Pensioni: Boeri attacca i vitalizi dei politici e propone il rimborso, ma dal Governo arriva subito il due di picche

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Arriva forte e chiara la critica del presidente dell’INPS Tito Boeri ai privilegi dei politici italiani che godono di vitalizi non dovuti e pensioni d’oro, ma altrettanto decisa arriva la risposta del Governo che non vuole in alcun modo andare a mettere le mani nelle tasche dei politici.

Il botta e risposta tra Boeri e il sottosegretario Tommaso Nannicini andrà in onda stasera (12 settembre) nel corso del programma Presa diretta. Mentre l’esecutivo inizia a mettere nero su bianco gli interventi pensati per la legge di stabilità 2017, il tema delle pensioni resta al centro del dibattito. Sul tavolo di Governo e sindacati ci sono otto proposte che vanno dall’anticipo pensionistico, all’aumento delle pensioni minime passando per bonus previdenziali per lavoratori usuranti e precoci. Ma il problema è sempre lo stesso: la coperta economica è corta, per questo sarà necessario fare delle scelte e scontentare qualcuno.

Chi non viene mai scontentato, però, sono i politici che godono di privilegi che il resto dei cittadini può solo sognare di notte. Per questo motivo, il presidente INPS Boeri ha dichiarato che il problema in Italia non è la sostenibilità del sistema pensionistico, bensì la mancanza di “equità” del sistema.

“Abbiamo concesso per tanti anni questo trattamento privilegiato a queste persone. A chi ha degli importi molto elevati di prestazioni, non è il caso di chiedere loro un contributo che potrebbe in qualche modo alleggerire i conti previdenziali?”.

Alla domanda, Boeri si risponde da solo: “Ci permetterebbe di fare qualche operazione di redistribuzione, per esempio di aiutare le persone che sono in quella fascia di età prima della pensione in condizioni di povertà, oppure potremmo concedere maggiore flessibilità in uscita verso il sistema pensionistico. Ecco, sono tutte operazioni che si possono fare in questo ambito. Legare contributi e prestazioni, questo è il vero problema di fondo”.

Recentemente la Consulta si è pronunciata a favore del contributo di solidarietà previsto dal Governo Letta per le pensioni d’oro che scadrà alla fine del 2016. Dopo tante bocciature, la Corte ha approvato il prelievo sulle pensioni particolarmente generose giustificandolo con la “crisi del sistema”. Si tratta di un importante precedente, che, alla luce delle dichiarazioni di Boeri, potrebbe essere preso ad esempio per introdurre un nuovo meccanismo di “contributo” da parte dei più fortunati.

Gli obiettivi da colpire sono diversi (Boeri parla dei politici e Letta ha toccato le pensioni d’oro), ma il principio alla base è lo stesso: l’equità.

La legge di stabilità 2014 ha imposto un contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, cioè gli assegni dai 91mila euro in su. I giudici della Consulta hanno spiegato che si tratta di “un contributo di solidarietà interno al circuito previdenziale, giustificato in via del tutto eccezionale dalla crisi contingente e grave del sistema”.

La sentenza, quindi, apre uno spiraglio di speranza per coloro che sostengono la necessità di far partecipare i più fortunati alle spese previdenziali. Ma l’affondo di Boeri non riguarda solo i pensionati d’oro, ma anche (e soprattutto) la categoria dei privilegiati per eccellenza: la classe politica.

Boeri attacca coloro che hanno “dei trattamenti pensionistici, o hanno dei vitalizi, come nel caso dei politici, che sono del tutto ingiustificati alla luce dei contributi che hanno versato in passato” e propone di chiedere loro un contributo per aiutare le categorie di cittadini più in difficoltà.  

Ma dal Governo arriva un “No” forte e chiaro. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, conferma la posizione del Governo, contrario a mettere le mani sulle pensioni già in vigore. Secondo il Governo “il rischio di mettere le mani nelle tasche sbagliate è troppo grosso. Abbiamo deciso di fermarci”. Nannicini spiega che “questo tipo di ricalcoli non sono semplicissimi, richiedono molte ipotesi e molti dati. E devi stare molto attento perché non si riesce a fare con il bisturi del chirurgo questa distinzione un po' intellettualistica”.

L’operazione forse non sarebbe semplice, ma avrebbe dei benefici indiscussi dal punto di vista economico e simbolico. Il problema è che un provvedimento come quello del Governo Letta da inserire nella prossima legge di stabilità dovrebbe essere approvato dal parlamento, dagli stessi politici che incassano ogni mese il vitalizio. Il vero problema non è la difficoltà dell’operazione, ma la mancanza della volontà politica necessaria per metterla in pratica. Boeri dovrà rassegnarsi. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/pensioni-boeri-attacca-i-vitalizi-dei-politici-e-propone-il-rimborso-ma-dal-governo-arriva-subito-il

 

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