Deutsche Bank: al malato d'Europa serve una cura immediata. Un altro bel problema per Angela Merkel

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Il cerchio inizia a stringersi intorno a Deutsche Bank, il colosso del credito tedesco che soffre di febbre alta da tempo e per il quale è arrivato il momento di trovare una cura adeguata. In realtà, l’ultima notizia che riguarda Deutsche Bank è una boccata d’ossigeno per la banca tedesca, ma la situazione resta comunque complessa. A quanto pare la banca sarebbe sul punto di chiudere le trattative con il dipartimento di Giustizia americano riducendo da 14 a 5,4 miliardi di dollari la multa per lo scandalo dei subprime.

Anche se notevolmente ridimensionata, però, la multa che Deutsche Bank dovrà pagare ad autorità americane e clienti rappresenta un altro problema per l’istituto di credito che va a sommarsi a vecchie ferite e nuovi problemi. Il colosso appesantito da un’enorme massa di derivati, negli ultimi mesi ha perso buona parte del proprio valore in Borsa e visto schizzare verso l’alto il costo di assicurazione contro il default.

In questa situazione ha iniziato a farsi strada l’ipotesi di aumento di capitale e/o di salvataggio pubblico.In realtà, tra gli analisti la domanda che circola con frequenza è “quando” avverrà l’aumento di capitale e non tanto “se” avverrà. Una bella gatta da pelare per Angela Merkel che da una parte deve mettere in salvo la principale banca del Paese, ma dall’altra deve restare fermamente fedele alle regole europee, così come pretende da altri Paesi, Italia in prima fila, alle prese con gli stessi problemi del settore bancario. Il tutto in piena campagna elettorale per le amministrative del 2017.

Multa USA

La doccia fredda è arrivata a metà settembre: il dipartimento di Giustizia americano ha inflitto 14 miliardi di dollari di multa a Deutsche Bank.

La banca tedesca, insieme ad altri colossi mondiali dal credito, sono stati accusati dal dipartimento americano di aver venduto titoli tossici legati ai mutui che hanno provocato lo scoppio della bolla immobiliare del 2008 facendo deflagrare la crisi economia e finanziaria mondiale di cui ancora paghiamo le spese. I cosiddetti subprime sono i finanziamenti erogati alla banche a clienti ad alto rischio la cui insolvenza scatenò la bolla immobiliare, fu poi il rialzo dei tassi di interesse, seguito allo sgonfiarsi della bolla, a scatenare la crisi finanziaria ed economica che ha investito tutto il mondo occidentale.

Deutsche Bank sapeva che la multa sarebbe arrivata a breve, ma non era preparata ad affrontare una spesa simile. La banca, infatti, per far fronte alle spese legali ha accantonato circa 6 miliardi di dollari ipotizzando una multa di 2-3 miliardi. Anche gli analisti si aspettavano una richiesta intorno ai 2-5 miliardi di euro.

I 14 miliardi di dollari chiesti dal dipartimento a stelle e strisce sembrano ancora più eccessivi se paragonati con le multe inflitte alle altre banche coinvolte nello scandalo dei mutui subprime: Jp Morgan fu condannata a sborsare 4,5 miliardi di dollari, Morgan Stanley e Citigroup hanno versato complessivamente 18 miliardi di dollari, Goldman Sachs pagò 5 miliardi e Bank of America, fu costretta a pagare la somma record di oltre 16 miliardi di dollari. Dopo Bank of America, quindi, la multa a Deutsche Bank è la più alta. I più maliziosi hanno ipotizzato che la richiesta USA fosse una sorte di ripicca verso la commissione europea che ha inflitto una multa simile alla Apple per il trattamento fiscale privilegiato di cui ha goduto in Irlanda. Comunque sia, le trattative tra Deutsche Bank e il dipartimento hanno dato i suoi frutti e la multa pare sia stata ridimensionata intorno ai 5 miliardi dollari.

Il malato d’Europa

Il pagamento di oltre 5 miliardi per chiudere la vicenda dei mutui subprime è soltanto l’ultimo problema di Deutsche Bank. Dall’inizio dell’anno la banca tedesca è sotto pressione sui mercati per una situazione problematica sempre più evidente.

