Abolizione di Equitalia: il solito annuncio del Governo che non significa niente

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Si torna a parlare di Equitalia e torna l’annuncio della sua soppressione. Ospite a Rtl 102, il premier Renzi ha detto: “Entro la fine dell'anno faremo il decreto che cambierà il nostro modo di concepire il rapporto tra fisco e cittadini. Confermo che entro l'anno bye bye Equitalia”. Il premier torna quindi su uno dei temi caldi in Italia e su uno degli enti più odiati dai cittadini alle prese con cartelle esattoriali e pignoramenti.

Il problema, come al solito, è che all’annuncio acchiappa-voti non segue mai una spiegazione puntuale del piano del Governo. Renzi è il campione mondiale del lancio del sasso e ritiro della mano. Cioè butta lì una riforma o una proposta che sa benissimo farà colpo sui cittadini, ma senza scendere minimamente nei dettaglio dell’operazione, incassa applausi a scena aperta e poi abbassa il sipario.

La prima perplessità riguarda la tempistica. “Entro l’anno bye bye Equitalia” ha detto Renzi. Dal momento che siamo a luglio, che di concreto c’è soltanto una proposta di legge del 2014 del presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, arrivata adesso in commissione, l’idea che questa venga approvata ed entri in vigore entro l’anno è a dir poco utopistica. Al massimo, entro l’anno, sarà possibile approvare una legge per la riforma o abolizione, che dir si voglia, di Equitalia, magari inserendola all’ultimo minuto nella legge di stabilità. In questo caso il 31 dicembre 2016 Equitalia sarà ancora lì al suo posto e la riforma entrerà in vigore non prima del 2017.

La seconda perplessità riguarda la sostanza di questa riforma. A quanto pare la proposta di Boccia prevede il passaggio di dipendenti e mansioni da Equitalia, che cesserà di esistere, ad un ufficio per la riscossione creato appositamente all’interno dell’Agenzia delle Entrate. Detta così sembra che cambi la scatola, ma non il suo contenuto. Se le modalità di riscossione restano le stesse, cosa cambia al contribuente se sulla cartella esattoriale come mittente c’è scritto “Equitalia” oppure “Direzione centrale riscossione dell’Agenzia delle Entrate”? Assolutamente niente.

Il premier quindi non deve annunciare l’addio ad un ente che funziona male, ma deve spiegare come intende modificare la modalità di riscossione in modo che i contribuenti non siano vessati da cartelle pazze ed errori dell’amministrazione che finiscono con il rovinare la vita di famiglie e imprese. “Bye bye Equitalia” cosa significa? Che nessuno deve più pagare le tasse comunali oppure le multe? Non credo proprio. Allora significa soltanto spostare le competenze da un ufficio ad un altro prendendosi, però, il merito di aver “abolito” il mostro Equitalia.

Il governo, anzichè fare il gioco delle tre carte, dovrebbe intervenire legislativamente sulle modalità di riscossione di Equitalia impartendo all’ente delle lezioni di buon senso, questo sconosciuto. Basterebbe chiarire che non si può mettere sullo stesso piano l’evasore miliardario con villa alle Cayman e l’imprenditore che non ha pagato l’IMU perché ha preferito dare lo stipendio ai suoi dipendenti; che se Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Comuni o pubbliche amministrazioni chiedono debiti non dovuti (e certificati da un tribunale) non si deve andare avanti con cartelle e pignoramenti contro il cittadino innocente; che in caso di pagamento di tasse non dovute l’ente di riscossione deve restituire al contribuente il dovuto con la stessa fretta con cui pretende il pagamento dei debiti; che se ad un’azienda in difficoltà si vanno a pignorare i macchinari per la produzione questa non riuscirà mai a tornare in attivo e pagare le tasse. E così via.

La presenza di un ente di riscossione è certamente indispensabile, altrimenti lo Stato finirebbe a gambe all’aria in un mese, ma l’importante è che questo ente, che si chiami Equitalia o Cappuccetto Rosso, agisca con buon senso andando incontro ai contribuenti in buona fede, ma in crisi economica, e agendo con severità di fronte ai grandi evasori. Il premier quindi non deve annunciare l’addio ad Equitalia, ma deve spiegare come pensa di migliorare il funzionamento dell’ente italiano di riscossione.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/abolizione-di-equitalia-il-solito-annuncio-del-governo-che-non-significa-niente-1459393

 

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