Banche: Draghi apre all'intervento pubblico in "casi eccezionali", ma manca l’intesa con Bruxelles

E-mail Stampa PDF

Anche il presidente della BCE Mario Draghi, nel corso del board di ieri (21 luglio) a Francoforte, ha affrontato il tema delle sofferenze delle banche e la necessità di trovare una soluzione condivisa. Draghi ha di fatto aperto agli aiuti pubblici per le banche in difficoltà, ma d’intesa con Bruxelles. Proprio quell’intesa che il Governo Renzi sta cercando per intervenire su MPS senza bisogno di travolgere azionisti ed obbligazionisti attivando il bail-in.

Un “paracadute pubblico” per i crediti deteriorati delle banche per Draghi “è una misura molto utile, ma deve essere presa d’accordo con la Ue e specialmente con la direzione generale concorrenza della Commissione”. Il problema delle banche italiane secondo Draghi sono le sofferenze e in particolare un mercato delle sofferenze che “non funziona” o “è sotto pressione” e quindi impiega tempi lunghissimi per scarsi risultati. Per evitare che le sofferenze vengano svendute, secondo Draghi, è ammissibile il “sostegno pubblico”.

Il board della BCE – che ha deciso di tenere fermi i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40% - si è tenuto insieme al CDA di banca Monte dei Paschi. Mentre Draghi parlava di intervento pubblico in “casi eccezionali” il caso MPS era sul tavolo del CDA della banca intento a trovare la quadra di una situazione tutt’altro che semplice. I negoziati del Governo con Bruxelles vanno a rilento, ma i risultati degli stress test, attesi per il 29 luglio, sono alle porte, e sarà meglio che la banca si faccia trovare pronta.

Anche il Financial Times ha dedicato un approfondimento alla banca senese, secondo cui “salvare ancora MPS senza imporre una ristrutturazione draconiana somiglierebbe alla definizione di follia di Einstein: fare la stessa cosa ancora e ancora aspettandosi risultati diversi”. Secondo il FT, MPS non è una vittima innocente della crisi bancaria, “i suoi problemi derivano da una catena di errori commessi da una schiera di attori – regolatori, politici e manager – da più di un decennio”. Ora, conclude il quotidiano, “la migliore speranza è un salvataggio per mettere fine a tutti i salvataggi”.

Sì, ma salvataggio a carico di chi? Questa è la domanda intorno alla quale gira l’intera vicenda. La situazione ormai è chiara: MPS ha un gran quantitativo di sofferenze messe a bilancio ad un prezzo che è circa il doppio del loro reale valore di mercato. Se, come sostiene il FT, MPS vendesse al Fondo Atlante o Giasone, le sofferenze a 34 centesimi per ogni euro, contro i 40 centesimi iscritti a bilancio e i 20 che rappresentano il prezzo di mercato si creerebbe un buco di circa 3,5 miliardi da coprire con una ricapitalizzazione. Ed è qui che arriva il vero problema perché tutti i tecnici e gli osservatori sono convinti che con l’aria che tira in Borsa sia impossibile per MPS raccogliere questa cifra sul mercato. A questo punto l’intervento pubblico sarebbe possibile ma soltanto passando prima dalla casella “bail-in”: lo Stato potrebbe partecipare all’aumento di capitale di MPS solo dopo che azionisti ed obbligazionisti siano stati coinvolti nelle perdite della banca.

Per intervire con soldi pubblici evitando il burden sharing (cioè la ripartizione delle perdite) è necessario il via libera della Commissione UE che, invece, forte della sentenza della Corte UE sulla Slovenia, sembra poco disponibile a seguire questa strada. Pochi giorni fa, infatti, la Corte ha risposto che il bail-in applicato dalla Commissione europea per il salvataggio delle banche slovene nel 2013 era legittimo ribadendo di fatto il meccanismo del burden sharing. Dopo la sentenza il titolo di MPS ha virato in negativo finendo in asta di volatilità.

Ma secondo Draghi le regole europee “contengono tutta la flessibilità per affrontare la situazione” anche attraverso un intervento pubblico. Il presidente della BCE cerca quindi di metterci una buona parola cercando di spingere la Commissione UE a considerare l’eccezionalità della situazione permettendo allo Stato italiano di intervenire per l’ultimo (si spera) salvataggio di MPS.

Il problema della gestione delle sofferenza non interessa soltanto MPS, ma l’intero comparto bancario italiano e non solo. Draghi spiega che più sofferenze appesantiscono i bilanci delle banche, meno le banche funzionano bene, meno credito a famiglie e imprese riscono ad erogare. Il problema delle sofferenze quindi vanifica in buona parte anche gli sforzi che la BCE sta facendo per veicolare risorse all’economia reale passando per gli istituti bancari.

La soluzione per Draghi passa da tre tappe: un approccio di vigilanza coerente con la situazione, un mercato secondario dei crediti deteriorati che funziona, l’intervento del Governo per migliorare la legislazione fallimentare e del recupero delle garanzie. A questi elementi si aggiungono poi gli interventi statali per i “casi eccezionali”.

Insomma, nel primo board della BCE post Brexit, tutti i riflettori sono ancora puntati sulle sofferenze delle banche, in particolare quelle italiane. Soltanto a settembre si inizierà a tirare le somme sulle conseguenze del voto inglese per l’uscita dall’Unione europea. Draghi ha parlato di “venti contrari” per la ripresa dell’economia europea, ma è ancora troppo presto per valutare l’impatto della Brexit. Tutto rinviato a settembre, quindi, anche i prossimi interventi di politica monetaria.

Le nuove proiezioni degli economisti della BCE arriveranno prima della riunione fissata per l’8 settembre e daranno un quadro preciso della situazione, utile per attivare nuovi interventi. Draghi ha ribadito che, se necessario, il consiglio è “pronto, deciso e in grado” di intervenire e che è disponibile a farlo con tutti gli strumenti a disposizione.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/banche-draghi-apre-allintervento-pubblico-casi-eccezionali-ma-manca-lintesa-con-bruxelles-1460312

 

Menu Principale

Risorse Utili