RCS: la guerra tra Cairo e Bonomi è alle battute finali. Ecco cosa sta succedendo a Piazza Affari

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Siamo ormai alle battute finali della guerra per la conquista di RCS Mediagroup, uno dei principali gruppi editoriali italiani attivo anche a livello internazionale. Domani, venerdì 15 luglio, avremo i primi risultati della contesa a colpi di rialzi portata avanti da due contendenti che nelle ultime ore hanno coinvolto anche la Consob accusandosi di pubblicità ingannevole nei messaggi promozionali per l’offerta di acquisto.

Oggi e domani sono le ultime due giornate in cui si sfideranno a Piazza Affari le due offerte per l’acquisizione di RCS. Da una parte c’è l’OPA (offerta pubblica di acquisto) in contantia un euro promossa dalla cordata IMH composta dal fondo Investindustrial di Andrea Bonomi e i soci storici del gruppo Rcs: Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli e UnipolSai. E dall’altra parte, lo sfidante è Urbano Cairo, l’editore di La7 che ha lanciato l’OPAS (offerta pubblica di acquisto e scambio) su RCS offrendo un concambio di azioni di Cairo per azioni RCS e una parte cash di 25 centesimi per un corrispettivo di circa 1,05 euro.

L’acquisizione di un gruppo tramite una guerra OPA contro OPAS è una prima assoluta a Piazza Affari dove dall’inizio della contesa il titolo di RCS si è rivalutato di oltre il 100%. Venerdì, a mercati chiusi, avremo i primi risultati della contesa per RCS, poi Lunedì 18 luglio è attesa la nota ufficiale che illustrerà il nuovo azionariato di RCS.

Guerra di rialzi per RCS

Tutto è iniziato venerdì 8 aprile, quando a mercati chiusi il proprietario di La7 Urbano Cairo ha annunciato di voler fare un’offerta per ottenere la maggioranza delle azioni del Gruppo RCSallo scopo di creare il più grande editore multimediale italiano. L’offerta arriva tramite comunicato stampa e consiste in un’Offerta pubblica di scambio volontaria, cioè, Cairo offre 1 azione delle sua società, la Cairo Communication, per ogni 8,3 azioni di RCS che gli verranno date dai vari azionisti attuali di RCS.

All’offerta di Cairo per l’acquisizione di RCS ha risposto in pochi giorni una cordata, nata nei salotti dell’alta finanza milanese, dei soci storici di RCS che hanno deciso di fare una contromossa. Il 15 maggio arriva la notizia della contro OPA di Diego Della Valle (titolare del 7,32% del capitale), Mediobanca (6,25%), UnipolSai Assicurazioni (4,59%) e Pirelli (4,43%) capitanati da Investindustrial, società d’investimento di Andrea Bonomi.

Da quel momento è stato un susseguirsi di offerte, controfferte e rilanci in una vera e propria battaglia finanziaria per la conquista di RCS. Il gruppo, in effetti, è una preda appetibile, nonostante un debito di oltre 400 milioni. Presente nel settore dei quotidiani, dei libri, dei periodici, della radio, della televisione, sul web e nella raccolta pubblicitaria, nel 2015 ha chiuso con un fatturato di oltre un miliardo di euro.

Gli ultimi rilanci di Cairo e Bonomi risalgono ai primi giorni del mese di luglio. Bonomi ha alzato da 0,80 centesimi a 1 euro il corrispettivo dell'OPA, mentre Cairo ha alzato da 0,17 a 0,18 centesimi le azioni della Cairo Communication offerte per ciascun titolo di RCS. Inoltre Cairo ha anche aggiunto un importo in contanti di 0,25 euro per ciascuna azione RCS portata in adesione, che porta l’offerta complessiva a 1,04 euro per azione, di poco davanti a quella della cordata di Bonomi.

In caso di adesione integrale dei soci RCS all’offerta di Cairo, il costo complessivo dell’operazione sarà di 130 milioni in contanti, a cui si aggiungono oltre 93,9 milioni di nuove azioni della Cairo communication. Dall’altra parte, in casa Bonomi, l'esborso complessivo per l'OPA sarà di circa 404 milioni di euro.

Battaglia su RCS: chi la spunterà?

Ormai siamo agli sgoccioli, già domani avremo le prime notizie su chi ha vinto la battaglia in Borsa per l’acquisizione di RCS.

In questa settimana cruciale per il futuro di RCS i contendenti hanno anche chiesto l’intervento della Consob: Cairo ha chiesto all’Autorità di valutare “la conformità” dei messaggi promozionali dell’OPA promossa da Bonomi accusando i messaggi della cordata di dare “una rappresentazione ingannevole del corrispettivo promosso da Cairo”. Sul nodo deciderà il commissario della Consob Carmine Di Noia che ha commentato: “Ci sono opinioni divergenti. Di solito ha ragione uno solo”.

Sorvolando su questi cavilli poco appassionanti, la cosa certa al momento è che, entrati nella fase finale delle offerte per la conquista di RCS, la tensione è salita alle stelle. Ieri, in chiusura Borsa Italiana ha pubblicato un comunicato per informare che l’OPAS di Cairo ha raggiunto l’11,29%, comprese le azioni conferite da Intesa che aveva il 4,17%, mentre la cordata di Bonomi ha raccolto il 3,93% dei titoli oggetto di offerta arrivando così al 27,8% circa del capitale visto che la cordata deteneva già il 24,7%.

Per dichiarare il successo dell’operazione la cordata di Bonomi ha fissato la soglia minima al 30%, mentre Cairo (che partiva dal 4,72% di partecipazione in RCS) ha fissato la soglia al 33%. Alla fine, comunque, vincerà l’offerta che otterrà la quota più alta di RCS e coloro che avranno aderito all’offerta che è risultata perdente potranno portare la propria quota dalla parte del vincente, del nuovo proprietario di RCS.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/rcs-la-guerra-tra-cairo-e-bonomi-e-alle-battute-finali-ecco-cosa-sta-succedendo-piazza-affari

 

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