Brexit, banche e bombe: l'economia rallenta e per il Governo si preannuncia un autunno molto caldo

E-mail Stampa PDF

Molte nubi si addensano sull’autunno del Governo Renzi. Dopo un 2015 spinto da sgravi fiscali, abolizione delle tasse sulla casa e bonus vari, il 2016 è già tutta un’altra storia. In primis perché questi giochetti governativi avevano una scadenza o comunque un impatto a breve termine e poi perché oggettivamente l’economia mondiale e europea ha preso una piega peggiore del previsto e l’Italia non ha le ossa abbastanza forti per reggere l’urto.

Nel mese di agosto tutto resterà sospeso a mezz’aria, ma sotto l’ombrellone il ministro dell’Economia Padoan sarà costretto a meditare sul da farsi al rientro dalle vacanze. In autunno, infatti, è attesa la legge di stabilità 2016 e sono molti i nodi da sciogliere per il Governo che dovrà fare i conti con margini di manovra fiscali sempre più risicati.

La congiuntura flash di luglio pubblicata dall’Ufficio studi di Confindustria è soltanto l’ultima conferma di un quadro economico in deciso rallentamento.La produzione industriale del secondo trimestre cala da +0,5% del primo a -0,1% e le previsioni per i mesi a venire non dicono niente di buono, in modo particolare per il settore delle costruzioni. Debole anche l’andamento delle esportazioni che calano dello 0,4% in maggio su aprile. In calo anche le stime del PIL per il secondo trimestre del 2016 che Confindustria taglia ancora dal precedente 0,25% a 0,50%. Intanto l’Eurostat conferma che nel primo trimestre dell’anno il debito pubblico italiano è aumentato del 2,7% rispetto ai mesi finali del 2015 e il rapporto debito/PIL si attesta al 135,4%, pari in valore assoluto a 2.228.741 milioni di euro, secondo in Europa solo a quello greco a quota 176,3%.

L’ultima nota di aggiornamento al DEF del Governo aveva previsto un PIL per il 2016 pari all’1,2%, un obiettivo a questo punto totalmente irrealizzabile. Secondo il FMI la crescita dell'Italia quest'anno sarà dello 0,9%; secondo Bankitalia sotto l’1% e Confindustria stima il PIL 2016 a +0,8%. In ogni caso un risultato anni luce distante dalla previsione del Governo.

A complicare il quadro economico italiano sono le turbolenze provocate dalla Brexite soprattutto le incertezze legate ai negoziati che nei prossimi due anni dovranno stabilire nuovi rapporti commerciali e finanziari tra l’Unione europea e il Regno Unito. A questo si aggiungono le tensioni geopolitiche e i pericoli legati ai recenti attentati. Sul fronte interno, il principale pericolo è rappresentato dalla debolezza del sistema bancarioperennemente sotto pressione a Piazza Affari. Il clima di profonda sfiducia e incertezza che si conferma su più fronti non aiuta certamente l’andamento dell’economia mondiale. E i primi Paesi a risentirne sono quelli che come l’Italia si fanno trascinare in positivo dai fattori esterni positivi e che non sono in grado di reggersi sulle proprie gambe in caso di congiuntura negativa.

Nel 2015 il Governo Renzi ha approvato una legge di stabilità fatta di bonus, mancette e misure non strutturali che hanno già finito la loro spinta propulsiva. Quest’anno il menù annunciato dal Governo è molto nutrito, ma i margini di manovra fiscale, alla luce del quadro economico generale, sono molto ristretti.

Secondo il quotidiano la Repubblica, il Governo dovrà trovare subito 8 miliardi per disinnescare la clausola di salvaguardia che prevede l’aumento dell'IVA a partire dal primo gennaio 2017 e se vorrà mantenere le promesse fatte negli ultimi mesi dovrà arrivare almeno a 20 miliardi. L’ammanco di 4-5 miliardi deriverebbe dalla frenata del PIL: meno prodotto interno lordo meno entrate, ma più deficit. In questo quadro è difficile pensare che il Governo possa davvero portare avanti la rivoluzione copernicana delle tasse, il piano di riduzione della pressione fiscale che vedeva l’abolizione delle tasse sulla prima casa come primo passo di un progetto più ampio.

Proroga del super ammortamento, del bonus per le assunzioni, o taglio strutturale del cuneo fiscale, riorganizzazione delle fasce IRPEF e taglio dell’IRES, bonus per le pensioni minime e misure per la pensione anticipata, piano anti-povertà e per le famiglie numerose, abolizione bollo auto e Equitalia: sono queste le principali promesse fatte dal Governo nel corso del 2016. Un libro dei sogni che alla luce della sofferenza dell’economia italiana, rischia di rimanere in gran parte solo sulla carta.

Insomma, passata l’estate, per il Governo Renzi si preannuncia un autunno caldo, con diversi appuntamenti cruciali. Intanto il prossimo 12 agosto è atteso il PIL del secondo semestre che, se dovesse confermarsi in frenata farà tramontare senza possibilità di appello le promesse fatte da Renzi agli italiani. Poi ad ottobre è in programma il referendum costituzionale trasformato dallo stesso Renzi in un voto a favore o contro l’esecutivo. Il 12 ottobre poi è la data di presentazione della legge di stabilità 2016, il giorno in cui, viste le premesse, ne vedremo delle belle.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/brexit-banche-e-bombe-leconomia-rallenta-e-il-governo-si-preannuncia-un-autunno-molto-caldo-1460591

 

Menu Principale

Risorse Utili