Debiti PA: a due anni dalle promesse di Renzi e un anno dalla fatturazione elettronica niente è cambiato

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Ad un anno dell’introduzione della fatturazione elettronica e a quasi due anni dal famoso 21 settembre 2014, giorno di San Matteo, la situazione dei debiti dalla PA nei confronti della aziende italiane non sembra essere migliorata gran che.

Il tema del vergognoso ritardo con cui la PA italiana paga le imprese fornitrici di beni e servizi è stato cavalcato da tutti gli ultimi Governi. Berlusconi, Monti, Letta e Renzi hanno promesso il pagamento dei debiti pregressi della PA e il taglio dei tempi futuri che in Europa è di 30-60 giorni. Ma l’allora neo premier Renzi ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta promise il pagamento dei debiti arretrati della PA entro il giorno di San Matteo, il 21 settembre 2014. Inutile dire che la scadenza non è stata rispettata. E anche un anno dopo, a tempo più che scaduto la situazione non era cambiata.

Al momento della promessa di Renzi i debiti della PA verso le aziende erano 70 miliardi circa e un anno e mezzo dopo, a settembre 2015, erano ancora 67 miliardi. Ad oggi in realtà sapere a quanto ammontano i debiti della PA è impresa impossibile: il sito del MEF, infatti, indica il numero delle fatture registrate e pagate, ma non l’importo dei debiti arretrati che ancora pesano sui bilanci delle imprese. Ma come, la fatturazione elettronica non serviva anche per poter monitorare quasi in tempo reale la fatture e i pagamenti della PA? Mistero.

Il MEF, però, spiega che “tutti gli enti della pubblica amministrazione sono tenuti a pagare le fatture legittime entro 30 giorni dalla data di emissione, con alcune eccezioni che consentono il pagamento entro 60 giorni. Il rispetto di questi termini è un fattore cruciale del buon funzionamento dell’economia nazionale” e fin qui niente da dire, ma il finale è meraviglioso, “ma molti enti pagano in tempi più lunghi”.In effetti le aziende italiane se ne erano accorte.

Per questo motivo a livello europeo è stata approvata la Direttiva 2011/07/UE, recepita in Italia con il Decreto legislativo 192/2012, che ha fissato a 60 giorni i limiti di tempo a disposizione della PA per il saldo delle fatture. Di pari passo è arrivata anche la legge sulla fatturazione elettronica, la soluzione, secondo il Governo, per tagliare i tempi necessari al pagamento da parte della PA. Dal 6 giugno 2014 Ministeri, Agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza possono accettare solo fatture elettroniche, dal 31 marzo 2015 anche tutti gli altri enti nazionali ed amministrazioni locali.

Da quel momento, però, non sembra che il pagamento dei debiti della PA abbia ingranato una marcia superiore. I dati della Banca d’Italia, riportati da Truenumbers, mostrano la percentuale di questi debiti sul PIL italiano e il suo andamento tra il 2008 e il 2015: dopo il picco del 2012 (con debiti pari al 5,8%), tra il 2013-2014 grazie ai soldi dello Stato il debito della PA italiana nei confronti delle aziende è calato al 4,3%, circa 70 miliardi e nel 2015.

E secondo l’ANCE, l’associazione nazionale costruttori edili, particolarmente colpita dai ritardi della PA, “la situazione non è migliorata neanche con il superamento del Patto di stabilità interno previsto dalla Legge di stabilità per il 2016: in media le imprese che realizzano lavori pubblici sono pagate 168 giorni (5 mesi e mezzo) dopo l’emissione degli Stati di avanzamento lavori, contro i 60 giorni previsti dalla normativa”. Insomma ad oltre due anni dalle promesse di Renzi e un anno dalla fatturazione elettronica i debiti della PA verso le imprese sono ancora il 110% in più di quelli che dovrebbero essere se la legge fosse stata rispettata e se i tempi di pagamento imposti dall’Europa, cioè 30 o 60 giorni, fossero diventati realtà anche in Italia. E tra un paio di mesi è di nuovo San Matteo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/debiti-pa-due-anni-dalle-promesse-di-renzi-e-un-anno-dalla-fatturazione-elettronica-niente-e-1460358

 

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