Cantone si schiera per la legalizzazione della cannabis: ecco perché è una buona idea

E-mail Stampa PDF

Anche il presidente dell’autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone si schiera a favore della legalizzazione della cannabis. Con l’approdo alla Camera della prima legge italiana per la legalizzazione delle droghe leggere si fa sempre più numeroso il coro delle voci prestigiose a favore dell’erba libera. Non più solo parlamentari del partito Radicale, guidati fino alla sua morte da Marco Pannella, o artisti trasgressivi, il movimento di coloro che chiedono la legalizzazione della cannabis ha accolto anche personaggi come lo scrittore Roberto Saviano e ora il magistrato Cantone.

Il numero uno di ANAC ritiene che legalizzare la marijuana possa essere una buona mossa per tenere i giovani lontani dalla malavita. Con la cannabis illegale, coloro che vogliono fumare una canna sono costretti a rivolgersi agli spacciatori alimentando economicamente la malavita e mettendo oltretutto a rischio la propria salute con prodotti di dubbia provenienza. “Credo che una legalizzazione intelligente delle droghe leggere – spiega Cantone - possa evitare il danno peggiore per i ragazzi, cioè entrare in contatto con ambienti della criminalità”.

Cantone, ospite a Radio Radicale, spiega che fino a qualche tempo fa era contrario alla legalizzazione della cannabis, ma “adesso – confessa - ho un po' cambiato posizione, sono più laico. Sarei contrario ad una legalizzazione totale. Ma c'e' questo argomento, evitare contatti di giovani con ambienti della criminalità organizzata e l'altro aspetto è che droghe leggere controllate probabilmente evitano interventi chimici che stanno portando anche alla tendenza all'assuefazione o al vizio. Questi due argomenti oggi mi fanno essere su questa proposta di legge molto più laico e per molti aspetti favorevole a una vendita controllata e in qualche modo limitata”.

Posizione simile per lo scrittore Roberto Saviano che ha da poco iniziato la sua campagna di comunicazione a sostegno della legalizzazione della cannabis così come prevista dalla legge attualmente in discussione alla Camera. “Le droghe leggere sono merce di scambio tra terroristi e organizzazioni criminali. Per questo la legalizzazione indebolirà le mafie” ha spiegato ai microfoni di Fanpage.

Saviano spiega anche che applicando alla cannabis la stessa imposta del tabacco lo Stato incasserebbe in tasse tra i 6 e gli 8 miliardi di euro l’anno. Come abbiamo già spiegato, infatti, è difficile prevedere l’impatto economico della legalizzazione essendo un mondo illegale e quindi in gran parte sconosciuto, ma è indubbio che la finanza pubblica andrebbe a guadagnarci. Prendendo le stime più alte e quelle più prudenti, il mercato illegale della cannabis vale tra i 24 e i 60 miliardi di euro.In sostanza la legalizzazione avrebbe un impatto positivo sul PIL da un minimo dell’1,5% ad un massimo che va oltre il 3%. Ma lo scrittore, oltre al valore economico, centra la sua campagna a favore della legalizzazione sul tema del legame tra cannabis e criminalità organizzata, legame che la legalizzazione potrebbe spezzare.

Secondo Saviano “i terroristi vendono droghe alle mafie che in cambio danno denaro o armi e in Europa il mercato delle armi, che è illegale, lo gestiscono le organizzazioni criminali. Per questo legalizzarle indebolirà le mafie sottraendo loro capitali e allo stesso tempo ridimensionerà il mercato illegale”.

Cosa prevede la legge in discussione

Insomma il movimento a favore della legalizzazione della cannabis ha accolto altri due importanti sostenitori. Ma a che punto siamo con la legge per la legalizzazione?A fine luglio il disegno di legge ha iniziato il suo iter in Aula alla Camera, ma è stato rinviato a settembre, dopo la pausa estiva. La maggioranza è divisa, NCD e verdiniani sono contrari; per arrivare all'approvazione servirebbe un'intesa tra il PD e il M5S.

Il disegno di legge “in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati” in discussione alla Camera, lo ricordiamo, si basa su due principi fondamentali: il possesso personale e l’autocoltivazione, a cui si aggiunge una serie di semplificazioni per l’utilizzo terapeutico, già previsto in molte regioni d’Italia. Con la sua approvazione sarà possibile detenere per uso ricreativo fino a 5 grammi di cannabis, o 15 grammi nella propria abitazione. Coloro che consumano cannabis potranno coltivare sul terrazzo o nel giardino di casa fino a un massimo di 5 piante, senza bisogno di chiedere autorizzazione, ma solo inviando una comunicazione.

Altra grande novità sono i “cannabis social club”, un'associazione di massimo 50 membri maggiorenni che potranno consumare i prodotti di 5 piante a testa. La vendita della cannabis sarà regolamentata in regime di monopolio di Stato, ma il consumo di cannabis resterà vietato in tutti i luoghi pubblici, sia al chiuso che all’aperto. In pratica sarà possibile fumare sono in casa o nei social club.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/cantone-si-schiera-la-legalizzazione-della-cannabis-ecco-perche-e-una-buona-idea-1462469

 

Menu Principale

Risorse Utili


Articoli correlati

Purtroppo non ci sono articoli correlati