UE, Apple e i 13 miliardi da pagare all'Irlanda: ecco la faccenda del tax ruling spiegata in cinque punti

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La commissione europea bussa alla porta della Appe con un conto da pagare di circa 13 miliardi di euro più gli interessi. Dopo un’inchiesta durata circa 3 anni la commissaria per la concorrenza dell’Unione Europea Margrethe Vestager ha accusato la Apple di godere di un accordo fiscale illegittimo stipulato con il governo irlandese per pagare meno tasse possibili e danneggiando così la concorrenza con le altre aziende che lavorano in Europa. Bruxelles ha condannato la Apple al rimborso di tasse non versate alla luce del tax ruling (l’accordo fiscale illegittimo) per circa 13 miliardi di euro, dal 2003 ad oggi.

Apple e Governo irlandese si preparano a dare battaglia alla sentenza europea fortemente criticata anche nella patria della Apple, gli Stati Uniti. Intanto altre multinazionali con sede fiscale in Irlanda tremano al pensiero che prima o poi la commissione accenda i suoi fari anche sulla loro situazione fiscale. Ecco tutta la vicenda spiegata in cinque punti.

Tax ruling: l’accusa dell’UE

L’inchiesta della commissione europea è iniziata nel 2013 con il sospetto che in Europa alcuni Paesi come Irlanda, Olanda e Lussemburgo danneggiassero la sana concorrenza tra aziende facendo accordi con le grandi multinazionali per far pagare loro meno tasse possibili. Comportamento questo vietato in Europa perché considerato “aiuto di stato”.

In questi tre anni di inchiesta la commissione ha scoperto che l’architettura fiscale della Apple sulla quale cioè Cupertino pagava le tasse al Governo irlandese era molto diversa dal suo reale peso economico.

Questo è stato possibile grazie ad un sistema basato su due diverse società, la Apple Sales International e Apple Operations Europe possedute al 100% dal gruppo Apple, che fa capo all’americana Apple Inc. Formalmente la società che vende prodotti Apple fuori dagli Stati Uniti è la Apple Sales International. Tutti i ricavi, quindi, per gli iPhone venduti in Italia o gli iPad venduti in Francia dovrebbero andare nelle sue casse, ma gran parte di questi vanno a finire nella società fittizia. In questo modo, alla fine, i proventi che rimangono da tassare in Irlanda sono solo una minima parte. Secondo la commissione nel 2011 la Apple Sales International avrebbe registrato 16 miliardi di profitti, ma soltanto 50 milioni sono stati tassati dallo Stato irlandese.

Il rimborso richiesto alla Apple

Grazie agli accordi, nel 2014 la Apple ha pagato tasse in Irlanda con un’aliquota dello 0,005%, anziché la normale aliquota irlandese del 12,5%. Il rimborso dovuto ammonta a circa 13 miliardi di euro che rappresentano le mancate tasse versate dalla Apple dal 2003 al 2014. Si prende come punto di partenza il 2003 perché secondo le norme europee questo genere di inchieste può essere retroattiva fino a 10 anni (le indagini sono partite nel 2013).

Da precisare che non si tratta di una multa inflitta dalla commissione europea alla Apple, ma solo del rimborso delle tasse non pagate grazie alle condizioni fiscali favorevoli accordate dal Governo di Dublino alla Apple che per le leggi europee rappresentano aiuti fiscali illegittimi. La normativa europea sugli aiuti di Stato prevede che di fronte ad un aiuto illegale il suo ammontare sia recuperato per “rimuovere la distosione della concorrenza creata”. Non sono previste multe o penalizzazioni delle compagnie interessate, “ma semplicemente si ristabilisce un trattamento equo rispetto alle altre aziende”, spiega la commissione.

“Spetta ora al governo irlandese decidere l'esatto ammontare del rimborso e le modalità con le quali Apple dovrà rimborsare le tasse non versate”, spiega la commissaria Vestager.

La posizione dell’Irlanda

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il Governo irlandese rifiuta l’idea di chiedere alla Apple 13 miliardi di tasse non pagate. Dublino ha già annunciato che ricorrerà in appello contro la sentenza della commissione. È chiaro quanta influenza una multinazionale come la Apple possa esercitare sul Governo di un Paese come l’Irlanda. L’accordo fiscale favorevole avrebbe assicurato all’Irlanda 5.500 posti di lavoro alla sede Apple più diversi milioni di investimenti.

Nel 2012, secondo quanto dice Apple, la società avrebbe investito quasi 140 milioni di euro nella città di Cork, soldi che hanno dato lavoro ad altre 2.500 persone in “settori come quello delle strutture, catering, sicurezza, selezione del personale, stampa, distribuzione e manutenzione”. Insomma, per il Governo di Dublino la presenza della Apple nel Paese, con posti di lavoro sicuri e investimenti, vale più dei 13 miliardi messi sul piatto dalla commissione.

La posizione della Apple

Anche la Apple ha reagito con forza contro la sentenza della commissione UE che la obbliga a rimborsare oltre 13 miliardi, circa il 6% della liquidità dell’azienda. In un comunicato con il quale la Apple annuncia che farà appello contro la decisione europea, si legge che “la Commissione vuole riscrivere la storia di Apple in Europa, ignorando le leggi fiscali irlandesi. La decisione avrà un profondo e negativo impatto sugli investimenti e l'occupazione in Europa”.

La posizione degli Stati Uniti

La vicenda ha creato forti tensioni anche tra Bruxelles e Washington che accusa le autorità europee di aver preso di mira le multinazionali a stelle e strisce e di voler danneggiare una delle principali aziende degli Stati Uniti. Agli occhi del Governo americano la sentenza della commissione europea è un altro schiaffo agli Stati Uniti dopo le forti polemiche sui negoziati per il TTIP che secondo alcuni leader politici europei sarebbe sulla strada del fallimento a causa delle pretese di Washington.

Precedenti e aziende nel mirino

Non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima volta che la commissione europea accusa una multinazionale di Tax ruling. Già nel 2015 Bruxelles ha chiesto a Irlanda e Lussemburgo di recuperare 20-30 milioni di tasse da Fiat Finance and Trade, una controllata di Fca, e da Starbucks che avevano goduto di regimi fiscali favorevoli. Anche il Belgio è stato accusato di aver firmato accordi con almeno 35 multinazionali, tra cui AbInBev e Atlas Copco, violando il principio che vieta gli aiuti fiscali.

Attulamente sono in corso indagini sul Lussemburgo per il trattamento fiscale riservato ad Amazon e McDonald's. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/ue-apple-e-i-13-miliardi-da-pagare-allirlanda-ecco-la-faccenda-del-tax-ruling-spiegata-cinque-punti

 

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