Olimpiadi 2024: il "no" di Roma e l'assurda richiesta di risarcimento di 20 milioni del CONI

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Il dibattito pubblico in questi giorni è diviso tra le geniali (si fa per dire) campagne del Fertility Day e il “no” di Virginia Raggi alle Olimpiadi di Roma per il 2024 sulle quali si è aperto lo scontro con il CONI che chiede il rimborso delle spese sostenute fino a questo momento per preparare Roma 2024.

In settimana il sindaco di Roma ha disertato un incontro con il numero uno del CONI Giovanni Malagò ed ha confermato quanto promesso in campagna elettorale “No alle Olimpiadi del mattone”. Condivisibile o meno la posizione del Movimento 5 Stelle sulla possibilità che Roma venisse scelta come città organizzatrice delle Olimpiadi del 2014 è nota: i grillini temono che le risorse per i lavori andrebbero nelle tasche dei soliti “palazzinari” creando future cattedrali nel deserto e lasciando l’ennesimo buco di bilancio nell’amministrazione.

Per questi motivi, la Raggi ha confermato che il Comune di Roma non sosterrà la candidatura della città per i Giochi del 2024. Le prossime mosse prevedono l’approvazione di una mozione da votare in Aula al Campidoglio e poi una lettera del sindaco Raggi al Comitato Olimpico Internazionale per spiegare le ragioni che hanno spinto l’amministrazione a fare marcia indietro rispetto alla posizione del predecessore Ignazio Marino.

Ma la posizione del sindaco di Roma non è andata giù al CONI e nel corso della conferenza stampa, Malagò ha annunciato la citazione del Comune di Roma per “danno erariale”. Ma i conti delle spese sostenute dal Comitato promotore per Roma 2024 non tornano.

Quanto abbiamo speso per Roma 2024?

Il CONI sostiene che la giunta Raggi dovrà restituire al comitato olimpico, finanziato a sua volta dallo Stato, le spese sostenute fino a questo momento per promuovere le Olimpiadi a Roma. Il conto sarebbe di 20 milioni di euro di “danno erariale” provocato dal dietrofront del sindaco Raggi rispetto al via libera di Marino.

Il problema è che il CONI non ha rendicontato le spese sostenute per promuovere Roma 2024 e la cifra sparata da Malagò sembra eccessiva soprattutto alla luce dei finanziamenti statali stanziati. La legge di stabilità 2015, infatti, in vista della candidatura di Roma alle Olimpiadi, ha dato un contributo al CONI di 2 milioni di euro per il 2016 e di altri 8 milioni per il 2017, anno in cui sarà scelta la città ospitante.

Non solo, quindi, il CONI avrebbe già speso tutti i soldi stanziati per quest’anno e il prossimo, ma avrebbe raddoppiato le spese.“Visto che il presidente Malagò ha tirato in ballo la sindaca dicendo che chiederà questi 20 milioni di euro di danni, vorrei sapere come sono stati spesi e se ha intenzione di rendicontare”, ha detto il deputato Simone Valente.

Basta andare sul sito del Coni per capire che una rendicontazione dettagliata delle spese non è disponibile. Ma secondo il Fatto Quotidiano cercando tra le pieghe del bilancio 2015 e della previsione per il 2016 qualche informazione si può scovare. I dati a disposizione sono comunque scarsi e parziali.

Tra i capitoli di spesa rendicontati ci sono investimenti per i lavori strutturali per la sede del Comitato Olimpico e per il personale per un costo di 590mila euro; attività di comunicazione e viaggi per la promozione di Roma come capitale Olimpica costati circa 150mila euro soltanto nel 2015, più tutta una serie di contratti per consulenze (molti con scadenza dicembre 2017) per curare la comunicazione, per mettere a punto il dossier da presentare al Comitato internazionale, per un piano di valorizzazione artistico/sportivo di Roma e per il progetto del bacino per le gare di vela.

L'ottimismo del Coni

Leggendo le poche informazioni disponibili sulle spese sostenute del Coni emerge chiaramente un “ottimismo” sfrenato del nostro comitato olimpico già pronto a pagare per il progetto del bacino idrico per le gare di vela, senza ancora aver ricevuto l’assegnazione dei Giochi.

In effetti la richiesta di “risarcimento” appare ancora più assurda alla luce del fatto che la scelta di Roma per le Olimpiadi del 2024 era tutt’altro che scontata. Insieme alla capitale italiana, infatti, sono ancora in corsa per i prossimi Giochi città come Parigi e Los Angeles quindi la strada per le Olimpiadi a Roma era ancora incerta e in salita.

Non si capisce, quindi, perché il CONI sia andato così avanti con la fantasia e soprattutto con le spese, tanto da firmare contratti di consulenza con scadenza dicembre 2017 per progetti che sarebbero comunque saltati se Roma non fosse stata la scelta finale del Comitato Olimpico Internazionale. In questo caso il CONI avrebbe citato per "danno erariale" il Comitato Olimpico Internazionale per aver scelto un'altra città dopo tutte le spese sostenute dall'Italia per sostenere la candidatura di Roma?Ovviamente no, si chiama "rischio di impresa" a volte si fanno delle scommesse, degli investimenti che poi non vanno a buon fine, ma fa parte del gioco.

Alla luce di queste considerazioni, l’impressione è che alla base della richiesta di Malagò ci sia una finalità politica di screditare l’amministrazione che ha messo fine al baraccone che il CONI stava costruendo intorno alle (forse) Olimpiadi 2024.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/olimpiadi-2024-il-no-di-roma-e-lassurda-richiesta-di-risarcimento-di-20-milioni-del-coni-1466896

 

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