Olimpiadi Brasile: si chiude il sipario, ma restano crisi economica e caos politico. Ecco il bilancio di Rio 2016

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Le Olimpiadi di Rio sono finite.E rispetto agli allarmi lanciati da polizia, strutture sanitarie e istituti internazionali alla vigilia dei Giochi su sicurezza e salute, il bilancio in fin dei conti è positivo. Il Brasile ce l’ha messa tutta. Primo Paese sudamericano ad ospitare gli atleti di tutto il mondo ha messo in scena un’edizione dei giochi meno sfarzosa di quella di Pechino e meno suggestiva di Atene, ma molto più riuscita delle previsioni. E anche se l’organizzazione non è stata impeccabile, qualche problema di sicurezza c’è stato, le Olimpiadi di Rio si chiudono senza disastri e con un bilancio positivo. Le proteste che hanno seguito tutti i lavori per la costruzione delle infrastrutture si sono sopite nel giorno dell’apertura dei Giochi, nonostante il malcontento generalizzato, il Paese si è stretto attorno ad una manifestazione mondiale che resterà nella storia.

Ma chiuso il sipario sulle Olimpiadi, resta invece aperto e scottante il capitolo post-Olimpiadi. Seppur a basso costo, i Giochi, costati intorno ai 10 miliardi, hanno aggravato le condizioni economiche di un Paese in recessione e senza una guida politica in grado di rimetterlo sulla giusta via. L’impeachment della presidente Rousseff è sempre più dietro l’angolo e considerando la pioggia di fischi che ha sommerso il saluto all’inizio delle Olimpiadi del presidente ad interim Michel Temer, il suo Governo non sarà ben accolto dai cittadini.

Le Olimpiadi, un flop annunciato che non c’è stato

Si sono ufficialmente chiuse le Olimpiadi di Rio 2016, non senza problemi, ma comunque sia con un risultato migliore di quanto molti immaginassero. La paura per l’epidemia del virus Zika, le carenze infrastrutturali e la violenza urbana nelle zone più pericolose di Rio de Janeiro sono state sullo sfondo di un’edizione dei Giochi conclusa senza disastri.

Agli spettatori di tutto il mondo resteranno nella memoria le immagini della piscina per i tuffi con l’acqua verde di cui anche la nostra Tania Cagnotto si è lamentata sui social, la finta rapina messa in scena dal nuotatore statunitense Ryan Lochte, la clamorosa protesta dei tecnici del lottatore mongolo Ganzorig che si sono spogliati lanciando vestiti agli arbitri e le polemiche sull’inquinamento dell’acqua e i rischi per gli atleti del nuoto di fondo.

Ma in realtà i problemi più seri si sono registrati sul fronte della sicurezza, anche se sono stati ben nascosti dagli organizzatori. Il Fatto quotidiano racconta di un militare ucciso dai trafficanti, di agguati ai bus dei giornalisti e atleti costretti a scendere dai pullman e ripararsi dai colpi di una sparatoria tra forze di polizia e bande di spacciatori. 

Nonostante tutto questo e viste le premesse della vigilia, le Olimpiadi del Brasile sono state un successo di pubblico e di critica e forse hanno aperto la strada ad altre candidature dal sudamerica.

Ma restano la crisi economica e lo stallo politico

Ma smaltita la sbornia delle Olimpiadi, il Paese deve rimboccarsi le maniche e affrontare altre sfide, molto più complesse dei Giochi 2016.

Durante le Olimpiadi il processo di impeachment della presidente Dilma Rousseff è andato avanti, e l’allontamento definitivo dal Governo del Paese sembra ormai solo una questione di tempo. Il voto definitivo è atteso per il prossimo lunedì, il 29 agosto, quando il Senato deciderà sul futuro del Brasile: se la maggioranza dei senatori voterà a favore dell’impeachment, la Rousseff decadrà immediatamente e le subentrerà il presidente ad interim Michel Temer. Altrimenti la presidente riprenderà i pieni poteri e porterà a termine il mandato presidenziale previsto in scadenza il 31 dicembre 2018.

Se la guida del Paese dovesse passare definitivamente a Michel Temer non sarà facile per il presidente ad interim non eletto dai cittadini combattere contro l'enorme deficit dei conti pubblici lasciato dal Governo precedente. Il Brasile ha ottenuto la candidatura per le Olimpiadi nel 2009 quando cresceva a una media annua del 7,5%, oggi che i Giochi sono arrivati davvero il Paese arranca in un profondissimo -5,4%.

Se da una parte le Olimpiadi hanno pesato sui conti pubblici del Paese, dall’altra secondo i più ottimisti potrebbero essere stata l’occasione per il rilancio. Con le opere costruite in vista dei Giochi, Rio de Janeiro è passato dal 18 al 63% dei cittadini serviti dai trasporti pubblici e tanti sono gli impianti che in qualche modo potrebbero essere riutilizzati anziché lasciarli come cattedrali nel deserto.

Insomma spenti i riflettori olimpici, non cala però la tensione nel Paese, che la prossima settimana dovrà fare i conti con l’impeachment della presidente e, nel caso, la nascita di un nuovo Governo. Solo nei prossimi mesi e seguendo l’evolversi degli eventi politici ed economici sarà possibile comprendere l’impatto delle Olimpiadi e la loro eredità lasciata al Brasile.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/olimpiadi-brasile-si-chiude-il-sipario-ma-restano-crisi-economica-e-caos-politico-ecco-il-bilancio

 

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