FED: Yellen parla a Jackson Hole. Novità in arrivo sul rialzo dei tassi?

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Rialzo dei tassi si o no?È questa la domanda che assilla osservatori e mercati ogni qual volta una riunione della FED sia chiamata a prendere una decisione sul processo di normalizzazione della politica monetaria USA. E la domanda riecheggia forte in questi giorni di riunione a Jackson Hole, in Wyoming.

C’è grande attesa per il discorso che il numero uno della Federal Reserve Janet Yellen farà domani, venerdì 26 agosto, dando nuovi segnali sul possibile rialzo dei tassi. Tutti quindi con il fiato sospeso in attesa del discorso della Yellen anche se è ormai nota la cautela con cui la numero uno della FED lanci segnali sugli interventi di politica monetaria. Gli analisti, così come il board della FED, sembrano divisi su due fronti: rialzo dei tassi di interesse già nel prossimo appuntamento di settembre spinto dal buon andamento dell’economia statunitense; oppure rialzo dei tassi a dicembre dopo le elezioni per l’elezione del nuovo inquilino della Casa Bianca. In ogni caso, entrambi gli schieramenti sembrano certi di un aumento dei tassi di interesse entro la fine dell’anno, ammesso, ovviamente che l’economia USA continui su questa strada di ripresa.

 USA e tassi: la situazione

All’apice della crisi economica del 2008, la FED ha deciso di sostenere l’economia americana con misure di politica economica non convenzionali: iniziò così il Quantitative Easing che anni dopo verrà copiato anche dalla BCE intenta a spingere il rilancio dell'economia europea. 

Il primo QE, del valore di 1.750 miliardi in acquisti di bond, durò fino al giugno 2010. A questo seguì il secondo programma, altri 600 milioni in acquisti di debito entro la fine del 2011; infine, nel 2012 scattò il terzo piano di QE: acquisti senza limiti temporali, prima per 40 miliardi e poi da 85 miliardi di dollari al mese. Al Quantitative Easing seguì a partire dal 2014, il “tapering”, cioè la riduzione graduale degli acquisti mensili di bond fino alla completa interruzione del QE. Anche senza QE, restano comunque in vigore tassi di interesse di riferimento vicini allo zero, per sostenere gli investimenti e l’economia reale, ma ormai è imminente l’inizio del processo di normalizzazione della politica monetaria che significa graduale aumento dei tassi di interesse.

La normalizzazione, però, ha sempre sostenuto la FED, dovrà compiersi quando la crisi sarà definitivamente archiviata e l’economia statunitense raggiungerà gli obiettivi fissati dalla Banca centrale.Per questo motivo, mercati e osservatori fanno le pulci ad ogni dato macroeconomico dell’economia USA, tentando di tradurre in possibili azioni della FED gli indizi forniti dall’economia.

Tassi e FED: le previsioni

Il prossimo appuntamento con Yellen è fissato per domani quando la numero uno della FED darà nuove indicazioni sulla tempistica per il rialzo dei tassi.

I segnali lanciati dall’economia americana sono positivi e lasciano presagire un intervento della FED entro la fine dell’anno. L’inflazione è stimata al 2% (obiettivo fissato dalla FED) entro la fine dell’anno; la produzione industriale cresce più delle attese; il mercato immobiliare vede finalmente la luce con le costruzioni delle case che hanno raggiunto un nuovo massimo a luglio e anche il mercato del lavoro si sta rafforzando.

“'Ci stiamo avvicinando a un punto che ritengo sarà appropriato per un aumento dei tassi” afferma Dudley, presidente della FED di New York. “La prossima riunione è in calendario il 20 e 21 settembre e la possibilità di una stretta già allora non è da escludere” considerando che secondo Dudley la “crescita nella seconda parte dell'anno sarà più sostenuta rispetto ai primi sei mesi”.

Tra gli osservatori, Vincenzo Longo di IG Markets ha una posizione meno netta: “Ci aspettiamo toni attendisti da parte dei vari membri, ma con una prevalenza a tenere il mercato pronto per un ritocco entro la fine dell'anno. Nonostante il dato deludente sul PIL americano del secondo trimestre, che tra l'altro sarà rivisto proprio questo venerdì, crediamo che i dati non siano tanto brutti da allontanare un rialzo del costo del denaro”.

In molti mettono sul tavolo, oltre all’andamento dell’economia americana, anche le elezioni presidenziali in arrivo in autunno: “Sarebbe improbabile, secondo Longo, una mossa prima delle elezioni presidenziali di inzio novembre, quindi la conclusione logica è che per una stretta ai tassi si arrivi alla riunione di dicembre”. Posizione questa condivisa da molti altri analisti.

Insomma, tutti sono più o meno concordi nel ritenere che l’economia USA sia pronta per sostenere un graduale ritorno alla normalità, ma l’incertezza gira intorno alla tempistica: Yellen annuncerà il rialzo dei tassi a settembre o aspetterà la fine dell’anno? Forse qualche indizio arriverà dal discorso in programma per domani.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/fed-yellen-parla-jackson-hole-novita-arrivo-sul-rialzo-dei-tassi-1462936

 

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