro che sono oggetto di una ristrutturazione aziendale e i lavoratori che vogliono andare in pensione anticipata per scelta personale.  

Il punto su cui i tecnici del governo e i sindacati stanno cercando di trovare un accordo è: chi paga per la pensione anticipata?I lavoratori che vogliono usufruire dell’APE avranno una penalizzazione sulla pensione. Il punto è questo: i sindacati vorrebbero modificare i requisiti per la pensione contenuti nella riforma Fornero, mentre il Governo vuole tenere la riforma delle pensioni intatta, ma fare delle eccezioni a carico, però, dei lavoratori.

Ma il costo della pensione anticipata sarà diverso a seconda della categoria del lavoratore: grazie a detrazioni fiscali robuste i lavoratori a basso reddito e i disoccupati non avrebbero penalizzazioni per la pensione anticipata (coperta in gran parte dallo Stato); per i lavoratori oggetto di ristrutturazione, sarà l’azienda stessa a dare un contributo per la pensione anticipata del dipendente, e infine, il costo maggiore sarà a carico dei dipendenti che scelgono la pensione anticipata autonomamente. Questo nodo – quello della penalizzazione per coloro che usufruiscono dell’APE e il costo finale dell’operazione – resta il principale problema da risolvere per il Governo.

No tax area e indicizzazione

A quanto pare il sindacato sarebbe riuscito a strappare al Governo la promessa di estendere la No tax area. Al momento lo Stato non chiede tasse ai pensionati Over 75 con redditi fino a 8mila euro, ma l’ipotesi è quella di allargare la platea dei pensionati esonerati dal pagamento delle imposte. Altro punto di convergenza riguarda l’indicizzazione delle pensioni. Si punta alla revisione veloce del meccanismo di indicizzazione introdotto dal governo Letta che cesserà di funzionare alla fine del 2017.

Lavoratori precoci e lavori usuranti

Il Governo si è detto anche disponibile a trovare una soluzione alla questione del pensionamento anticipato per i cosiddetti lavoratori precoci, coloro che hanno iniziato a lavorare molto giovani e che adesso hanno il requisito minimo di anni di contributi richiesto, ma non l’età anagrafica per la pensione. Infine, il Governo si è detto pronto a valutare alcune modifiche ai requisiti previsti dalla riforma delle pensioni Fornero per ampliare la platea dei lavoratori usuranti e permettere la pensione anticipata a coloro che svolgono certe categorie di mansioni.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/pensioni-uscita-anticipata-no-tax-area-lavoratori-precoci-e-usurati-ecco-il-cantiere-del-governo

 

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