Legge di stabilità 2016, Industria 4.0: il Governo presenta piano da 13 miliardi in sette anni. Ecco di cosa si tratta

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Il Governo ieri ha presentato in pompa magna il piano per l’industria 4.0  che dovrebbe confluire nella prossima legge di stabilità. Valore 13 miliardi di euro, ma da spalmare nei prossimi 7 anni (dal 2017 al 2024) che, secondo i calcoli del Governo, bloccheranno nei prossimi anni oltre 23 miliardi di euro di investimenti privati.

Il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda, ha spiegato che il piano supera il meccanismo degli incentivi a bando passando a incentivi fiscali orizzontali, “scegliendo gli strumenti che negli ultimi anni hanno funzionato”. Tra questi il Governo ha deciso di spingere sull’acceleratore il superammortamento per le aziende che investono in beni strumentali diversi dai veicoli e gli altri mezzi di trasporto, ma anche sui bonus per la ricerca, l’estensione degli sgravi sui salari di produttività e il fondo centrale di garanzia a copertura degli investimenti.

Industria 4.0

Siamo nel bel mezzo della quarta rivoluzione industriale, quella che porterà alla fabbrica del futuro. Ancora non esiste una definizione univoca di industria 4.0, ma la rivoluzione ruota intorno alle nuove tecnologie e in particolare ai processi di produzione automatici svolti grazie a robot o macchine intelligenti. Il concetto di industria 4.0 poggia su alcuni pilastri: la centralità dei dati; l’analisi dei dati raccolti e memorizzati; la comunicazione tra operaio e macchine; i giusti strumenti tecnologici per produrre gli oggetti desiderati.

In alcune zona d’Europa l’industria 4.0 è già realtà, con Governi e aziende che investono per lo sviluppo della fabbrica del futuro iperconnessa ed efficiente. In Italia, come sempre, arriviamo insieme alla polvere, ma pare che anche qui qualcosa si stia muovendo.

Ad accendere i riflettori sulla rivoluzione industriale in corso è stata durante l’estate Confindustria che ha dedicato al tema dell’industria 4.0 l’assemblea annuale. Il presidente nazionale Vincenzo Boccia ha detto che “l’Industria 4.0 non è solo una questione tecnologica, ma anche culturale e soprattutto dimensionale che pone la questione sul ruolo delle imprese, su cosa devono fare al loro interno e su quale politica economica dobbiamo immaginare e quale industria dobbiamo costruire”. In questo senso Confindustria Digitale ha proposto un piano di sviluppo per accrescere la competitività e la produttività delle PMI italiane allo scopo di portare la manifattura 4.0 dall’attuale 15% di contributo al PIL del Paese al 20%.

All’appello di Confindustria avrebbe dovuto rispondere la politica. Il Governo, infatti, aveva annunciato per il 5 agosto la presentazione di un pacchetto di misure ad hoc, evento rimandato a causa di “sopravvenuti impegni” dei ministri. Ieri, il premier Renzi, è andato a Milano, insieme al ministro dello Sviluppo economico Calenda per presentare il piano sull’industria 4.0 che entrerà nella prossima legge di stabilità

Il piano per l’industria 4.0

Il ministro Calenda ha presentato “un intervento da 13 miliardi di risorse pubbliche per attivare investimenti innovativi con incentivi fiscali”. Un impegno economico per la casse dello Stato da spalmare nei prossimi sette anni. Vista l’entità del costo complessivo è difficile pensare che il pacchetto per l’industria 4.0 possa essere interamente finanziato con la legge di stabilità 2016 che ha dei margini di manovra già molto risicati. E’ probabile quindi che le risorse necessarie per la messa in pratica del piano vadano ricercate nelle maglie di bilancio dei prossimi anni.

Il piano si basa su quattro misure principali finanziate con i soldi pubblici, a cui si aggiungono gli investimenti privati e una serie di politiche “di accompagnamento”.

Le misure principali sono:

  • superamento del superammortamento del 140% e introduzione dell’iperammortamento fino al 250% sugli investimenti in tecnologie, agrifood e impianti realizzati per migliorare i consumi energetici. Prevista anche l’estensione dei termini per la consegna dei beni acquistati fino al 30 giugno del 2018, a fronte di un ordine con acconto versato superiore al 20% entro il mese di dicembre 2017;
  • credito d’imposta per gli investimenti incrementali sul fronte della ricerca e sviluppo con aliquota raddoppiata dal 25% al 50%. Massimale per ogni singolo beneficiario in crescita da 5 a 20 milioni;
  • rafforzamento dello scambio salario-produttività tramite la crescita dei tetti attuali per la detassazione;
  • altri 900 milioni stanziati per il fondo centrale di garanzia finalizzati a coprire gli investimenti.

A queste misure si aggiunge tutta una costellazione di politiche di accompagnamento che vanno dal miglioramento della banda ultralarga ad un maggior supporto per le piccole e medie imprese del Made in Italy, all’erogazione di finanziamenti personalizzati con priorità per i progetti dell’industria 4.0.

Con questo menù di misure il Governo prevede di aumentare gli investimenti privati di 10 miliardi annui, passando da 80 a 90 miliardi, già nel 2017. Sul medio termine tra il 2017 e il 2020, la spesa privata dovrebbe partecipare con altri 23 miliardi di euro.

 

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/legge-di-stabilita-2016-industria-40-il-governo-presenta-piano-da-13-miliardi-sette-anni-ecco-di

 

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