Gioco d’azzardo: Renzi annuncia stop alle slot machine. Sarà solo un’altra beffa?

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A volte ritornano. Il premier ha annunciato una nuova stretta alle slot machine che saranno bandite da tabaccherie ed esercizi commerciali. Ma nei documenti ufficiali dal Governo, guarda caso, l'intervento allo studio sembra essere molto meno drastico di quanto il premier abbia voluto far credere.

Non sarà che anche questa stretta al gioco d’azzardo resti solo sulla carta? Il problema del gioco d’azzardo che, soprattutto negli anni della crisi economica, ha ammaliato e fatto naufragare milioni di italiani, è già stato affrontato lo scorso anno. La legge di stabilità, infatti, stabiliva una drastica riduzione delle slot machine che, però, tramite un gioco delle tre carte, non si è mai davvero avverata. Forse perché il gioco d’azzardo, così come la lunghissima lista di storiche accise, è una fonte inesauribile di incassi da parte di uno Stato sempre alla disperata ricerca di nuove risorse. Lo scorso anno il gioco d’azzardo ha garantito al Governo Renzi un incasso di circa 8,7 miliardi di euro.

Gioco d’azzardo, il premier annuncia una nuova stretta

“Stiamo per mettere a punto una misura per togliere le slot da tabaccherie ed esercizi commerciali”: è questo l’annuncio che il premier ha regalato alle pagine della rivista Vita. Nell’intervista, il premier spiega che il Governo non finanzierà le spese di ricostruzione per i paesi colpiti dal sisma tramite le accise o “allargando le maglie” sulle slot machine e il gioco d’azzardo, ma anzi, che la prossima legge di stabilità porterà una stretta sul settore.

Ma secondo l’Agimeg, (l’Agenzia giornalistica sul mercato del gioco) il documento che il sottosegretario all’Economia con delega ai Giochi, Pier Paolo Baretta, ha illustrato agli enti locali nel corso del tavolo tecnico, il Governo ha intenzioni leggermente diverse: “Eliminare l’offerta di gioco dai c.d. esercizi generalisti secondari (alberghi, esercizi commerciali, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari, rifugi alpini, e altri); operare una significativa riduzione di awp (le New slot ndr) nei pubblici servizi (bar) e nelle rivendite di tabacchi; innalzare il livello dei punti gioco introducendo una certificazione di doppio livello (classe A e classe B) ed un rigoroso sistema di controlli.

Leggendo il documento presentato da Baretta sembra che l’intenzione del Governo non sia di eliminare le slot machine da tabaccherie e ristoranti, come annunciato da Renzi, ma di eliminare “l’offerta di gioco” in ristoranti, esercizi commerciali e alberghi, e prevede soltanto “significativa riduzione” delle slot machine di nuova generazione in bar e tabaccherie.

Gioco d’azzardo l’ultima beffa

Forse stiamo correndo troppo con la malizia, ma non sarebbe certo la prima volta che il Governo Renzi promette una cosa e poi nei fatti ne fa ben altra. La legge di stabilità per il 2016 prevedeva la riduzione del 30% delle slot machine in quattro anni (non oltre le 265mila entro fine 2019), ma alla prova dei fatti la realtà è che le slot sono cresciute del 10,6% rispetto allo scorso anno.

La legge ha stabilito che la mannaia dovrà colpire le slot in funzione al 31 luglio 2015 quando erano 378.109 (con il 30% in meno dovranno calare a 264.676). Ma come spiegò a maggio 2016 il Corriere della Sera, una circolare dell’Agenzia delle Dogane, cambia le carte in tavola, spostando la data di riferimento dal 31 luglio al 31 dicembre 2015 (quando le slot erano 418.210) e la data di intervento dal 2016 al 2017. Morale della favola nel 2016 sono rimaste attive oltre 418mila slot machine, il 10,6% in più del luglio 2015.

A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina.  

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/gioco-dazzardo-renzi-annuncia-stop-alle-slot-machine-sara-solo-unaltra-beffa-1464207

 

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