ISTAT conferma la crescita zero nel secondo trimestre. Ancora brutte notizie per il Governo Renzi

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Prima era una stima, ora è il dato definitivo: nel secondo trimestre del 2016, l’Italia è rimasta al palo, il PIL è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. “Crescita zero” sono le due parole che staranno risuonando nelle orecchie del Governo stranamente silenzioso sui social. Un’altra doccia fredda per il premier Renzi che ha detto di aspettarsi, dal dato odierno, un segno positivo per l'economia italiana che, però, non è arrivato.

Sembra sempre più lontano quel +1,2% previsto per l’economia italiana nel 2016 dal DEF del Governo: ormai obiettivo irraggiungibile senza un vero e proprio miracolo nel secondo semestre. Ma anche sul resto dell’anno è difficile fare previsioni troppo ottimiste: restano molti elementi di incertezza e altri sono dietro l’angolo sia di natura economica che politica. Finita l’estate, anche l’autunno della legge di stabilità si preannuncia molto caldo per il Governo Renzi. 

Dati ISTAT: crescita zero

Il comunicato di questa mattina dell’ISTAT conferma che, il PIL italiano, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente.

L’ISTAT ha però rivisto al rialzo la stima di crescita del PIL del secondo trimestre 2016 rispetto al secondo trimestre 2015: +0,8% rispetto al +0,7% indicato dalla stima preliminare. Secondo i calcoli ISTAT, il PIL acquisito per quest'anno - quello che si registrerebbe se anche nei prossimi due trimestri la variazione congiunturale fosse nulla - sarebbe dello 0,7% rispetto alla precedente stima a +0,6%.

Oltre ai numeri, che lasciano poco spazio all’immaginazione, il rapporto dell’ISTAT fornisce altri dati preoccupanti: i consumi nel secondo trimestre sono rimasti al palo e gli investimenti sono in calo.L’ISTAT spiega che dal lato della domanda interna, i consumi nazionali restano stazionari in termini congiunturali e gli investimenti fissi lordi sono in flessione dello 0,3%.

Inoltre l’ISTAT registra contributi nulli per i consumi delle famiglie (e delle istituzioni sociali private) e per gli investimenti fissi lordi e un contributo negativo (-0,1%) per la spesa della pubblica amministrazione. Le importazioni sono aumentate dell'1,5% e le esportazioni dell'1,9%. Il settore che soffre di più è quello dell’industria con un valore aggiunto in calo dello 06%, mentre mostrano lievi incrementi i servizi (+0,2%) e l’agricoltura (+0,5%).

Come la mettiamo con la crescita zero?

La variazione acquisita per il 2016 è dello 0,7%, risultato molto distante da quell’1,2% indicato dal Governo come risultato per l’anno in corso. L’esecutivo sarà obbligato a rivedere ancora una volta al ribasso l’obiettivo di PIL per il 2016, fissato questa volta intorno all’1%. Ma anche questo traguardo non è esattamente dietro l’angolo. Per arrivare all’1% di crescita significa, in primis, che il secondo semestre dell’anno non possiamo permetterci un’altra crescita zero.

Cresceremo di più nella seconda parte dell'anno? Difficile dirlo, ma il secondo semestre sarà comunque pieno di insidie.Per l’Italia resta l’enorme problema delle banche che dall’inizio dell’anno stanno tenendo i mercati con il fiato sospeso e sotto pressione gli istituti più a rischio.

A questo si aggiunge una congiuntura economica internazionale non più così favorevole come nel 2015 e una situazione politica europea tesa come una corda di violino. Terrorismo ed emergenza migranti restano i principali problemi dell’Unione europea conditi con le campagne elettorali nei principali Paesi europei. Germania e Francia si avvicinano alle elezioni amministrative del 2017, mentre la Spagna, ancora senza Governo, probabilmente sarà costretta a tornare alle urne. Per l’Italia l’appuntamento politico più importante è il referendum costituzionale che presentato come un voto sul Governo Renzi, crea quell’alone di incertezza sul futuro dell’esecutivo che danneggia un Paese bisognoso di riforme.

Insomma, il primo semestre dell’anno non ha visto quella svolta positivo annunciata dal Governo e attesa dai cittadini e anche sulla seconda metà dell’anno le incognite restano pesanti.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/istat-conferma-la-crescita-zero-nel-secondo-trimestre-ancora-brutte-notizie-il-governo-renzi-1463778

 

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