Legge di stabilità: torna la Voluntary disclosure e punta sui capitali “interni”. Ecco cosa cambia

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Torna anche nel 2017 la Voluntary disclosure e punta a raggiungere nuovamente i 4 miliardi di incasso. A confermalo è stato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che ha annunciato alcune novità sul rientro dei capitali.

Ricordiamo la voluntary disclosure è quel meccanismo pensato dal Governo Renzi e introdotto con la Legge di stabilità per spingere il rientro dei capitale detenuti dagli italiani all’estero. La Voluntary disclosure, o “collaborazione volontaria”, consente ai contribuenti che detengono illecitamente patrimoni all’estero di regolarizzare la propria posizione denunciando spontaneamente all’Agenzia delle Entrate la violazione fiscale.

Pensato come un provvedimento una tantum, la Voluntary disclosure, invece, si prepara a tornare in ballo anche il prossimo anno con alcune novità rispetto alla sua prima versione. Il Governo Renzi, soprattutto alla luce della crescita zero, ha bisogno di nuove fonti di entrate a copertura degli interventi da inserire nella legge di stabilità. Secondo le stime da una nuova finestra per il rientro dei capitali il Governo potrebbe racimolare una cifra tra i 2 e i 4 miliardi di euro.

Cos’è la Voluntary disclosure

Il 2016 è stato l’anno della Voluntary disclosure o della collaborazione volontaria di coloro che detengono capitali all’estero e quindi sono sconosciuti al Fisco italiano. 

I contribuenti che nel corso del 2016 hanno aderito alla voluntary disclosure devono versare per intero le imposte non pagate comprensive di interessi mentre per le sanzioni amministrative godono di riduzioni tra il 25 e il 50%. Per quanto riguarda le sanzioni penali, l’adesione alla voluntary disclosure comporta la non punibilità per i reati fiscali come dichiarazioni fraudolente, omesse o infedeli, riciclaggio e autoriciclaggio.

Come spesso accade in Italia, anche la Voluntary disclosure è stata oggetto di numerosi rinvii nel corso del 2016. Alla fine la finestra per il rientro dei capitali detenuti all’estero si chiuderà il 30 dicembre 2016. Ma a quanto pare, sarà presto riaperta.

Voluntary disclosure bis

Secondo le dichiarazioni del ministro la seconda versione della Voluntary disclosure sarà uguale alla precedente in termini di regole e procedure di adesione, ma presenterà comunque alcune importanti novità.

Arco temporale: la Voluntary disclosure attuale vale soltanto per le violazioni commesse entro il 30 dicembre 2014, ma la versione bis potrebbe estendere il rientro dei capitali al 30 settembre 2015 e includere anche il 2009, anno in realtà non più accertabile se non in caso di raddoppio dei termini.

Capitali interessati: la prima versione della Voluntary si è concentrata sul rientro dei capitali dall’estero, mentre la versione 2017 potrebbe cercare di far emergere i capitali “interni”. La Voluntary “domestica” che quest’anno ha avuto scarso appeal (solo l’1,7% del totale) punta a portare a galla contanti, oro e altri preziosi nascosti nella cassette di sicurezza delle banche. Per andare in questa direzione, l’ipotesi è di riproporre una soglia a forfait con adempimenti più semplici e un'aliquota fiscale fissa da applicare al montante stesso oggetto della collaborazione volontaria. Da una parte questa sarebbe una soluzione più penalizzante per i contribuenti, che però dall’altra avrebbero il beneficio di poter “sbloccare” e spendere i contanti o i metalli preziosi finora imboscati agli occhi del fisco.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/legge-di-stabilita-torna-la-voluntary-disclosure-e-punta-sui-capitali-interni-ecco-cosa-cambia

 

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