Scozia: l'addio all'UE peserà fino al 13% del PIL. Sempre più vicino il referendum per lasciare il Regno Unito?

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Ancora non è chiaro quanto peserà a livello economico per il Regno Unito l’uscita dall’Unione Europea decisa con il referendum del 23 giugno, ma, al contrario, sembra che il governo scozzese abbia le idee molto chiare sul danno provocato all’economia del Paese dalla Brexit. Uno studio del Governo stima che la separazione della Scozia dall’Unione possa pesare in negativo tra il 6 e il 13% del PIL.

Questo dato rafforza la posizione del Governo scozzese che fin dall’inizio ha manifestato la sua contrarietà all’uscita del Paese dall’Unione Europea cercando tutte le strade alternative, compresa l’indipendenza dal Regno Unito, per restare nell’UE.

Quanto costa la Brexit per la Scozia

Secondo l'analisi svolti per il Governo,l'uscita dall'Unione Europea peserebbe sull’economia scozzese per una cifra tra l’1,7 e gli 11,2 miliardi di sterline entro il 2030. Quest’analisi è la prima di una serie che il governo scozzese prevede di pubblicare per mostrare il potenziale impatto sulla Scozia dell’uscita del Regno Unito dall’UE.

A calare sarebbe anche il gettito fiscale: secondo il rapporto, la separazione dall’UE comporterà una perdita di gettito fiscale fino a 3,7 miliardi di sterline che equivale ad una perdita di PIL fino al 13%. Il primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, commentando il rapporto pubblicato nei giorni scorsi, ha ribadito la volontà del Governo di tenere il Paese all’interno dell’UE imboccando ogni possibile strada per farlo.

 La Scozia può rimanere nell’UE?

Il Governo è deciso a restare, ma come?Il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’UE ha visto l’affermazione del “Leave”, ovvero di coloro che sono intenzionati a lasciare l’Unione. All’interno del risultato del voto, però, si possono fare dei distinguo. In Scozia, per esempio, è stata netta la vittoria del “Remain”: il 62% dei votanti ha espresso la sua preferenza per la permanenza del Regno Unito nell’UE.

Questa fotografia del voto sulla Brexit ha allargato sempre più la spaccatura tra Londra e Edimburgo che si dice subito pronta a imboccare qualsiasi strada al fine di rimanere nell’Unione. Nel 2014, in realtà, gli scozzesi hanno avuto la loro possibilità di staccarsi dal Regno Unito, ma l'esito del voto è stato contrario all’indipendenza. Oggi, però, la situazione sembra molto cambiata.

Secondo i sondaggi la maggioranza degli scozzesi sarebbe pronta a ribaltare l’esito del referendum del 2014: “Nel 2014 abbiamo votato per rimanere in un Regno Unito parte dell’Unione Europea, – spiega al Il Fatto Quotidiano Duncan Ross, docente di Economia e Storia Sociale all’università di Glasgow – oggi siamo di fronte a una situazione completamente mutata e dovremmo poter esprimere la nostra preferenza”.

Dopo la Brexit, quindi, la priorità per gli scozzesi è diventata la permanenza nell’Unione Europea anche a costo di dire addio al Regno Unito. Per questo motivo il premier scozzese ha più volte incontrato i vertici europei e David Cameron, per capire la disponibilità a sostenere un nuovo referendum per l’indipendenza della Scozia e l’eventuale permanenza del Paese nell’UE. In questo caso si aprirebbero altri interrogativi, primo tra tutti: la Scozia adotterà l’euro o terrà la sterlina? Quale sarà l’impatto sul Paese della separazione dal Regno Unito?Domande alle quali sarebbe prematuro rispondere.

Il punto al momento è che il Governo, forte dell’analisi economica appena pubblicata, è sempre più convinto di dover tenere il Paese all’interno dell’Unione Europea. Ad ogni costo.  

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/scozia-laddio-allue-pesera-fino-al-13-del-pil-sempre-piu-vicino-il-referendum-lasciare-il-regno

 

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