PIL: la crescita zero gela l'estate del Governo. Italia ancora fanalino di coda d'Europa

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A gelare l’estate del premier Renzi, alla vigilia di Ferragosto, è arrivata la stima preliminare del PIL del secondo trimestre dell’anno: la crescita italiana nei mesi aprile-giugno è stata zero di zero. Dopo il +0,3% del primo trimestre e visto l’andamento dell’economia mondiale ed europea nessuno si sarebbe aspettato faville dal PIL del secondo trimestre, ma nemmeno uno zero barrato. E il resto d’Europa? Congelata come noi solo la Francia (che però ha qualche giustificazione in più per un risultato così deludente), molto bene la Germania. Insomma, anche questa volta, siamo tra gli ultimi della classe e la colpa, volendo essere filosofici, non sta fuori, ma dentro di noi.

ISTAT: PIL 0,0% nel secondo trimestre

Con un comunicato l’ISTAT ci fa sapere che nel periodo aprile-giugno il PIL, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato sul trimestre precedente (nel quale era aumentato dello 0,3% su base congiunturale) ed è aumentato dello 0,7% su base annua. Il secondo trimestre del 2016 - precisa l'Istat - ha avuto una giornata lavorativa in più del trimestre precedente e una in più rispetto al secondo trimestre 2015. La variazione acquisita per il 2016 del PIL italiano, cioè la crescita annuale se il PIL risultasse a zero anche nei prossimi trimestri, è pari a +0,6%.Il risultato del PIL del secondo trimestre è stata peggiore delle aspettative: a fine maggio l’ISTAT prevedeva una variazione del PIL all’interno della forchetta 0%/0,4%, ma il risultato si è fermato sullo zero.

PIL: il quadro europeo

“Mal comune, mezzo gaudio” dicevano gli antichi, ma l’economia italiana non ha nemmeno questa piccola soddisfazione. Nel secondo trimestre 2016, infatti, mentre l’Italia rimaneva ferma al palo senza muovere nemmeno un dito, il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% nel Regno Unito e dello 0,3% negli Stati Uniti, mentre in termini tendenziali, è cresciuto del 2,2% nel Regno Unito, dell'1,4% in Francia e dell'1,2% negli Stati Uniti. Secondo la stima diffusa il 29 luglio scorso, il PIL dei paesi dell'area Euro è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell'1,6% nel confronto con lo stesso trimestre del 2015. Inoltre, i dati diffusi oggi indicano che il PIL della Germania è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, dopo la crescita dello 0,7% nel primo trimestre.

Unica magra consolazione per l’Italia è che insieme a noi con il PIL fermo rispetto al trimestre precedente c’è la Francia. A suo discolpa, però, ci sono due elementi da considerare: il primo sono i forti scioperi che negli ultimi mesi hanno fermato il Paese per la contrarietà alla riforma del lavoro e il secondo sono le tensioni legate agli attentatidegli ultimi mesi.

Italia: la situazione si complica

Come abbiamo già detto, settembre sarà un mese impegnativo per il Governo Renzi, il momento in cui dovrò rivedere le stime del PIL con la nota di aggiornamento al DEF. Calcolando che ad oggi la variazione acquisita per il 2016 è pari allo 0,6%, per raggiungere l’obiettivo indicato dal Governo nel DEF nella seconda metà dell’anno il PIL dovrebbe raddoppiare. Un’utopia. L’Italia, dopo un primo trimestre in cui è andata a spinta, adesso è ferma, immobile. E non è facile guardare al secondo semestre con ottimismo. Le tensioni geopolitiche non sono destinate a scemare così velocemente, gli effetti della Brexit devono ancora farsi sentire (gli inglesi hanno votato l'ultima settimana del mese di giugno), i problemi delle banche e le operazione (a rischio) attese nei prossimi mesi, quella su MPS in primis, faranno salire la temperatura sui mercati e, infine, l’appuntamento con il referendum costituzionale che aumenta l’incertezza nel Paese e distrae la politica dalle vere priorità.

Nessuno può dire di avere in tasca la ricetta vincente, ciò però che si può dire con certezza è che la strada imboccata dal Governo l’anno scorso non ha portato l’Italia da nessuna parte se non al punto di partenza.Gli interventi spot, che puzzano di mance elettorali, non funzionano. È necessario tagliare in modo strutturale il costo del lavoro, abbassare la tasse e fare in modo che le paghino tutti, fare una seria spending review e recuperare soldi per fare investimenti che facciano ripartire l’occupazione, il Paese.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/pil-la-crescita-zero-gela-lestate-del-governo-italia-ancora-fanalino-di-coda-deuropa-1462184

 

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