Fisco: Addio studi di settore, arrivano "indicatori di compliance" e "sistema premiale". Ecco di cosa si tratta

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Sono in arrivo importanti novità per il Fisco italiano: gli studi di settore vanno in pensione e lasciano il posto “all’indicatore di compliance”. Con un comunicato stampa, diffuso al termine della riunione di oggi della Commissione degli Esperti per gli studi di settore con associazioni di categoria e ordini professionali, il MEF ha annunciato l’addio agli studi di settore. Il ministero dell’Economia con il SOSE (Soluzioni per il Sistema Economico) e l’Agenzia delle Entrate sta lavorando ad una serie di “proposte di innovazione metodologica” che vadano a sostituire i vecchi studi di settore.

Il nuovo strumento, che consentirà il superamento degli studi di settore, verrà messo a punto “con gradualità”, ma intanto il MEF annuncia l’ampliamento della sperimentazione che “assume priorità già da oggi”.

Le novità principali del nuovo Fisco saranno due: la sostituzione dei famigerati studi di settore con degli indicatori più efficaci e mirati; l’introduzione di un “sistema premiale” per coloro che raggiungeranno un grado “elevato di affidabilità” fiscale. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Fisco: Addio studi di settore

Gli studi di settore, lo strumento di “accertamento presuntivo” nato nel 1993 e da sempre oggetto di pesanti critiche, sarà rottamato e sostituito con un meccanismo, che consentirà di individuare il grado di affidabilità del contribuente secondo un metodo innovativo e più efficace.

L’indicatore di compliance sarà un dato sintetico che indicherà il grado di affidabilità fiscale del contribuente tramite una scala di numeri da 1 a 10.

Il MEF spiega che l’indicatore sarà articolato in base “all’attività economica svolta in maniera prevalente, con la previsione di specificità per ogni attività o gruppo di attività” e verrà costruito sulla base di una “metodologia statistico-economica innovativa che prende in considerazione molteplici elementi”:

  • gli indicatori di normalità economica (finora utilizzati per la stima dei ricavi) diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità;
  • invece dei soli ricavi saranno stimati anche il valore aggiunto e il reddito d’impresa;
  • il modello di regressione sarà basato su dati panel (8 anni invece di 1) con più informazioni e stime più efficienti;
  • il modello di stima coglierà l’andamento ciclico senza la necessità di predisporre ex-post specifici correttivi congiunturali (cd correttivi crisi);
  • una nuova metodologia di individuazione dei modelli organizzativi consentirà la tendenziale riduzione del numero, una maggiore stabilità nel tempo e assegnazione più robusta al cluster.

L’indicatore sintetico sarà applicato ai circa 3,5 milioni di professionisti attualmente soggetti agli studi di settore. Poi sarà l’Agenzia delle Entrate a comunicare il risultato dell’indicatore sintetico e le eventuali incongruenze.

In questo modo, secondo il MEF, il contribuente sarà “stimolato ad incrementare l’adempimento spontaneo e incentivato a interloquire con l’Agenzia delle Entrate per migliorare la sua posizione sul piano dell’affidabilità”.

Il nuovo sistema premiale

Non solo i contribuenti diranno addio agli studi di settore, ma potranno anche accedere al “sistema premiale”. Coloro che, tramite l’indicatore di compliance, avranno un “punteggio” alto sulla scala di affidabilità fiscale avranno accesso la sistema premiale che prevede, tra l'altro, un percorso accelerato per i rimborsi fiscali, la riduzione dei tempi previsti e l'esclusione da alcune tipologie di accertamenti fiscali.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/fisco-addio-studi-di-settore-arrivano-indicatori-di-compliance-e-sistema-premiale-ecco-di-cosa-si

 

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