Good bank: Apollo e Lone Star offrono (come previsto) due spiccioli. A pagare saranno le banche

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Alla fine sono state due le offerte economiche vincolanti per l’acquisto delle quattro Good bank, Nuova Banca Marche, Etruria, CariChieti e CariFerrara.Il problema è che, come ampiamente previsto, le offerte dei due fondi di investimento internazionali rimasti in gara sono nettamente inferiori al prezzo pagato dal sistema bancario italiano per il salvataggio dello scorso 22 novembre e anche dal prezzo attuale, cioè il valore rettificato dopo gli oneri di ristrutturazione. Ciò significa che alla fine della gara a pagare per il salvataggio sarà l’intero sistema bancario italiano su cui sarà scaricato il peso del decreto salvabanche.

Good bank: le offerte

La scadenza per le offerte vincolanti, inizialmente fissata per mercoledì 20 luglio a mezzanotte, è stata rinviata a giovedì 21 luglio alle 18. Ieri (22 luglio) sono iniziate ad uscire le prime notizie circa le buste inviate all’Autorità di risoluzione, l’ente sotto il controllo di Bankitalia, che ha gestito il salvataggio e ora deve trovare un acquirente per le quattro banche sane.

Le offerte economiche vincolanti alla fine sono state soltanto due quelle di Apollo e Lone Star, mentre l’altro pretendente ancora in gara, Apax Partners ha deciso di tirarsi indietro. L’Autorità di risoluzione informa anche di una terza offerta che riguarda, però, soltanto le società di assicurazione di Etruria. Il bando pubblicato a gennaio per la vendita delle Good bank, infatti, prevede anche la possibilità di spacchettamento e di vendita separata delle quattro banche sane. Ma le offerte di Apollo e Lone Star riguardano l’intero pacchetto.

Good bank: ora chi paga?

Inchieste continue, bassa redditività e alti costi rendono poco appetibili le quattro Good bank: le due offerte, secondo quanto riporta l’Ansa, si aggirano tra i 500 e 600 milioni di euro.Come sempre, l’ottimismo del Governo si è rivelato fallace. Il salvataggio delle banche aveva lo scopo di ripulire i quattro istituti “sani” dai crediti in sofferenza, riportarli alla redditività, recuperare la fiducia di clienti e investitori e venderli a circa 2 miliardi di euro rimborsando le banche che hanno partecipato al salvataggio.

Ricordiamo che l’operazione di salvataggio delle banche è costata 3,6 miliardi di euro: 1,7 miliardi a copertura delle perdite delle banche; 1,8 miliardi per ricapitalizzare le banche buone, circa 140 milioni per dotare la banca cattiva del capitale minimo necessario per operare. I costi del salvataggio furono a carico dell’intero sistema bancario e in particolare di Intesa, Unicredit e Ubi banca che hanno anticipato, attraverso un finanziamento-ponte, le risorse necessarie all’operazione tramite due linee di credito con scadenza 18 mesi: la linea a breve doveva essere rimborsata con i contributi di tutte le banche italiane che hanno anticipato tre annualità arrivando a 2 miliardi di euro; e l’altra linea di credito, invece, dovrebbe essere rimborsata grazie all’incasso della vendita dei crediti deteriorati e delle quattro Good bank.

Considerando la spesa iniziale di 2 miliardi, il valore rettificato di 1,4 miliardi e le offerte intorno ai 500 milioni il risultato è che all’appello manca quasi un miliardo.

Ora l’Autorità di risoluzione dovrà valutare le offerte e intavolare un negoziato con i due pretendenti per arrivare entro il 30 settembre alla vendita delle banche, come intimato dalla Commissione europea che ha già rinviato la scadenza del 30 aprile perché impossibile da rispettare. Purtroppo l’esito del bando è stato il peggiore possibile e ora toccherà al Fondo di risoluzione e a Bankitalia decidere come procedere: l’unica certezza è che l’incasso della vendita delle Good bank è nettamente inferiore ai soldi necessari per ripagare il sistema bancario.

 

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/good-bank-apollo-e-lone-star-offrono-come-previsto-due-spiccioli-pagare-saranno-le-banche-1460404

 

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