INPS: contratti a tempo indeterminato -84% sul 2015. Il lavoro arranca, la decontribuzione è inutile e il Governo tace

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Nei primi sei mesi del 2016, nel periodo gennaio-giugno, sono stati firmati 845.392 contratti a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di altre tipologie di contratto) mentre le cessazioni dei contratti a tempo indeterminato sono state 770.890, con un saldo positivo di 74.502 unità. Questo dato, però, è peggiore dell’84% rispetto al saldo positivo di 468.186 contratti stabili dei primi sei mesi del 2015.Il nuovo rapporto dell’Osservatorio sul precariato dell’INPS, in parole povere, dice che calcolando le cessazioni e i nuovi contratti (comprese le trasformazioni) il saldo è positivo per 74mila contratti, ma registra un -84% rispetto al 2015.

È sempre lo stesso problema. Il Governo, con la decontribuzione di oltre 8mila euro, ha “drogato” i dati dell’occupazione italiana nel 2015, spingendo migliaia di aziende a fare contratti o trasformazioni godendo di uno sgravio fiscale notevole, ma nel 2016 con i contributi dimezzati i contratti a tempo indeterminati calano dell’84% rispetto all’anno precedente.

Questa ormai è una situazione nota dal gennaio 2016 e i rapporti INPS o ISTAT sul mercato del lavoro non fanno che confermarla mese dopo mese. Ma la vera domanda è: il Governo che intenzioni ha?L’attuale decontribuzione scade il 31 dicembre 2016. Guardando il trend dei primi mesi del 2016 è ovvio che i contratti a tempo indeterminato continueranno a calare mese dopo mese e non è ancora chiara la linea del Governo. Vogliamo continuare con le mancette che dopo pochi mesi esauriscono il loro effetto o pensare a qualcosa di strutturale?

Osservatorio INPS: il mercato del lavoro nei primi sei mesi del 2016

L’INPS spiega che nei primi sei mesi del 2016, nel settore privato, il saldo tra assunzioni e cessazioni, è stato pari a +516mila unità, inferiore a quello dello stesso periodo del 2015 (+628.000) e superiore a quello registrato nei primi sei mesi del 2014 (+423.000).

In totale, le assunzioni nel periodo gennaio-giugno 2016 sono state 2.572.000, con una riduzione di 302mila unità rispetto allo stesso periodo del 2015 con un calo del 10,5%.

Questo rallentamento - si legge nel comunicato dell'Osservatorio INPS sul precariato – “ha coinvolto esclusivamente i contratti a tempo indeterminato”: - 326mila, pari a - 33,4% sul primo semestre del 2015. “Il calo – spiega l’INPS - è da ricondurre al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell'abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni”.

E mentre calano i contratti a tempo indeterminato, l’INPS registra un lieve incremento dei contratti a tempo determinato (+0,6% sul 2015) una crescita dell’apprendistato (+14,4% sul 2015) e soprattutto il continuo boom dei voucher lavoro, +40% sullo stesso periodo del 2015. Nel primo semestre 2015, la crescita dell’utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 74,7%.

Lavoro: quali sono le intenzioni del Governo?

In vista della prossima legge di stabilità, il Governo ha messo sul fuoco un sacco di carne: IRES, IRPEF, pensioni, superammortamento, poveri... etc etc. Non sono, però, ancora chiare le intenzioni del Governo Renzi sul mercato del lavoro. Per quanto anche gli altri temi siano importanti, i dati INPS che mese dopo mese rivelano un calo dei contratti a tempo indeterminato confermano la necessità di intervenire sulla questione del lavoro, mettendo il capitolo occupazione in cima alla lista delle priorità.

Dimezzati gli sgravi, i contratti a tempo indeterminato sono calati dell’84% sull’anno precedente e non sembra che il trend sia destinato ad invertire la sua rotta. Il Governo Renzi che ha fatto una vera e propria campagna elettorale sull’importanza di rimettere al centro i contratti a tempo indeterminato ha miseramente fallito il suo obiettivo.

Il 31 dicembre scadono anche gli sgravi attuali, quelli dimezzati, e senza un nuovo intervento del Governo la situazione dell’occupazione in Italia può solo peggiorare anche considerando la congiuntura economica sempre meno favorevole. Questi dati dimostrano ancora una volta che i soldi spesi per la decontribuzione “a scadenza” sono stati sprecati perché non hanno dato effetti duraturi sul mercato del lavoro. Da tempo economisti ed osservatori chiedono al Governo di intervenire in maniera strutturale tagliando il cuneo fiscale in modo incisivo e duraturo, ma come dice il detto: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/inps-contratti-tempo-indeterminato-84-sul-2015-il-lavoro-arranca-la-decontribuzione-e-inutile-e-il

 

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