ENAV: parte l'offerta pubblica nonostante la bufera post-Brexit. Opportunità o svendita?

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Parte l’Offerta pubblica per le vendita di una quota di ENAV, Ente Nazionale per l'Assistenza al Volo, la società del Ministero dell’Economia società che gestisce il traffico aereo civile in Italia. Dopo l’operazione su Poste italiane, il Governo annuncia la privatizzazione di ENAV, che in realtà non sarà proprio una privatizzazione dal momento che al mercato andrà al massimo il 46% della società del Tesoro.

Nonostante l’esito del referendum nel Regno Unito che ha decretato la vittoria della Brexit e l’uscita del Paese dall’Unione europea, il Governo italiano ha deciso di andare avanti con l’operazione su Enav. Non c’è turbolenza sui mercati che tenga, l’Italia seguirà la strada indicatra da Bruxelles che chiede al Governo italiano di privatizzare i gioielli statali per utilizzare l’incasso per la riduzione del debito pubblico.

Ma le turbolenze in Borsa hanno comunque costretto il MEF a ricalibrare l’operazione su ENAV e tagliare le stime d’incasso. Complessivamente l’operazione su ENAV porterà nelle casse dello Stato una cifra compresa tra 1,5 e 1,8 miliardi, anziché un incasso tra 1,8 e 2,2 miliardi come inizialmente stimato.

Oggi parte l’offerta per ENAV

Con il comunicato stampa numero 122 del 7 luglio il MEF ha annunciato il via libera all’offerta pubblica per Enav, in partenza lunedì 11 luglio. Il comunicato stampa del Tesoro afferma che “il MEF accoglie con soddisfazione l’approvazione da parte della Consob del Prospetto Informativo del collocamento. Dopo l’approdo in borsa di Poste Italiane, quella di ENAV è un’ulteriore importante operazione del programma di privatizzazioni del Governo, che ha l’obiettivo di rafforzare la Società, potenziare il mercato dei capitali e reperire risorse finanziarie da destinare alla riduzione del debito”.

A partire da oggi il Ministero dell’Economia mette sul mercato un massimo di 230 milioni di azioni di Enav ad un prezzo variabile tra i 2,90 euro e i 3,50 euro.Una quota della società pubblica pari al 42,5% del capitale sociale della società che potrà, però, raggiungere il 46,6% in caso di esercizio dell’opzione greenshoe da parte dei coordinatori dell’offerta.

L’Offerta pubblica di ENAV è rivolta al pubblico indistinto, ai dipendenti del Gruppo ENAV e gli investitori istituzionali secondo questa suddivisione: almeno 23 milioni di azioni, circa il 10% andrà al pubblico italiano e ai dipendenti Enav; mentre il restante 90% dell’offerta è riservato ad investitori istituazionali italiani o stranieri.

Oggi (11 luglio) inizia l’offerta pubblica destinata al pubblico e agli investitori istituzionali, che si chiuderà il 21 luglio, mentre l'offerta riservata ai dipendenti del gruppo ENAV terminerà il 20 luglio.

Nonostante le turbolenze in Borsa provocate dalla Brexit il Governo tira dritto sulla strada dell’operazione su ENAV sostenendo che la quotazione favorirà la modernizzazione della società e renderà più facili eventuali integrazioni future. Ipotesi questa abbastanza remota dal momento che ENAV sarà l’unica società del settore aeronautico quotata al mondo. Il vero obiettivo del Governo è quello di fare cassa subito e far vedere a Bruxelles la buona volontà nel processo di riduzione del debito pubblico.

Perplessità e critiche

La principale perplessità sull’operazione di quotazione di ENAV riguarda la tempistica. Con la situazione attuale dei mercati alcuni osservatori hanno ipotizzato il rinvio dell’operazione nell’attesa che tornasse la calma. In effetti, in questo momento la quotazione di ENAV porterà nelle casse del Tesoro minori entrate rispetto a quelle preventivate soltanto pochi mesi fa. Ad oggi la valorizzazione di ENAV è compresa fra 1,571 e 1,896 miliardi, pari a un prezzo per azione fra 2,90 e 3,50 euro a fronte di cifre precedenti tra 1,8 e 2,2 miliardi.

“Con queste cifre si tratta di un vero e proprio flop con danni incalcolabili per gli stessi equilibri aziendali considerando che a malapena queste risorse potrebbero coprire l’assurda politica di dividenti decisa lo scorso giugno”, spiega il deputato del Movimento 5 Stelle Paolo Romano che annuncia un esposto alla Corte dei Conti.

Anche l’operazione su ENAV, così come quella su Poste Italiane, prevede un bonus per il management che porterà a termine la quotazione. Nel piano industriale presentato insieme al prospetto per la quotazione è indicata l’entità delle risorse in ballo: per quanto riguarda l’amministratore delegato Roberta Neri, nel corso dell’ultimo consiglio di amministrazione del 29 marzo, si è deciso di alzare lo stipendio da 200 mila euro annui a una retribuzione di 410 mila euro come parte fissa, più un altro 40% di quella somma come parte variabile al raggiungimento di determinati obiettivi. Il cosiddetto bonus IPO vale circa 300 mila euro pagabile per metà a quotazione avvenuta e l’altra metà dopo l’approvazione del bilancio.

Terminata l’operazione su ENAV il Governo tornerà ad occuparsi di Poste Italiane con il collocamento della seconda tranche, un’operazione che secondo la CGIL sarà “in perdita” per la “totale assenza di valutazione del quadro finanziario internazionale che indurrebbe un Governo responsabile a ripensare l’intero percorso”. Insomma secondo il sindacato, e non solo, la fretta del Governo di fare cassa comporterà la svendita dei gioielli di Stato con un guadagno per le casse pubbliche inferiore al previsto.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/enav-parte-lofferta-pubblica-nonostante-la-bufera-post-brexit-opportunita-o-svendita-1458903

 

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