MPS: Via l'amministratore delegato Viola, in arrivo Marco Morelli. Un altro passo sulla difficile strada del salvataggio

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Fuori Viola, dentro Morelli.È questa la settimana decisiva per il ricambio al vertice di MPS, la banca che entro la fine dell’anno dovrà affrontare un piano di salvataggio che presenta tante e tali incognite da preoccupare gli addetti ai lavori. Ma non il premier Renzi e il ministro dell’Economia Padoan per il quale la situazione di MPS “è sotto controllo”.

Intanto il capitano della nave ha lasciato la cabina di comando mentre l’imbarcazione si appresta a fare la sua traversata più difficile. Le dimissioni dell’amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, Fabrizio Viola,  nell’aria da tempo nonostante le continue smentite, sono arrivate giovedì sera al termine di un consiglio di amministrazione di MPS che si è svolto in seguito a una nuova riunione dei vertici dalla banca con la vigilanza di Francoforte.

Già oggi (12 settembre) dovrebbe arrivare la conferma sulla rosa dei candidati ufficiali per il ricambio al vertice anche se si è già sistemato in pole position Marco Morelli amministratore delegato di Merrill Lynch in Italia. La nomina di Morelli pare abbia già incassato il via libera informale della BCE e potrebbe essere confermata già in settimana, forse giovedì.

La situazione è delicata e MPS deve avere una guida in grado di portare avanti il piano di salvataggio approvato a luglio, ma ancora pieno di interrogativi e insidie. Tra il 26-27 settembre si terrà la riunione decisiva del board di MPS che dovrà approvare definitivamente il piano di salvataggio da mettere in pratica entro la fine del 2016. Anche se l’amministratore delegato uscente Viola aveva provato e rinviare l’operazione ai primi mesi del 2017 per evitare che sul salvataggio, e in particolare, sull’aumento di capitale possano pesare anche le incertezze legate al referendum sulla riforma costituzionale che tanto preoccupa Governo e mercati internazionali. Il ricambio al vertice renderà più credibile il piano di salvataggio e più appetibile l’aumento di capitale di MPS?

Piano di salvataggio in due fasi

Sarà messo in pratica, quindi, entro la fine dell’anno il piano di salvataggio in due fasi per la banca senese. Nonostante la titubanza del vertice MPS, lo show deve continuare e la banca ha bisogno di una soluzione definitiva e rapida altrimenti rischia di scattare il meccanismo di risoluzione europea con tanto di bail-in. 

La prima parte del piano riguarda le sofferenza bancarie. A breve sarà creata la società veicolo, che poi emetterà titoli senior, mezzanini e junior: la mezzanina, circa 1,6 miliardi di euro, sarà rilevata dal fondo Atlante che ha già firmato un pre-accordo con MPS mentre la tranche senior da circa 6 miliardi sarà finanziata con prestito-ponte anticipato da JP Morgan.

Se la fase uno presenta alcuni punti interrogativi circa il prezzo delle sofferenze di MPS, la vera preoccupazione, però, riguarda la fase due, l’aumento di capitale fino a 5 miliardi. Il piano è stato approvato tra gli applausi e la gioia dell’esecutivo, ma secondo gli addetti ai lavori l’operazione è molto rischiosa e non c’è alcuna certezza della sua buona riuscita.

Per una banca con una capitalizzazione attuale di circa 700 milioni di euro trovare investitori disponibili a sborsare fino a 5 miliardi di euro sembra un miraggio. Ma il rafforzamento di capitale sarà necessario per coprire le perdite derivanti dalla differenza tra il prezzo di vendita delle sofferenze e il loro valore messo a bilancio. Nelle ultime settimane i tecnici al lavoro sull’aumento di capitale le stanno studiando tutte per cercare di limare il valore dell’operazione.

L’ultima proposta messa sul tavolo è la conversione volontaria dei bond subordinati di MPS in azioni della banca, mossa che ridurrebbe l’aumento di capitale di oltre un miliardo. In questa soluzione non sarebbero coinvolti i 2 miliardi di bond subordinati attualmente in mano ai clienti retail di MPS. La conversione volontaria dei bond avrebbe un indubbio effetto positivo: riduzione del debito, aumento della patrimonializzazione di MPS e quindi la riduzione dell’aumento di capitale necessario.

Ma resta l’incognita su quanti investitori siano disponibili ad aderire ad una proposta così poco allettante.Il ministro Padoan, numero uno del Tesoro, primo azionista di MPS, ha fatto sapere di non aver ancora deciso se sottoscrivere la ricapitalizzazione, trovandosi a un bivio tra perdere quanto investito e mettere altro denaro in MPS. La posizione del MEF è indicativa per capire il clima di (s)fiducia intorno all’operazione.

Ma allora che senso ha cambiare il capitano della nave mentre viaggia in acque così pericolose? Secondo indiscrezioni le banche del consorzio di garanzia con JP Morgan in testa avrebbero raccolto l’indisponibilità di diversi investitori a puntare sul salvataggio di MPS in assenza di un passo indietro di Viola.

MPS: ricambio al vertice

MPS si appresta ad entrare in una nuova fase e per farlo è stato necessario un ricambio al vertice che avvenga in tempi brevi. Oggi la Egon Zehnder International, società di ricerca e selezione di figure manageriali, potrebbe presentare la lista dei candidati e l’incontro con il comitato nomine di MPS potrebbe avvenire già domani, per velocizzare l’operazione.

La nomina, poi, dovrà passare al vaglio informale della Banca Centrale Europa: l’incontro tra i rappresentanti della BCE e i vertici di Mps (il presidente Massimo Tononi e il presidente del comitato nomine, Alessandro Falciai) avverrà tra martedì e mercoledì permettendo così di convocare il consiglio di amministrazione per la ratifica della nomina già giovedì e chiudere la settimana con il passaggio effettivo di consegne.

Questo è l’iter da seguire, ma secondo indiscrezioni il nome del prossimo amministratore delegato di MPS è già sul tavolo di MEF e BCE. Entrambi avrebbero già dato il loro via libera informale per la nomina di Marco Morelli, amministratore delegato di Merrill Lynch in Italia.

Resta comunque in ballo anche l’ex numero uno di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, che da tempo sta lavorando a un piano alternativo per il salvataggio di MPS. Non sarebbe, invece, disponibile ad occupare la scomoda poltrona di MPS Giampiero Maioli, responsabile di Crédit Agricole in Italia e amministratore delegato di Cariparma, che avrebbe declinato l’offerta di correre per la nomina in MPS.

Tempi e nomi sembrano già decisi, ma soltanto alla fine della settimana sarà definitivo il quadro intorno ad MPS. L’unica certezza, al momento, è che chiunque salirà al vertice di MPS avrà il difficile compito di guidare la nave fuori dall’ennesima tempesta.  

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/mps-lamministratore-delegato-viola-arrivo-marco-morelli-un-altro-passo-sulla-difficile-strada-del

 

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