Rinnovo contratti statali: Governo e sindacati iniziano a dare i numeri. Ecco cosa c’è in ballo

E-mail Stampa PDF

Governo e sindacati hanno iniziato a dare i numeri sul costo del rinnovo del contratto dei lavoratori statali, ciò significa che l’inizio delle trattative vere e proprie è dietro l’angolo. La questione del rinnovo del contratto degli statali, bloccato da circa 7 anni, infatti, sarà una delle prime questioni sul tavolo del Governo dopo la pausa estiva e si preannuncia già come un bel problema. I sindacati hanno dichiarato che non intendono sedersi al tavolo delle trattative se il Governo non sarà disponibile a parlare di cifre intorno ai 7 miliardi complessivi per i circa 3,3 milioni di dipendenti statali. Il Governo, da parte sua, ha già iniziato a mettere le mani avanti nascondendosi dietro la crescita zero del terzo trimestre 2016 e dei margini ristretti per la prossima legge di stabilità.

Rinnovo contratti statali: le puntate precedenti

La vicenda degli stipendi degli statali risale al 2010, al quarto Governo Berlusconi che impose per decreto il blocco delle buste paga di circa 3,3 milioni di dipendenti pubblici per gli anni 2011-2012-2013. Non revocato dal Governo Monti, il blocco degli stipendi statali è stato rinnovato dall’esecutivo Letta fino alla fine del 2014. Poi è arrivato il Governo Renzi. Appena insediato il neo Ministro Madia promise lo sblocco degli stipendi statali nelle legge di stabilità per il 2015, ma a settembre gelò i dipendenti statali dicendo che le risorse disponibili non erano sufficienti per lo sblocco degli stipendi.

Un sindacato degli statali fece così ricorso invocando l’illegittimità costituzionale del mancato rinnovo che, ritenuto fondato dal Tribunale di Ravenna, finì di fronte alla Consulta. Nel giugno dello scorso anno, dopo due giorni di camera di consiglio, la Corte ha stabilito l’illegittimità del blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, ma senza azione retroattiva.Una bella notizia per il Governo Renzi che altrimenti, in caso di bocciatura in toto, avrebbe dovuto sborsare una cifra enorme, intorno ai 35 miliardi di euro per i rimborsi più 13 miliardi a regime.

In pratica la sentenza ha “approvato” il congelamento dei contratti degli statali degli anni precedenti, ma ha giudicato illegittima la riconferma del blocco riaprendo di fatto la partita tra Governo e sindacati. Altre sentenze successive hanno stabilito il momento in cui è scattato l’obbligo del rinnovo dei contratti degli statali: il 30 luglio 2015, ovvero il giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Consulta.

Contratti statali: il nodo risorse

Nella scorsa legge di stabilità il Governo ha stanziato 300 milioni per gli statali, una cifra ridicola che, infatti, lo stesso premier ha descritto come “simbolica”. Tra i 300 milioni dello scorso anno e i 7 miliardi chiesti oggi dai sindacati nel mezzo ci passa un abisso e non sarà facile trovare un compromesso in grado mettere d’accordo le parti.

Secondo i calcoli del Sole 24 Ore il recupero della bassa inflazione nel triennio 2015-2017 (0,7% nel 2015, 0,5% nel 2016 e 1% stimato per il 2017) avrebbe un costo di circa 1,22 miliardi per le casse pubbliche che spalmati sugli stipendi di oltre 3 milioni di statali produrrebbero un incremento minimo: tra i 16 e i 40 euro a seconda delle retribuzioni medie degli statali.

Di tutt’altre cifre, però, parlano i sindacati. La UilPa ha piazzato l'asticella delle risorse che il Governo dovrebbe mettere sul tavolo del rinnovo del contratto degli statali a 7 miliardi nel triennio. Se la cifra sarà inferiore, il sindacato non sarà disponibile a trattare. Sulla stessa linea anche CGIL e CISL che hanno chiesto rispettivamente un aumento per gli statali di 220 euro lordi al mese (132 euro al netto delle tasse), e di 150 euro.

Il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha già preso contatti con i sindacati per avviare una discussione nei primi giorni di settembre, ma la distanza tra le parti sembra abissale. Il Governo, pur confermando la necessità di sbloccare i contratti degli statali, pone la questione delle risorse disponibili in sede di legge di stabilità. La crescita zero del secondo trimestre limita i margini di manovra fiscale: sarà necessario osservare l’andamento del PIL nel secondo semestre dell’anno e tastare la disponibilità di Bruxelles a concedere all’Italia ulteriore flessibilità sui conti pubblici per capire quante risorse potranno essere stanziate per la legge di stabilità 2016.

Ma alla cautela del Governo risponde subito la Uilpa: “le notizie sulla frenata del Pil non possono fare da apripista a nuove fumate nere sulla disponibilità delle risorse necessarie alla ripresa della contrattazione, perché ciò genererebbe una frattura insanabile, rendendo inevitabile l'apertura di un grave conflitto, che nessuno vuole in quanto dannoso per tutti”. Insomma, la partita non è ancora iniziata, ma la tensione è già alle stelle.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/rinnovo-contratti-statali-governo-e-sindacati-iniziano-dare-i-numeri-ecco-cosa-ce-ballo-1462538

 

Menu Principale

Risorse Utili