ENAV chiude l'offerta pubblica e sbarca in Borsa. Incasso modesto per lo Stato

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Le torri di controllo italiane atterrano in Borsa. Il 26 luglio, l’ENAV, l’ente nazionale assistenza al volo farà il suo debutto a Piazza Affari dopo la conclusione dell’offerta pubblica del 46,6% della società. Si tratta della terza privatizzazione del Governo Renzi, dopo Poste e Fincantieri, anche se in realtà la maggioranza di ENAV resta in mano al ministero del Tesoro. E soprattutto è la prima volta al mondo che la società che gestisce le torri di controllo e il traffico aereo di un Paese approda sul mercato.

Nonostante le turbolenze finanziarie legate al voto degli inglesi sulla Brexit, il Tesoro ha deciso di andare avanti con l’operazione che si è conclusa positivamente, anche se l’incasso per le casse statali è stato inferiore a quello che si prospettava qualche mese fa, in uno scenario pre-Brexit. Il successo dell’offerta lo spiega Alessandra Pasini, responsabile Banking per l'Italia di Barclays, al Sole 24 Ore: "La natura stabile e regolata dei cash flow di ENAV, unita ad una politica dei dividendi progressiva ha rappresentato una opportunità unica per gli investitori nell'attuale momento di mercato caratterizzato da tassi estremamente bassi e volatilità dei mercati. ENAV rappresenta il primo Air Traffic Control quotato al mondo a conferma dell'unicità della società per i mercati finanziari". In pratica la società che lavora senza concorrenza e con guadagni sicuri, rappresenta in una momento di turbolenza sui mercati e di tassi intorno allo zero un investimenti sicuro e conveniente.

All’offerta di azioni ENAV hanno partecipato soprattutto investitori istituzionali e fondi di investimento italiani, ma soprattutto internazionali. Tra questi, la squadra degli italiani che hanno comprato azioni di ENAV è costituita da Pioneer, Azimut, Kairos, Anima, mentre tra gli stranieri ci sarebbero Brookfield, BlackRock, Macquarie, Amp, Amber Capital, Jp Morgan e Goldman Sachs Asset Management.

La domanda complessiva, spiega il comunicato del Tesoro al termine dell’operazione, è stata pari a circa 8 volte l'ammontare di azioni ENAV offerto: il 10% dell'offerta, riservato a dipendenti e pubblico indistinto, ha ricevuto una domanda pari a 2,4 volte, mentre il restante 90% riservato agli istituzionali ha registrato una domanda pari a circa 8,5 volte il quantitativo offerto.

L’offerta di azioni ENAV era iniziata lo scorso 11 luglio ed aveva come oggetto un massimo di 230 milioni di azioni ordinarie della società che in Italia gestisce il traffico aereo con 43 torri e 4 grandi centri di controllo. La percentuale offerta si aggira intorno al 42,5% del capitale sociale di ENAV, che poteva arrivare al 46,6% in caso di integrale esercizio dell'opzione greenshoe da parte delle banche coordinatrici dell’offerta. L’incasso per il Tesoro è di 759 milioni di euro che potrebbero salire a 833 se la percentuale finale dell’offerta di azioni ENAV fosse del 46,6%. La valorizzazione complessiva della società che si appresta a sbarcare in Borsa è quindi di 1,78 miliardi. Qualche mese fa, le previsioni pre-Brexit indicavano, invece, una valorizzazione della società tra l’1,8 miliardi e i 2,2 miliardi.

Ad offerta conclusa e alla vigilia dello sbarco in Borsa il prezzo delle azioni di ENAV è stato fissato a 3,3 euro, cioè nella parte medio alta della forchetta che era stata indicata in 2,9-3,5 euro.

Nonostante l’incasso per lo Stato sia inferiore del previsto, il Tesoro, nel comunicato ufficiale parla della “privatizzazione” di ENAV come di un’operazione di successo. I soldi incassati andranno ad alleggerire il debito pubblico italiano, così come previsto dal piano di privatizzazioni concordato dal Governo Renzi con la Commissione europea. Non sono certamente della stessa opinione il sindacato che rappresenta i dipendenti ENAV che ha presentato un’esposto sulle modalità di quotazione e il Movimento 5 Stelle che ha già presentato alla Corte dei Conti una denuncia per danno erariale.

A mettersi le azioni di ENAV in tasca sono stati soprattutto fondi internazionali provenienti per oltre il 30% dal Regno Unito, seguito dai colossi statunitensi e da una presenza di investitori italiani intorno al 15%. Ma considerata la natura strategica della società, lo Stato manterrà comunque il 51% del capitale di ENAV. Il controllo sulla società di controllo del traffico civile del Paese da parte dello Stato è assicurato anche da un tetto azionario del 5% e dalla possibilità per il Governo di ricorrere al golden power per bloccare eventuali acquisizioni o decisioni societarie considerate un rischio.

Così da domani, martedì 26 luglio, Piazza Affari avrà un’altra matricola, la prima società di gestione del traffico aereo quotata al mondo. Le negoziazioni delle azioni ordinarie di ENAV inizierà domani dopo il via libera di Borsa Italiana che dovrà pubblicare il relativo provvedimento; sempre per domani è fissato il pagamento delle azioni.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/enav-chiude-lofferta-pubblica-e-sbarca-borsa-incasso-modesto-lo-stato-1460542

 

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