MPS e referendum: quanto e come il voto peserà sull'esito dell'aumento di capitale della banca?

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Non si ferma il tracollo in Borsa di Montepaschi: ieri (7 ottobre) il titolo ha chiuso perdendo il 3,4% e nel corso della seduta ha toccato un nuovo minimo storico portando la capitalizzazione sotto la soglia psicologica dei 500 milioni. Il mercato è in subbuglio in vista dell’operazione di salvataggio di MPS che dovrebbe prendere forma a breve. A complicare ulteriormente il clima intorno al piano di MPS è l’aria da referendum costituzionale che si respira sempre più in Italia e all’estero.

A quanto pare i vertici di MPS e alcuni enti economici internazionali sono convinti che l’esito del referendum vada ad incidere sull’esito dell’aumento di capitale di MPS. Per questo motivo le prossime tappe verso l’operazione seguono le orme lasciate dal referendum. Secondo indiscrezioni di stampa, i vertici di MPS e gli advisor dell’operazione stanno lavorando per lanciare l’aumento di capitale all’indomani del voto del 4 dicembre in modo da chiudere entro Natale. Ad anche l’importo dell’aumento di capitale sarà deciso nei giorni del voto e alla luce dell’operazione di conversione delle obbligazioni subordinate in azioni MPS.

Ma perché il referendum costituzionale incide sull’esito dell’operazione su MPS? Secondo la banca d’affari statunitense Goldman Sachs, un Governo forte potrebbe mitigare i timori degli investitori e presentarsi come garante dell’operazione (nella quale entrerà anche CDP?), al contrario le turbolenze politiche potrebbero avere ripercussioni sul mercato e complicare la faccenda. Insomma l’analisi politico-economica di Goldam Sachs pesca a piene mani dai luoghi comuni che sentiamo ripetere da mesi. Non dimentichiamo che le debolezze di MPS e del sistema bancario italiano nel complesso sono ben chiare al mercato da mesi, indipendentemente dalla riforma della Costituzione. L’emergere di un intreccio così forte tra aumento di capitale di MPS e referendum costituzionale indica chiaramente l’importanza del ruolo del Governo nell’operazione (che dovrebbe essere “di mercato”) e il timore che la banca senese non riesca a salvarsi con le proprio forze.

MPS e il salvataggio: le prossime tappe

Ci avviciniamo a lunghi passi all’avvio del piano per la messa in sicurezza di MPS. Venerdì 14 ottobre il consiglio di amministrazione della banca si riunirà per fare il punto sullo stato di avanzamento del piano industriale, e lunedì 24 ottobre è prevista l'approvazione del piano che prevede la cessione di quasi 10 miliardi di sofferenza nette e l’aumento di capitale necessario a tappare il buco creato dalla fase uno del piano. Dopo il 24 ottobre partirà il roadshow e nelle settimane fino al referendum si procederà alla conversione volontaria delle obbligazioni subordinate in azioni di MPS. Questa operazione intende aumentare la capitalizzazione della banca e, quindi, abbassare l’ammontare dell’aumento di capitale necessario per il risanamento dell’istituto.

L'importo definitivo, però, verrà deciso a ridosso del voto del referendum, dopo l'esito della conversione e una volta definita l'eventuale partecipazione di anchor investor.

L’aumento di capitale, quindi, dovrebbe partire all’indomani del voto del 4 dicembre per chiudersi entro Natale. In queste settimane, intanto, prosegue la ricerca dell'anchor investor, cioè un investitore istituzionale come un fondo sovrano, fondi comuni o fondi pensione, disponibile a sottoscrivere azioni in vista dell’operazione di rafforzamento del capitale per aumentare la popolarità dell’offerta e dare fiducia ai potenziali investitori.

Secondo indiscrezioni di stampa il cerchio si sta chiudendo intorno a Cassa Depositi e Prestiti che, però, dovrebbe trovare una via di fuga dalle regole statuarie e dal rischio di violazione delle norme europee sugli aiuti di Stato. La presenza di un anchor investor, insieme a un accordo sulla conversione dei bond in azioni di MPS, ridurrebbe sensibilmente il fabbisogno di capitale da chiedere al mercato favorendo l’esito positivo dell’operazione. Senza questi due passaggi, la banca senese dovrà trovare sul mercato 5 miliardi, una bella somma considerando la situazione economica e politica mondiale.

MPS e il referendum

Tutte le tappe appena descritte sono legate a doppio filo alla data del 4 dicembre e confermano da una parte il timore della banca sull’esito dell’aumento di capitale e dall’altra il ruolo del Governo nell’operazione. Nelle scorse settimane sia Goldman Sachs che JP Morgan hanno sostenuto che l’esito del referendum potrebbe compromettere la buona riuscita dell’operazione su MPS.

Secondo Goldman Sachs, in particolare, la vittoria del “no” al referendum non avrebbe alcuna conseguenza sui titoli di Stato grazie al paracadute del quantitative easing della BCE, ma andrebbe a pesare sul sistema bancario e sull’operazione di MPS. In questo caso sarà difficile che l’aumento di capitale possa avere successo perché verosimilmente gli investitori preferiranno aspettare che il quadro politico si chiarisca. Inoltre la banca d’affari sottolinea che l’Italia è l’unico Paese europeo ad aver piazzato gran parte del debito bancario nei portafogli delle famiglie, circa il 40% secondo i dati di Moody’s, cioè 4 volte più della Germania e 8 volte più di Francia e Spagna. Ciò significa, secondo Goldman Sachs che nel peggior scenario possibile la vittoria del "no" potrebbe comportare l’insuccesso dell’aumento di capitale, l’attivazione del meccanismo di risoluzione e il bail-in che andrebbe a ricadere su milioni di risparmiatori italiani. Uno scenario apocalittico.

Si vuole far passare il messaggio che votare “no” al referendum è da irresponsabili perché mette a rischio la tenuta dell’intero sistema bancario. Ma le debolezze e le difficoltà delle banche italiane, MPS in primis, derivano dal comportamento irresponsabile dei vertici bancari degli ultimi anni (e della classe politica) e sono ben chiare al mercato da tempo, da molto prima che si iniziasse a parlare di referendum costituzionale. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/mps-e-referendum-quanto-e-come-il-voto-pesera-sullesito-dellaumento-di-capitale-della-banca-1468800

 

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