Spagna: l'economia è in ripresa anche senza Governo. Nuova chance per Rajoy il 31 agosto

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Anche senza Governo, l’economia spagnola prosegue la sua corsa verso la ripresa dopo anni di forte crisi economica.Gli ultimi dati di PIL, disoccupazione e produzione industriale confermano che le riforme strutturali fatte negli ultimi anni stanno dando i loro frutti nonostante ormai manchi un Governo alla guida del Paese da circa 8 mesi. La Spagna, con il Portogallo resta comunque tra i sorvegliati speciali per deficit e debito ancora poco sotto controllo, ma la crescita, che nel 2016 potrebbe sfiorare il 3%, rappresenta un’importante spinta al rilancio del Paese.

Anche sul fronte politico, in realtà, si inizia a intravedere una spiraglio di speranza, dopo che le ultime elezioni di giugno hanno dato lo stesso risultato di dicembre: il partito di Mariano Rajoy vincitore, ma senza la maggioranza per governare e alcun accordo con il PSOE di Pedro Sanchez (il secondo partito spagnolo). A quanto pare il premier uscente e incaricato Rajoy avrebbe trovare qualcuno su cui contare in parlamento per presentarsi il prossimo 31 agosto a chiedere la fiducia.

Spagna: un quadro economico positivo

La Spagna, così come l’Italia, è tra i Paesi che hanno maggiormente sofferto la crisi economica dalla quale sono uscite con le ossa rotte. Ma la Spagna, al contrario del Belpaese, è riuscita a mettere in campo una serie di riforme, prima di austerità e poi di rilancio dell’economia, che stanno dando i frutti sperati, nonostante il protrarsi dello stallo politico.

Lo conferma l’INE, l’ufficio di statistica spagnolo che ha registrato per il secondo trimestre del 2016 (quello a crescita zero per l’Italia) un PIL a +0,7% che segue il +0,8% del primo trimestre. Su anno si è registrata una crescita del 3,2%. Il Governo, infatti, sul finire del mese di luglio ha rialzato le previsioni sul PIL 2016 in crescita dal 2,7% della stima precedente al 2,9%. Bene anche la produzione industriale che nel mese di giugno, aggiustata per il calendario, è salita dello 0,8% su base annua, dopo la crescita del +0,9% di maggio. Inoltre tra aprile e giugno la disoccupazione è scesa al 20%, il livello più basso dall’estate del 2010.

Crescita, disoccupazione e produzione industriale, quindi, fanno ben sperare per la ripresa economica della Spagna, mentre continuano a destare preoccupazione il debito e il deficit pubblico.

Il debito pubblico spagnolo è salito ancora in giugno arrivando al 100,9% del PIL, a 1.107 miliardi di euro, un nuovo massimo assoluto da quando esistono serie statistiche ufficiali sulla contabilità nazionale. Il Governo di Madrid, però, ci tiene a spiegare che “una volta che si tengono in conto le variazioni dovute al calendario, si conferma il rallentamento della crescita del debito spagnolo iniziato nel 2013” e conferma l’obiettivo del 99,1% definito dal programma di stabilità per la fine del 2016: “Il rapporto tra debito e Pil scenderà per il secondo anno consecutivo grazie soprattutto all’espansione economica”.

Se non fosse così Bruxelles sarebbe pronto ad intervenire. A fine luglio, infatti, la Commissione europea ha deciso di non sanzionare la Spagna per il deficit eccessivo (al 5,1% nel 2015) intimando, però, il Paese di accelerare sulla strada del rispetto dei vincoli di bilancio. Un nuovo sforamento, nel 2016-2017, spingerebbe la Commissione ad intervenire.

Lo stallo politico

Anche dal punto di vista politico, sembra che qualcosa si stia finalmente muovendo. Dopo 8 mesi di stallo, infatti, pare che Rajoy abbia trovato un accordo con il partito liberale di Ciudadanos disponibile a dargli la fiducia, sbloccando così l’impasse che blocca il Paese da dicembre scorso.

Alla elezioni di giugno, infatti, il risultato è stato una fotocopia di ciò che è avvenuto a dicembre quando Rajoy ha vinto le elezioni, ma senza ottenere la maggioranza necessaria per formare un Governo. A giugno il partito popolare di Mariano Rajoy ha raggiunto il 33% delle preferenze e 137 seggi seguito dal Psoe di Pedro Sanchez con il 22,8% dei voti e 85 deputati, dalla coalizione Unidos Podemos con il 21,11% e 71 seggi e da Ciudadanos con il 13,1% e 32 seggi.

Ora le speranze della Spagna di avere finalmente un Governo sono tutte concentrate sul 31 agosto, quando Rajoy andrà in Parlamento a chiedere la fiducia. Secondo il conteggio dei voti, però, il sostegno del piccolo partito dei liberali non sarebbe comunque sufficiente per ottenere la fiducia: per la maggioranza assoluta, infatti, mancherebbero ancora 6-7 voti. L’ultima spiaggia sarà, quindi, il 2 settembre quando basterà la maggioranza semplice (la metà dei votanti più uno) per ottenere la fiducia. Altrimenti la Spagna dovrà tornare nuovamente alle urne, probabilmente verso la fine dell'anno o l'inizio del 2017. 

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/spagna-leconomia-e-ripresa-anche-senza-governo-nuova-chance-rajoy-il-31-agosto-1462557

 

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