RCS: la spunta Cairo con quasi il 50% del capitale. Ma resta l'incognita Consob

E-mail Stampa PDF

Si è chiusa venerdì sera con un comunicato arrivato in serata la battaglia tra Cairo e Bonomi per la conquista di RCS: l’OPAS del proprietario di La7 ha ottenuto il 48,82% del capitale, contro il 37,7% dell’OPA Bonomi e della cordata formata dai soci storici di RCS Diego Della Valle, Mediobanca, UnipolSai e Pirelli. Nonostante partisse in vantaggio con il 22,6% del capitale, il salotto buono della finanza milanese ha dovuto issare bandiera bianca di fronte all’inaspettato risultato di Cairo che ha sfiorato la maggioranza assoluta di RCS.

Ma anche se ormai è chiaro il nome del vincitore, nelle prossime settimane sono attese scosse di assestamento dell’azionariato di RCS. A quanto pare, infatti, la Consob non ha chiarito le regole del gioco prima dell’inizio della partita e ora non è ben chiaro cosa accada agli investitori che hanno aderito all’offerta risultata perdente. Lo scontro OPA-OPAS per la conquista di un gruppo non aveva precedenti a Piazza Affari e ora è scontro sulle regole del gioco. Insomma la partita è finita, ma i supplementari potrebbero ancora riservare delle sorprese.

OPA contro OPAS

Si è chiusa venerdì la battaglia iniziata ad aprile da Urbano Cairo per la conquista di RCS, uno dei principali gruppi editoriali italiani. Dopo una lunga serie di rilanci e controfferte negli ultimi giorni a Piazza Affari è andato in scena lo scontro tra l’OPA (offerta pubblica di acquisto) in contanti a un euro promossa dalla cordata IMH composta dal fondo Investindustrial di Andrea Bonomi e i soci storici del gruppo Rcs: Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli e UnipolSai e l’OPAS (offerta pubblica di acquisto e scambio) di Urbano Cairo che ha offerto un concambio di azioni di Cairo per azioni RCS e una parte cash di 25 centesimi per un corrispettivo di circa 1,05 euro. Per dichiarare il successo dell’operazione la cordata di Bonomi ha fissato la soglia minima al 30%, mentre Cairo (partito dal 4,72% di partecipazioni in RCS) ha fissato la soglia al 33%.

In realtà entrambi i contendenti hanno raggiunto l’obiettivo prefissato, ma sul fotofinish Cairo ha allungato la distanza arrivando a sfiorare il 50% del capitale di RCS. Urbano Cairo partito con soltanto il 4,6% del capitale di RCS (contro il 22,6% della cordata di soci) ha raccolto con la sua OPAS adesioni pari al 44,2% di RCS che l’hanno portato ad avere in tasca complessivamente il 48,8%, 254,786 milioni di azioni. Alla fine, quindi, la discesa in campo della cordata capitanata da Andrea Bonomi ha convinto soltanto il 13% degli azionisti di RCS e così l’OPA si è fermata al 37,7%.

Le regole del gioco

L’unica incognita è la posizione di coloro che hanno aderito all’offerta risultata perdente. Le opinioni dei due contendenti sono state fin dall’inizio praticamente opposte, e la Consob più volte interpellata da entrambe le parti, ha deciso di non schierarsi a partita in corso per non influenzare le scelte dei possibili investitori. Sono quindi attese nei prossimi giorni spiegazioni in merito. In pratica Bonomi ha chiesto alla Consob di considerare gli interessi degli investitori che hanno aderito alla sua OPA, mentre Cairo sostiene che, l’offerta di Bonomi, in quanto risultata perdente è da considerarsi decaduta e che quindi adesso gli aderenti all’OPA hanno soltanto due possibilità: girare le azioni sull'OPAS di Cairo oppure tirarsi fuori dalla partita. Per aderire all’OPAS di Cairo gli investitori avranno a disposizione una finestra tra il 23 e il 28 luglio.

Qualunque siano le indicazioni della Consob, una vittoria così schiacciante di Cairo, che potrebbe ancora raggiungere la maggioranza assoluta di RCS, non dovrebbe comportare l’apertura di contenziosi con il rischio paralisi per la gestione della società.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/rcs-la-spunta-cairo-con-quasi-il-50-del-capitale-ma-resta-lincognita-consob-1459735

 

Menu Principale

Risorse Utili


Articoli correlati

Purtroppo non ci sono articoli correlati