Dalla Germania una proposta shock: bail-in per gli Stati con alto debito pubblico

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L’introduzione del meccanismo di risoluzione europea con il bail-in per le banche in difficoltà ha creato un vortice di panico sul sistema bancario europeo e tra i risparmiatori, chiamati a partecipare alla condivisione delle perdite in caso di fallimento bancario.

Ora la Germania fa un ulteriore passo in avanti proponendo una sorta di bail-in per gli Stati, per quelli con alto debito pubblico (come l'Italia) che rischiano di dover ricorrere ad un salvataggio europeo. L’ipotesi arriva dai consiglieri economici della cancelliera Angela Merkel, un gruppo di cinque “saggi” che formulano proposte economiche a totale vantaggio della Germania. In questo caso l’idea di introdurre un meccanismo di bail-in per ristrutturare debiti pubblici degli Stati in difficoltà vuole evitare che la Germania debba nuovamente partecipare economicamente al salvataggio di un membro in difficoltà.

L’obiettivo quindi è quello di ridurre i trasferimenti dai Paesi più sani, come la Germania, verso quelli più fragili, le cui perdite andrebbero, in questo modo, a ricadere su banche, assicurazioni e privati con in portafoglio i titoli di Stato.

La proposta che andrebbe a totale vantaggio dei tedeschi è in contraddizione con i principi basilari dell’Unione europea che promuovono la condivisione dei rischi e non l’egoismo dei singoli membri. Per fortuna, le proposte dei saggi tedeschi vengono prese in limitata considerazione da parte della stessa cancelliera Merkel e comunque dovrebbero superare lo scoglio dell’approvazione da parte del parlamento europeo.

Bail-in per gli Stati

Il primo gennaio 2016, ormai lo sanno anche i bambini, è entrato in vigore il famigerato bail-in: un meccanismo che prevede la partecipazione di azionisti, obbligazionisti subordinati e, in ultima istanza, correntisti oltre i 100mila euro in caso di crisi bancaria e risoluzione.

Il bail-in è stato introdotto per evitare che tutti i contribuenti di un Paese siano constretti a sostenere le perdite per il fallimento di una banca. Ispirandosi a questo principio, il German Council of Economic Experts, un gruppo di consiglieri indipendenti del governo tedesco, ha scritto un documento dal titolo: “Un meccanismo per regolare la ristrutturazione del debito sovrano nell’area euro”.

La proposta parte da una considerazione oggettiva: nonostante le regole europee sul Patto di stabilità e crescita e i paletti di bilancio che i membri devono rispettare, in realtà, i Paesi con debito pubblico oltre il 60-90% del PIL non hanno messo in campo riforme e politiche sufficienti per la riduzione del debito. Insomma, le prescrizioni europee prevedono la riduzione del debito, ma i Paesi in difficoltà non riescono a metterla in pratica.

Questo scenario preoccupa i saggi tedeschi che temono che il Meccanismo europeo di stabilità (ESM) finisca a gambe all’aria per aver prestato soldi ai Paesi in difficoltà. Per evitare, quindi, che il sovraindebitamento dei membri più fragili vada a ricadere sull’ESM e sui Paesi più sani propongono l’introduzione del bail-in per i titoli di Stato.

L’ipotesi prevede due fasi: quando un Paese in difficoltà chiede il sostegno dell’ESM scatta in automatico un’immediata estensione della maturità dei titoli di Stato. Detto in parole povere: la scadenza dei titoli di Stato sarebbe allungata. La seconda fase, invece, prevede la ristrutturazione del debito e il taglio del valore dei titoli di Stato con perdite da condividere tra banche, assicurazioni e privati.

L’introduzione di questo meccanismo in due fasi passerebbe per una nuova tipologia di titoli di Stato che prevedano una clausola di condivisione delle perdite. I saggi, infatti, propongono di dotare i titoli di Stato di nuova emissione di una clausola che metta nero su bianco i rischi per i sottoscrittori in caso di ristrutturazione del debito pubblico. Si chiamerebbe CPC, Creditor participation clause, e andrebbe a corredare le prossime emissioni di titoli di Stato per arrivare tra una decina d’anni a coprire la maggior parte del debito pubblico.

Bail-in per gli Stati: una proposta irricevibile

L’ipotesi di un bail-in sui titoli di Stato andrebbe in direzione opposta rispetto ai principi basilari dell’Unione europea. Pensiamo soltanto all’Unione Bancaria e al sistema unico di garanzia dei depositi che, infatti, ha incontrato le resistenze della Germania contraria alla condivione dei rischi con i Paesi più fragili.

Il bail-in per gli Stati non poteva che essere una proposta proveniente della Germania. Ma la stessa Angela Merkel pare aver dato poco ascolto ai cinque saggi. A convincerla, però, potrebbero essere le prossime elezioni del 2017: i partiti alla destra della Merkel stanno guadagnando terreno e una proposta che vada a totale vantaggio del supremo bene tedesco potrebbe stuzzicare l’interesse degli elettori. Comunque sia, anche se la Merkel si facesse portavoce di questa ipotesi dovrebbe scontrarsi con le istituzioni europee e i rappresentanti degli Stati più fragili che non voterebbero mai a favore di una simile teoria. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/dalla-germania-una-proposta-shock-bail-gli-stati-con-alto-debito-pubblico-1465379

 

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