Volano le quotazioni Nintendo grazie a Pokemon Go, ma le incognite di lungo periodo rimangono

E-mail Stampa PDF

A seguito del rilascio del gioco Pokémon Go per dispositivi Android e iOS (6 luglio in Giappone, 7 luglio nel Nord America e il 15 luglio - salvo ripensamenti - in Italia) è tornata l’attenzione sul titolo di Nintendo, che nella settimana che va dal 3 all’8 luglio ha fatto registrare la migliore performance settimanale dell’anno. Una ventata di aria fresca per la compagnia di Kyoto, che continua a navigare in acque torpide in vista del lancio di Nintendo NX.

Pokémon Go riesce comunque a dare un po’ di fiducia agli investitori, in quanto dimostra che l’attenzione verso i brand di punta è ancora alta, nonostante la Nintendo si trovi senza ombra di dubbio nel suo peggior momento di sempre e si corre il rischio di un rapido disaffezionamento nei suoi prodotti e personaggi. Il gioco, sviluppato dalla Niantic, è la prima major release per smartphone da quando Nintendo ha annunciato a inizio 2016 il suo ingresso ufficiale in questo settore con la collaborazione con la compagnia giapponese DeNA. Le prime - vere - killer application sviluppate direttamente da Nintendo le vedremo probabilmente più in avanti, ma Pokémon Go lancia un segnale importante al mercato su quanto la compagnia potrà ottenere dagli smartphone. Dai dati mostrati da Think Gaming il gioco è balzato in testa alla classifica USA per download e ricavi su dispositivi iPhone e a livello globale (sempre per iPhone) incalza Mobile Strike, saldo in prima posizione. Considerando che mentre scriviamo il gioco deve ancora essere rilasciato in Europa non è difficile immaginare che sarà in testa alla classifica per diverso tempo.

LEGGI ANCHE: 

Pokémon Go guida definitiva: come iniziare, salire di livello, ottenere monete e palestre [IN AGGIORNAMENTO]

Pokémon GO, download apk con malware, attenzione: uscita "in pausa" per l'Europa

È comunque ancora presto per dare una valutazione di lungo periodo sull’azienda giapponese, che se non riuscirà a convincere i videogiocatori ad acquistare la sua prossima console casalinga rischia di essere pesantemente ridimensionata (anche se dovesse avere successo nel mercato smartphone). Prima quindi di essere travolti da facili entusiasmi, è bene ricordare che Nintendo sta vivendo una delicata fase di ripianificazione commerciale dopo il flop di quella che sarebbe dovuta essere la sua console di punta per questa generazione e la graduale - e costante - perdita di quota di mercato nel settore delle console portatili, dove la grande N è sempre stata regina indiscussa dai tempi del primo Game Boy.

Prima di analizzare la reazione del titolo nel breve periodo diamo uno sguardo al grafico mensile, che riflette in modo molto chiaro i periodi chiave che ha vissuto l’azienda negli ultimi 20 anni e ci aiuta a contestualizzare meglio la crisi che sta affrontando nell’attuale generazione.

imageSul grafico mensile del titolo Nintendo (NDTOY) sono riportati i momenti più significativi dal 1996 ad oggi IBTimes Italia / Technician

Vediamo come l’ingresso sul mercato del GameCube ha portato ad lento declino del valore del titolo. La console, con poco più di 20 milioni di unità vendute, è stata un passo falso e ha costretto Nintendo a rivedere i suoi piani di sviluppo per il mercato videoludico, lasciando il settore dei pesi massimi (in termini di potenza grafica e di calcolo) nelle sole mani di Sony e Microsoft. Con il GameCube si chiude un ciclo che ha visto la compagnia perdere progressivamente quote di mercato, dovendo affrontare prima la concorrenza di Sega e poi di Sony e Microsoft. Se andiamo a vedere il numero di console vendute dai 61,91 milioni del Nintendo 8-bit si passa ai 49,10 milioni di Super Nintendo, 32,93 mlioni di Nintendo 64 e 21,74 milioni di Game Cube (i dati ufficiali di vendita divisi per hardware e regione possono essere osservati qui).

Se il titolo non è sprofondato sotto i minimi del 1996 è grazie ai margini garantiti dalle console portatili, dove la Nintendo ha continuato a padroneggiare senza troppi problemi (dopo il Game Boy, il successo è continuato con il Game Boy Advance, con 81,51 milioni di unità vendute, e Nintendo DS, che con la cifra record di 154,02 milioni di unità rimane la console portatile più venduta di sempre).

Il predominio di Sony con la Playstation 2 e l’ingresso nel settore di una compagnia importante come Microsoft ha costretto Nintendo a rivedere i suoi piani. Così verso la fine del 2006 lancia sul mercato la Wii, riuscendosi ad inserire in un mercato parallelo rispetto a PS3 e Xbox 360, che puntavano tutto sull’avanguardia tecnica. Il grafico mensile del titolo fotografa a pieno il fenomeno Wii: eccezionale, provvisorio, irripetibile.

