PIL: Renzi contro tutti sulle stime dell’economia italiana. Continua la saga dei Governi troppo ottimisti

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La discussione che ha preso piede negli ultimi giorni sulle previsioni economiche del PIL italiano indica con chiarezza l’entità dei nostri problemi. Da qualche anno il Governo è alle prese con stime economiche ottimistiche, che spesso si rivelano inesatte perché sempre al rialzo, ma che girano comunque intorno al famoso “zero virgola”. Il premier Matteo Renzi, primo cavaliere contro la crescita da “prefisso telefonico” degli ultimi anni, si è avvitato intorno ad un PIL asfittico che non riesce a prendere slancio con assurde discussioni su ogni 0,1%.

La nota di aggiornamento al DEF ha dovuto prendere atto del rallentamento dell’economia italiana aggiustando al ribasso la stima del PIL nel 2016 (a 0,8% anziché 1%) e del 2017 che resta comunque, secondo il Governo, sull’1%. Questa previsione basata sull’effetto che la prossima legge di stabilità avrà sull’economia italiana è stata bocciata in modo più o meno deciso da Bankitalia, Corte dei Conti e Ufficio parlamentare di bilancio. A cui si aggiungono le previsioni più caute di quelle renziane di OCSE, FMI, Fitch Standard & Poor's. 

Ma l’entità della discussione, fa capire quanto sia fragile e in bilico la nostra crescita. Guardando le ultime stime economiche degli enti economici internazionali si vede chiaramente che l’Italia rispetto ai suoi competitor europei è l’unico Paese con una crescita inferiore o intorno all’1%. I nostri colleghi del Vecchio Continente e gli Stati Uniti superano di gran lunga il passo lento della crescita italiana: la Spagna, per esempio, ha sofferto la crisi economica come e forse più dell’Italia, ma nonostante le difficoltà e lo stallo politico che si protrae da mesi, nel 2016 crescerà del 2,6-2,8%. L'Italia continua a crescere poco, ma il Governo prosegue la saga delle previsioni ottimiste che si rivelano errate, ovviamente al rialzo. 

DEF e stime Bankitalia, Corte dei Conti e UPB

La scorsa settimana il Governo ha aggiornato il DEF rivedendo la previsioni fatte la scorsa primavera, il PIL del 2016 scende a +0,8% e quello del prossimo a +1%. Su questo secondo dato si sono scatenate le critiche di Bankitalia, Corte dei Conti e Ufficio parlamento di bilancio che, per usare un eufemismo, ritengono troppo ottimista la previsione del Governo.

Secondo l’UPB "alla luce delle informazioni disponibili" il processo di valutazione della Nota di aggiornamento del Def "condurrebbe a un esito non positivo del quadro programmatico 2017 e, in particolare, delle stime di crescita del Pil per il prossimo anno, sia in termini reali che nominali. Stime, che appaiono contrassegnate da un eccesso di ottimismo".

Scettico anche il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, che commenta: "nello scenario programmatico per il 2017, la dinamica del prodotto è significativamente maggiore di quella del quadro tendenziale. L'obiettivo è ambizioso. Per conseguire il risultato la prossima legge di bilancio dovrà essere definita con grande cura".

Dalla stessa opinione, infine, il presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, che evidenzia "elementi di fragilità cui occorrerà prestare attenzione" soprattutto "sul fronte della domanda estera e quindi delle nostre esportazioni" con "un rischio al ribasso" anche per le prospettive di crescita.

FMI e OCSE

Recentissimo l’aggiustamento al ribasso della stime del FMI, impegnato in questi giorni negli incontri annuali con la Banca mondiale. Nell’ultima versione del World Economic Outlook, il FMI prevede per l'Italia una crescita dello 0,8% e del 0,9% per quest'anno e il prossimo, con un taglio dello 0,1% rispetto alle stime di luglio.

Un’altra sforbiciata alle stime di crescita arriva anche dall’OCSE e dall’aggiornamento dell’Interim Economic Outlook: il Pil italiano è ora previsto in espansione dello 0,8% sia nel 2016 che nel 2017, mentre tre mesi fa l’OCSE vedeva una crescita dell'1% nel 2016 e dell'1,4% nel 2017.

Fitch e Standard & Poor’s

Anche l’agenzia di rating internazionale Fitch ha rivisto al ribasso le stime di crescita mondiale evidenziando, nel suo Global Economic Outlook, ulteriori rischi al ribasso legati soprattutto alle vicende politiche. L'agenzia ha abbassato al 2,4% le stime di crescita del PIL mondiale per il 2016 dal 2,6% indicato a luglio, con impatto negativo su tutte le economie avanzate. Per l’Italia, in particolare Fitch lancia l’allarme sul referendum costituzionale e sul rischio che gli scossoni politici del Paese pesino ulteriormente sulla crescita già fragile e contenuta.

Infine, arriva anche la sforciata da parte di Standard & Poor's che nel suo ultimo rapporto sulla crescita modiale ha tagliato dall'1,1% allo 0,9% la propria stima sulla crescita del PIL per il 2016 e per il prossimo biennio prevede un PIL a +0,8% e a +0,9%.

L’ottimismo è il sale delle manovre

Questa breve carrellata di previsioni indica chiaramente la distanza tra l’ottimismo del Governo e le previsioni più caute degli enti economici internazionali. Le discussioni accanite intorno ad ogni zero virgola indicano che in Italia si continua a guardare il dito, ma non vediamo la luna e cioè la mentre gli altri Paesi galoppano verso la crescita noi rimaniamo al palo, con PIL asfittico, occupazione stagnante e povertà in crescita.

Ma il dato davvero curioso da evidenziare è la totale incapacità dei Governi italiani di fare le previsioni economiche. E’ vero, l’economia è una materia complessa e non è possibile indovinare sempre le previsioni, ma anche sbagliare ogni volta, e per eccesso, suona bizzarro. Come mostra il grafico pubblicato da Advise Only, negli ultimi 10 anni le previsioni per l’anno corrente sono risultate sbagliate (al rialzo) nel 71% dei casi. Al momento, il Governo Renzi mantiene alta la bandiera dei Governi italiani ottimisti: nel DEF della primavera scorsa il Governo ha previsto un PIL allo 0,7%, ma con la nota di aggiornamento ha ritoccato la stima al rialzo, +0,9% nel 2015 e +1,6% (dal precedente +1,4%) per il 2016. Alla fine, lo scorso anno il PIL ha chiuso con +0,7% e quest’anno il Governo ha già dovuto ridimensionare notevolmente la stima, attualmente allo 0,8%. La stima di un anno fa che vedeva l’Italia crescere nel 2016 dell’+1,6% è ormai lontana anni luce dalla realtà.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/pil-renzi-contro-tutti-sulle-stime-delleconomia-italiana-continua-la-saga-dei-governi-troppo-1468434

 

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