Vertice di Ventotene: la gita (inutile e costosa) dei leader in cerca di consensi. Ecco perché Spinelli non sarebbe contento

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Lunedì 22 agosto tutti i riflettori erano puntati sulla nave della marina militare Garibaldi sulla quale si è tenuto il vertice a tre con Matteo Renzi, Angela Merkel, Francois Hollande.L’incontro aveva l’obiettivo di “rifondare l’Europa” dopo il voto del referendum inglese che ha decretato l’uscita del Regno Unito dall’UE. Brexit, emergenza migranti, rischi legati al terrorismo, nazionalismi che bloccano le riforme europee: erano questi i principali argomenti da trattare e sui quali trovare soluzione adeguate alla salvaguardia dell’Unione.

Ma cosa hanno deciso Renzi, Merkel e Hollande sulla Garibaldi? Il niente condito di nulla cosmico.Tanti sorrisi a favore di telecamera e strette di mano, ma andando a cercare i contenuti concreti della gitarella intorno a Ventotene si scopre che sotto l’apparenza non c’è niente. “Buoni intenti”, “strategie”, “sinergie” e “convergenze” sono le parole più ricorrenti sui giornali che tentano, con scarsi risultati, di presentare il vertice come “storico” e “rivoluzionario”, perché così l’ha definito Matteo. Ma pensandoci bene non sarebbe potuto andare altrimenti dal momento che l’Unione è fatta di 27 Paesi (senza contare il Regno Unito) e quindi le decisioni sui temi importanti si prendono seduti in 27 ad un tavolo, non certamente in tre. Il vertice, organizzato a Ventotene, in onore del padre dell’Europa, Altiero Spinelli, ne ha in realtà tradito gli ideali di fondo rivelandosi per quello che davvero è stato: una gita propagandistica a favore di telecamere.

Scopi e contenuti del vertice a Ventotene

Come sempre, ai grandi temi presentati alla vigilia, il vertice ha risposto soltanto con promesse e buone intenzioni. Il premier Renzi ha detto “l’Unione non finirà dopo la Brexit”, ma la notizia ci sarebbe stata solo se avesse detto il contrario. Angela Merkel, nel corso della conferenza stampa sul ponte della Garibaldi, ha parlato della riforma del Governo italiano sul lavoro, il Jobs act, come di “un’ottima riforma” cercando di dare un contentino al premier italiano rimbalzato sul tema della flessibilità. Sotto il velo dei grandi temi europei, infatti, i tre leader si sono ritrovati sulla Garibaldi per ben altri motivi. Renzi, tra le trofie orata e basilico e il salmone alle erbe aromatiche, ha cercato di strappare alla Cancelliera un’ulteriore apertura sul tema della flessibilità in vista della redazione della Legge di stabilità 2016 che, con la crescita zero, si preannuncia più difficile del previsto.

L’impressione (per usare un eufemismo) è che al netto dei classici ritornelli europeisti ripetuti a pappagallo dai tre leader, il vertice di Ventotene sia stato, in realtà, un manifesto elettorale, una tappa della campagna propagandistica. Merkel, Renzi e Hollande si preparano, infatti, ad affrontare importanti sfide elettorali e dare l’impressione ai cittadini di far parte di quel triunvirato che guida l’Europa può sempre essere d’aiuto.

Il premier italiano ha un appuntamento elettorale importante in autunno, quando i cittadini sono chiamati a votare sulla riforma costituzionale; la cancelliera Merkel deve affrontare le elezioni nel 2017 ed è alla ricerca della riconferma alla guida della Germania e il presidente francese tenta una disperata campagna elettorale in vista delle elezioni della prossima primavera.

Il manifesto di Ventotene per l'Unione "unita"

Gitarella elettorale con nessun contenuto concreto sui grandi problemi dell’Europa: è questo il risultato del vertice. E non sarebbe potuto essere altrimenti dal momento che non si possono prendere in tre decisioni “storiche” e “rivoluzionarie” per il futuro dell’Unione a 27. Qualunque accordo o decisione concreta sarebbe comunque dovuta passare per una discussione con gli altri capi di Governo. Non si capisce, quindi, l’utilità di un vertice a tre gravato oltretutto da pesanti aspettative, se comunque in tre non si conta niente.

E’ il principio fondante dell’Unione. Il vertice a tre è stato organizzato a largo di Ventotene proprio in memoria di Altiero Spinelli che lì fu confinato negli anni ’40. Spinelli è considerato tra i padri fondatori dell’Europa per aver teorizzato la creazione di una federazione di Stati europea nel documento “Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto”, meglio conosciuto come Manifesto di Ventotene.

Insomma, il vertice organizzato in onore di Altiero Spinelli, in realtà, ne tradisce l’ideale di fondo, di un’Unione Europea unita che prende decisioni condivise da tutti i membri. Ah un’altra cosa. Secondo alcune stime tra i costi per l’utilizzo della Garibaldi, quelli per il personale di sicurezza inviato a Napoli e Ventotene e per gli elicotteri che hanno portato i leader, il conto per il Governo italiano per questa gitarella è stato di circa 2 milioni di euro.

Authors: InvestireOggi.it

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