UE: torna in ballo la proposta di una tassa unica per le multinazionali. Eviterà i "casi Apple"?

E-mail Stampa PDF

Il caso Apple ha riaperto il dibattito europeo sulla necessità di introdurre una base imponibile comune per la tassazione delle grandi multinazionali.È notizia recente la decisioni della Commissione europea di obbligare il colosso di Cupertino a rimborsare all’Irlanda tasse non pagate grazie al tax ruling (cioè accordi fiscali) qualcosa come 13 miliardi di euro più gli interessi.

La globalizzazione e il mercato unico hanno complicato il quadro fiscale europeo innescando tra i Paesi membri una vera e propria guerra al ribasso. Ognuno cerca di attirare sul proprio territorio le grandi multinazionali che portano investimenti e occupazione offrendo accordi fiscali favorevoli, spesso colpevoli di danneggiare la concorrenza europea.

Il tema, già messo sul tavolo nel 2011 e riproposto lo scorso anno, sta tornando alla ribalta proprio in questi giorni. Così la Commissione europea ha annunciato a breve, entro la fine dell’anno, una proposta per creare una “base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (il CCCTB, Common Consolidated Corporate Tax Base)”. Gli obiettivi fissati dalla Commissione sono molteplici: combattere la cosiddetta “pianificazione fiscale aggressiva”, favorire la concorrenza leale tra le imprese, creare un clima favorevole per investimenti e crescita sostenibile. Se, però, da una parte non sarà facile per la Commissione vincere l’ostilità di alcuni Paesi membri, dall’altra restano anche perplessità circa l’efficacia della misura.

Apple e non solo

L’inchiesta della Commissione europea sulla tassazione applicata dall’Irlanda per la Apple è partita nel 2013. Bruxelles aveva il sospetto che in Europa alcuni Paesi come Irlanda, Olanda e Lussemburgo facessero accordi fiscali vantaggiosi con le multinazionali per convincerle a spostare la sede entro i loro confini.Comportamento questo vietato in Europa perché considerato “aiuto di stato” e in grado di danneggiare la sana concorrenza tra le imprese.

In questi tre anni di inchiesta la commissione ha scoperto che l’architettura fiscale della Apple sulla quale cioè Cupertino pagava le tasse al Governo irlandese era molto diversa dal suo reale peso economico: in questo modo la società ha goduto per oltre 10 anni di una pressione fiscale dello 0,005%.

Prima di Cupertino, la Commissione per la concorrenza europea aveva già sanzionato Fiat Finance and Trade (controllata di FCA) e Starbucks per gli accordi fiscali troppo vantaggiosi stipulati con l’Irlanda e il Lussemburgo. Anche il Belgio è stato accusato di aver firmato accordi con almeno 35 multinazionali, tra cui AbInBev e Atlas Copco, violando il principio che vieta gli aiuti fiscali.

Chiusa, almeno per il momento, l’inchiesta sulla Apple, la Commissione ha acceso il faro sui trattamenti fiscali riservati in Europa ad Amazon e McDonald's.

La base imponibile comune eviterà i “casi Apple”?

Ma la base imponibile comune sarà sufficiente per evitare nuovi “casi Apple”? Non per forza. Intanto la Commissione, per introdurre questa base imponibile comune, dovrà forzare la mano di alcuni Paesi che degli accordi fiscali con le multinazionali ne hanno fatto una ricetta economica. Passaggio obbligato questo che pone una pesante ipoteca sulla possibilità di arrivare ad un accordo. Secondo i trattati che regolano il funzionamento dell’Unione europea, Bruxelles non ha un ruolo diretto nell'imposizione fiscale o nella fissazione delle aliquote delle imposte che sono decise autonomamente dai singoli governi. Per questo le decisioni europee in materia fiscale richiedono il consenso unanime di tutti i capi di Stato dei Paesi membri, prescrizione che molto spesso ha condotto proposte fiscali su un binario morto. La contrarietà di alcuni Paesi (che aveva già bloccato la proposta) sarà il primo grosso scoglio di superare.

La Commissione, cavalcando il caso Apple (e tutti gli altri), ha riproposto l’idea di una base imponibile unica da introdurre in due fasi: per prima cosa sarà necessario trovare una definizione comune di profitti tassabili e poi nella seconda fase si cercherà una formula di equa tassazione valida per tutti i Paesi membri.

Attualmente ogni Stato membro dell’UE può decidere cosa sottoporre alla tassazione e cosa invece togliere (tra questi, per esempio, il valore del marchio, dei brevetti, dei dividendi). Così facendo il risultato è che la base imponibile su cui calcolare le tasse è diversa da Paese a Paese e le multinazionali puntano a mettere la loro sede dove a conti fatti è più conveniente.

La proposta europea punta quindi ad armonizzare questo aspetto, ma ne lascia scoperti ben altri. Ogni Stato potrà comunque decidere quanto tassare i profitti delle multinazionali fissando in modo autonomo le aliquote.Non solo.

In Irlanda, per esempio, la Apple ha pagato lo 0,005% di tasse non perché questa sia l’aliquota fissata nel Paese per tutte le imprese, ma piuttosto perché Governo e Cupertino hanno trovato un accordo fiscale molto vantaggioso. Il Tax ruling è una pratica con la quale si chiarisce in anticipo il trattamento fiscale che un Paese garantisce ad una multinazionale che opera in Europa, indicando il modo in cui sarà calcolata l’imposta e permettendo alla società di scegliere la destinazione con il trattamento fiscale più favorevole.

In alcuni casi, però, la Commissione UE ha stabilito che i trattamenti fiscali di vantaggio riservati da alcuni governi alle multinazionali sono illegittimi e incompatibili con le normative comunitarie perché danneggiano la sana concorrenza. Come nel caso dell’Irlanda e la Apple. Se la società avesse pagato il 12% di tasse, cioè l’aliquota prevista nel Paese, la Commissione non sarebbe intervenuta obbligando Cupertino a rimborsare le tasse degli ultimi 10 anni.

Per quanto l’introduzione di una base imponibile comune sarebbe già un primo passo, la proposta non sembra in grado di risolvere questo tipo di storture che derivano da ben altri accordi.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/ue-torna-ballo-la-proposta-di-una-tassa-unica-le-multinazionali-evitera-i-casi-apple-1464434

 

Menu Principale

Risorse Utili