Banche: il Portogallo incassa da Bruxelles l'ok per salvare la Caixa Geral de Depositos

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Qualuno chiacchiera e qualcun’altro intanto agisce: putroppo in questa distizione la classe politica italiana si trova spesso dalla parte sbagliata. Mentre il Governo Renzi, dopo tanti annunci e pugni battuti sui tavoli, festeggiava un piano di salvataggio per MPS che fa acqua da tutte le parti,il Governo del Portogallo zitto zitto si è portato a casa un accordo con la Commissione europea per salvare con soldi pubblici una banca in difficoltà.

Pochi giorni fa, il Governo di Lisbona ha incassato l’approvazione da parte della Commissaria europea alla concorrenza Margrethe Vestager di un piano di salvataggio per Caixa Geral de Depositos. L’accordo prevede una ricapitalizzazione in termini di mercato da 4,6 miliardi di euro, oltre la metà dei quali con fondi pubblici ed emissione di nuovo debito sovrano. In prarica il Governo di Lisbona spenderà per il salvataggio della banca fino a 2,7 miliardi di euro, convertirà in capitale 900 milioni di bond e la CGD raccoglierà sul mercato capitale per un miliardo in titoli subordinati. Il via libera è arrivato a patto che la banca riduca i costi, faccia pulizia nel bilancio dell’istituto e rinnovi il consiglio di amministrazione attuale.

Va comunque considerato che nel caso portoghese si tratta del salvataggio di una banca già di proprietà dello Stato lusitano.

Mentre in Italia la terza banca del Paese rischia il fallimento se non andrà a buon fine un piano di salvataggio pieno di punti critici, in Portogallo il salvataggio della CGD sarà sostenuto da soldi pubblici.Un portavoce della commissaria Vestager ha spiegato che il fatto che l’accordo sia a condizioni di mercato e cioè preveda un ricavo per le casse pubbliche significa che l’intervento non può essere qualificabile come aiuto di Stato.

Fatto sta che il Governo del Portogallo senza troppi annunci e sceneggiate è andato a Bruxelles strappando un accordo con la commissione per il salvataggio di una banca negoziando una soluzione che non infrange le regole europee, ma che sia comunque utile per la banca in difficoltà.

E non è la prima volta che Lisbona salva le sue banche in difficoltà con soldi delle casse statali. Proprio la CGD, per esempio, aveva già ricevuto nel 2012 aiuti statali per 1,65 miliardi di euro, ma l’iniezione di soldi pubblici non è stata sufficiente a mettere la banca al riparo da nuove difficoltà.

Nel primo semestre del 2016 i conti della banca hanno rivelato una perdita di 205 milioni di euro a causa soprattutto del peso delle sofferenze sui crediti tanto che il Governo è intervenuto chiedendo una revisione sui conti per verificare eventuali irregolarità nella gestione del credito da parte della banca. Non riuscendo a creare una bad bank in cui gettare le sofferenze della banca (per la difficoltà a reperire capitali sul mercato), il premier portoghese è andato a Bruxelles per trovare un accordo con la commissaria per la concorrenza.

Il piano è stato approvato e il Governo può spendere 2,7 miliardi per il salvataggio della CGD senza che questo intervento sia considerato aiuto di Stato e quindi senza la risoluzione della banca tramite bail-in.Evidentemente le strade per raggiungere un compromesso con la commissione europea sui salvataggi bancari, per chi vuole trovarle, ci sono davvero. Ma forse il Governo italiano è troppo impegnato a fare annunci per andarle a cercare.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/banche-il-portogallo-incassa-da-bruxelles-lok-salvare-la-caixa-geral-de-depositos-1463394

 

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