Dall’inizio dell’anno la banca ha perso oltre il 50% del suo valore in Borsa e i credit default swap (che valutano la rischiosità di un titolo o di un istituto) hanno preso il volo confermando la fragilità dell’istituto. Ma la debolezza della banca tedesca, oltre agli scandali legali, è legata alla sua esposizione lorda ai derivati (tra i 40mila e i 55mila miliardi), ovvero oltre 15 volte il valore del PIL tedesco e ben superiore alla capitalizzazione che vale poco più di 200 miliardi. La condizione di Deutsche Bank, secondo gli analisti, sarebbe aggravata anche dai tassi d'interesse fissati dalla BCE vicini allo zero che comportano per la banca una costante perdita.

Inoltre, a giugno, sono arrivati i risultati degli stress test americani: esami superati per 31 banche, bocciate soltanto Deutsche Bank e Santander arrivate rispettivamente al secondo e terzo cartellino rosso consecutivo.Deutsche Bank è considerata la banca più a rischio del sistema bancario del Vecchio Continente e così sistemica da portare a fondo altri grandi istituti. Per questo, qualche settimana fa, Deutsche Bank ha annunciato una dieta drastica: la chiusura di circa un quarto delle filiali del Paese con la perdita di migliaia di posti di lavoro.

A porre il sigillo sulla drammatica situazione di Deutsche Bank è arrivata la mossa di una decina di hedge fund fund che ha spostato i suoi asset presso altre banche per ridurre l'esposizione verso l'istituto tedesco. Tra questi ci sono: Millennium Partners, che gestisce 34 miliardi di dollari, Rokos capital Management con 4 miliardi e Capula Investment Management con 14 miliardi.

Aumento di capitale e salvataggio

In questa situazione si fa sempre più strada l’ipotesi di un aumento di capitale di Deutsche Bank, operazione, secondo molti analisti, non più rinviabile. Per tutta la settimana, però, sono circolate voci di un possibile salvataggio pubblico di Deutsche Bank, anche se governo federale e vertici della banca hanno smentito l’ipotesi. Il presidente dell’Eurogruppo, il ministro delle Finanze olandese Jeroen Dijsselbloem, ha detto che Deutsche Bank “deve risolvere da sola i suoi problemi”. Il primo passo dovrebbe essere il tentativo di andare a chiedere nuovi capitali sul mercato (come intende fare MPS). Ma nel caso fosse necessario l’intervento pubblico per la freddezza degli investitori si dovrebbero applicare la regole europee dettate dalla famigerata direttiva BRRD.

Secondo le regole europee uno Stato può intervenire in soccorso di una banca, a patto, però, che vengano coinvolti anche azionisti ed obbligazionisti subordinati che devono contribuire all’aumento di capitale per un minimo dell’8%. A meno che l’intervento pubblico nella banca in difficoltà non sia indispensabile per salvaguardare la stabilità finanziaria del sistema: in questo caso, il cosiddetto burden-sharing (il contributo degli investitori) non è previsto. La valutazione della situazione spetta alla Commissione europea, responsabile di applicare le regole sugli aiuti di Stato nell’Unione europea.

Comunque sia, il nodo di Deutsche Bank rappresenta un bel problema per la Cancelliera Angela Merkel, colei che detta e pretende il rispetto delle regole comunitarie.

Il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine ha scritto: “Sicuramente Angela Merkel non vuole dare a Deutsche Bank alcun aiuto di stato. Non se lo può permettere da un punto di vista della politica estera perché Berlino sta adottando una linea dura con il salvataggio delle banche italiane” e secondo il giornale di Monaco Sueddeutsche Zeitung il bailout aprirebbe la strada ad attacchi politici da Alternativa per la Germania che sta già mettendo in crisi il Governo della Cancelliera sul tema dei migranti. Lo scoppio del bubbone di Deutsche Bank e la necessità di trovare al più presto una cura adeguata sarà un altro tassello della campagna elettorale per le elezioni tedesche del 2017. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/deutsche-bank-al-malato-deuropa-serve-una-cura-immediata-un-altro-bel-problema-angela-merkel-1468111

 

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