Poveri in Italia: l'ISTAT certifica una situazione drammatica mentre arranca la legge del Governo contro la povertà

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Crescono i poveri in Italia e raggiungono una quota che nel Belpaese non si vedeva dal 2005. A dirlo non sono le opposizioni o i giornali gufi, ma è l’ISTAT che ha pubblicato il rapporto sulla povertà in Italia nel 2015.

Lo scorso anno, secondo le rivelazione dell’ufficio nazionale di statistica, vivevano in povertà assoluta in Italia 1 milione e 582 mila famiglie, pari a 4 milioni e 598 mila persone, il numero più alto dal 2005. L’ISTAT precisa che la povertà assoluta è salita di pochi decimi percentuali negli ultimi anni (dal 5,7% del 2014 al 6,1% del 2015), ma cresce soprattutto in termini di persone dal (6,8% del 2014 al 7,6% del 2015).

I dati pubblicati dall’ISTAT riaccendono i fari su un problema che è andato sempre crescendo negli anni della crisi economica e mai davvero affrontato dai Governi che hanno guidato il Paese dal 2007 a questa parte. A questo proposito c’è da considerare il recente approdo in Aula alla Camera del disegno di legge sul contrasto alla povertà promosso dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Appena arrivato in Aula il testo ha ricevuto le critiche delle opposizioni, in particolare del Movimento 5 Stelle che accusa il PD di “riciclare” la social card del 2012 chiamandola “reddito minimo di inclusione” e rubando al Movimento una delle sue bandiere politiche. Ma mostra molte perplessità sul disegno di legge sulla povertà anche il presidente dell’INPS, Tito Boeri che ha parlato di un testo che “ha perso molti pezzi”.

ISTAT: la povertà in Italia

Nel 2015 la povertà in Italia ha raggiunto un picco che non si vedeva dal 2005. Il tasso di povertà aumenta in modo particolare nelle famiglie numerose che vivono nelle città del Nord Italia. Nel suo rapporto, infatti, l’ISTAT scriveche “questo andamento si deve principalmente all'aumento della condizione di povertà assoluta tra le famiglie con 4 componenti (da 6,7 del 2014 a 9,5%), soprattutto coppie con 2 figli (da 5,9 a 8,6%) e tra le famiglie di soli stranieri (da 23,4 a 28,3%), in media più numerose”.

L'incidenza della povertà assoluta “aumenta al Nord sia in termini di famiglie (da 4,2% del 2014 a 5%) sia di persone (da 5,7% a 6,7%) soprattutto per l'ampliarsi del fenomeno tra le famiglie di soli stranieri (da 24% a 32,1%)”. Particolari segnali di peggioramento si registrano anche tra “le famiglie che risiedono nei Comuni centro di area metropolitana (l'incidenza aumenta da 5,3% del 2014 a 7,2%) e tra quelle con persona di riferimento tra i 45 e i 54 anni di età (da 6% a 7,5%)”.

Disegno di legge contro la povertà

La legge di stabilità per il 2016 ha stanziato 600 milioni di euro per misure contro la povertà da attivare nel 2016 e un miliardo per i finanziamenti necessari nel 2017. A gennaio il Consiglio dei Ministri ha licenziato un disegno di legge contro la povertà che di fatto introduceva un’unica misura nazionale di contrasto alla povertà legata, però, “all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa”.

Questo sostegno contro la povertà era legato a “criteri unificati di valutazione della condizione economica in base all’ISEE”, l’indicatore della situazione economica equivalente riformato lo scorso anno dal Governo. Parallelamente all’introduzione di questa misura unica di contrasto alla povertà il disegno di legge prevedeva la razionalizzazione (ovvero il taglio) di altre prestazioni di assistenza sociale e pensionistica. Elemento questo che aveva già creato forti perplessità.

Ma l’approdo del testo alla Camera è stato accompagnato dalle critiche del presidente dell’INPS Boeri che, come riporta il Fatto Quotidiano, sostiene che ne nuovo testo non ci sia “una rete di protezione per i poveri, bisogna fare delle scelte, se aiutare i più poveri o continuare a sostenere i più rappresentati”. La versione originale del testo secondo Boeri “dava risposte su come finanziare la misure, ma ha perso pezzi”. Boeri, prima che l’ISTAT certificasse la situazione italiana, ha ricordato che “la crisi ha lasciato un’eredità pesante colpendo soprattutto il 20% di famiglie con il reddito più basso. Le famiglie a rischio sono quindi aumentate di un terzo, soprattutto quelle composte da persone sotto i 65 anni, per i quali non c’è una rete protettiva”.

Giudizio tiepido anche da Caritas e Alleanza contro la povertà che sottolineano come le risorse stanziate del Governo non siano sufficienti a risolvere il cancro della povertà in Italia. In effetti, guardando i dati ISTAT, che parlano di quasi 5 milioni di italiani in povertà assoluta, è chiaro che l’impegno economico, e non solo, del Governo debba essere di ben altra portata.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/poveri-italia-listat-certifica-una-situazione-drammatica-mentre-arranca-la-legge-del-governo-contro

 

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