Le vendite della Wii - e del Nintendo DS - hanno portato nelle casse della Nintendo un fiume di denaro e nel periodo 2008-2009 l’azienda ha fatto registrare i ricavi più alti di sempre. Come possiamo vedere dal conto economico consolidato delle transazioni di reddito, in quel biennio si registra un record positivo in tutte le voci di reddito. Questo è stato ben anticipato nelle quotazioni record del titolo, che a fine 2007 si porta vicino agli 80 dollari.

Possiamo vedere quanto il rapido e vertiginoso rialzo fatto registrare quell’anno potesse far pensare ad una bolla. Ed in effetti erano molti gli analisti che all’epoca sostennero che passata l’euforia iniziale i giocatori sarebbero tornati a concentrarsi sulle console di punta (cosa che si verificò puntualmente). Le quotazioni già dal primo mese del 2008 iniziano a perdere rapidamente valore (nel giro di un anno passa da un massimo di 78,5 dollari a 32 dollari). Nel 2011 il titolo rompe anche la soglia dei 30 dollari e si porta verso la fine dello stesso anno vicino ai 10 dollari. È importante notare come il titolo non abbia mai rotto al ribasso questa soglia (le poche volte che l'ha fatto il titolo ha sempre cercato di riportarsi velocemente sopra questo valore). Parliamo quindi di un supporto molto importante.

Vediamo poi come l’immissione sul mercato della Wii U ha un effetto nullo sull’andamento del titolo, che ha continuano il suo corso in laterale. Dal 2012 si registra un calo significativo nell’utile lordo, che si porta a livelli peggiori registrati dal 1991. Il calo continua anche nel 2013, quando per la prima volta l’azienda fa registrare una perdita attribuibile ai soci del gruppo. Il triennio 2012-2013-2014 è il periodo più difficile nella storia della compagnia (sotto tutti i punti di vista).

L’inversione di tendenza di breve periodo si è avuta grazie all’annuncio arrivato a marzo 2015 di voler immettere sul mercato una nuova console. Gli investitori hanno apprezzato la presa di coscienza della Nintendo di voler archiviare velocemente il proprio flop e ripartire.

imageSul grafico settimanale si nota l'inversione di tendenza di medio periodo grazie al rialzo avuto in occasione dell'annuncio della nuova console. Vediamo che dopo la rottura dei massimi del 2012 si è iniziata a disegnare una trendline rialzista. IBTimes Italia / Technician

Se andiamo a osservare timeframe più bassi possiamo vedere quanto l’annuncio di Nintendo NX sia stato fondamentale per riproiettare il titolo verso un sentiero rialzista, almeno nel medio periodo. Sul grafico settimanale abbiamo evidenziato la rottura dei massimi del 2012 e la trendline rialzista, che sta a sottolineare che il titolo ha iniziato a far registrare minimi via via più alti. Altra cosa che possiamo notare sul grafico settimanale è la rapida caduta del titolo dopo aver testato i 25 dollari, livello che non vedeva dal 2011. La caduta è dovuta all’incertezza che continua ad avvolgere la nuova console Nintendo, di cui ancora non sono state rivelate le caratteristiche (la compagnia ha più volte ribadito di temere che Sony e Microsoft possano copiare l’idea).

imageSul grafico giornaliero possiamo notare il break-away gap aperto in seguito all'annuncio dello sviluppo di una nuova console IBTimes Italia / Technician

Sul grafico giornaliero vediamo invece che grazie all’annuncio della nuova console si è aperto un break-away gap, che possiamo identificare come tale grazie ai volumi superiori alla media del periodo e alla successiva rottura dei massimi del 2012. Questo è stato un primo e importante segnale sul cambio di direzionalità di medio periodo del titolo.

imageReazione del titolo Nintendo al rilascio di Pokemon Go. Notiamo l'apertura di un nuovo break-away gap. I target di breve periodo sono impostati al rialzo. IBTimes Italia / Technician

Vediamo infine come l’uscita di Pokémon Go abbia avuto sul titolo un effetto simile a quello dell’annuncio di Nintendo NX, anche se con intensità più ridotta. Abbiamo infatti l’apertura di un nuovo break-away gap e rottura dei massimi dell’anno. Il titolo è quindi ben impostato per continuare il rialzo nel breve periodo e dovrebbe con facilità raggiungere prima il target dei 25 dollari e successivamente quello dei 30 dollari.

Tuttavia, affinché il titolo Nintendo possa continuare il rialzo nel lungo periodo sarà necessario che la nuova console riscuota successo tra i consumatori. In caso contrario avremo una rapida discesa nuovamente verso i 10 dollari, livello che questa volta potrebbe persino essere rotto al ribasso.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/volano-le-quotazioni-nintendo-grazie-pokemon-go-ma-le-incognite-di-lungo-periodo-rimangono-1458898

 

Menu Principale

Risorse Utili