Vivendi accusa Mediaset: conti truccati su Premium. Continuano le trattative e anche i colpi bassi

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Continua con il coltello tra i denti la trattativa tra Mediaset e la francese Vivendi per la cessione di Premium, la tv a pagamento del Biscione. Nell’ultima puntata della telenovela, iniziata ormai mesi fa, il consiglio di amministrazione di Vivendi ha accusato Mediaset di aver truccato i conti e i dati di Premium per rendere più appetibile una società con conti disastrosi e un numero dubbio di abbonati.

Immediata la replica di Mediaset che ha già avviato azioni legali per chiedere “l’esecuzione coattiva del contratto” stipulato l’8 aprile 2016 e “il risarcimento dei danni sin qui subiti stimati per ora in un importo pari a 50 milioni per ogni mese di ritardo nell’adempimento da parte di Vivendi a partire dal 25 luglio 2016”.

Nonostante le cause legali e la rottura totale del rapporto di fiducia tra le due società che stanno procedendo a son di accuse e colpi bassi, a quanto pare le trattative per trovare un accordo su Premium proseguono anche tramite la ricerca di un altro socio da coinvolgere nell’affare.

Premium: accordo Mediaset-Vivendi

Ricapitoliamo le puntate precedenti. In otto anni di attività la tv a pagamento Mediaset Premium non ha mai chiuso un bilancio in positivo. Per questo motivo l’amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi ha iniziato a trattare con Vivendi per condividere con i francesi il pesante fardello e tentare un rilancio.

Dopo lunghe trattative, ad ottobre le parti hanno raggiunto un primo accordo, firmato ufficialmente l’8 aprile 2016. L’intesa prevede l’acquisto da parte di Vivendi dell’89% di Premium (l’11% va al gruppo spagnolo Telefonica) e uno scambio azionario: il 3,5% di azioni Vivendi in cambio del 3,5% di Mediaset. Il tutto corredato da una clausola che obbliga le sue società a tenere la partecipazione del 3,5% nell’altra per almeno 3 anni e la possibilità per Vivendi in questo triennio di passare dal 3,5% ad un massimo del 5% del capitale Mediaset.

Fin qui tutto bene. Lo scontro, però, si è consumato circa un mese fa quando Vivendi ha chiesto a Mediaset di cambiare i termini dell’accordo. Il consiglio di amministrazione del gruppo francese guidato da Vincent Bollorè ha proposto di acquistare soltanto il 20% di Mediaset Premium, anziché l’89% e chiede la possibilità di arrivare nei prossimi tre anni a detenere il 20% di Mediaset, attraverso un prestito obbligazionario convertibile, e non il 15% come accordato in precedenza. Vivendi spiegò il cambio di passo con le “differenze significative” emerse durante l’analisi dei risultati di Mediaset Premium.

L’accusa di conti truccati

Quello che un mese fa si leggeva tra le righe, ieri è stato urlato al mondo intero nel corso del consiglio di amministrazione di Vivendi. Dopo aver presentato i conti del primi semestre 2016 (con ricavi pari a 5,044 miliardi di euro, in flessione dell'1% rispetto al 2015), i francesi hanno accusato Mediaset di aver truccato i conti di Premium per convincerli a chiudere l’affare.

Nel comunicato stampa diffuso dal gruppo si legge che “L’accordo firmato l’8 aprile è stato oggetto di una due diligence realizzata dalla società Deloitte come previsto dal contratto. Il risultato di questa analisi e degli approfondimenti di Vivendi è che le cifre fornite prima della firma non sono realistiche e riposano su una base artificialmente aumentata”. L’affare Mediaset-Vivendi si è quindi arenato per lo scontro sui dati di Premium: da una parte c’è lo squalo della finanza Bollorè, “l’industriale che sa contare” come lui stesso ama definirsi, e dall’altra la famiglia Berlusconi il cui capostipite ed ex premier ha collezionato numerosi procedimenti penali per falso in bilancio, tra cui quello relativo ai conti di Mediaset per il quale è stato condannato a 4 anni di reclusione in via definitiva.

Vivendi quindi si tira indietro e accusa anche Mediaset di aver “bruscamente proceduto al lancio di attacchi mediatici che hanno leso gli interessi e l'immagine di Vivendi” quando c'erano ancora contatti in corso. Inoltre, secondo i francesi, la Commissione europea “in ogni caso non avrebbe dato il via libera all'accordo tra Mediaset e Vivendi entro il 30 settembre, per cui a quella data il contratto sarebbe comunque decaduto”.

Nonostante lo strappo, però, l'amministratore delegato, Arnaud de Puyfontain nel corso della conference call sul bilancio semestrale ha confermato che l’intenzione di creare un gruppo europeo mantenendo la centralità del ruolo italiano “rimane la stessa”.

Al di là delle accuse e dei colpi bassi, quindi, le trattative per trovare un compromesso continuano. A quanto pare i due gruppi starebbero prendendo in considerazione l’ipotesi di coinvolgere un fondo internazionale o un altro attore che si prenda il 20% delle pay-tv, lasciando il 30% a testa a Mediaset e Vivendi e chiedendo a Telefonica di restare socia con l'attuale 11%.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/vivendi-accusa-mediaset-conti-truccati-su-premium-continuano-le-trattative-e-anche-i-colpi-bassi

 

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