Voucher lavoro: scattano le nuove regole per la tracciabilità, ma nessuno può rispettarle

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Sono entrate in vigore le nuove regole sui voucher lavoro, i buoni orari da 10 euro accusati di favorire il precariato e nascondere il lavoro illecito. Le nuove disposizioni rientrano nel Decreto legislativo del 24 settembre 2016 numero 185: "Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo numero 81/2015" ed entrato in vigore in questi giorni.

La novità principale è la tracciabilità del voucher: mentre prima il datore di lavoro aveva trenta giorni di tempo per comunicare lo svolgimento del lavoro da parte del lavoratore, adesso la comunicazione deve avvenire in maniera preventiva.  I voucher lavoro sono nati nel settore agricolo, ma il Jobs act del Governo Renzi ne aveva ampliato tempi e modi di utilizzo per tentare, sosteneva l'esecutivo, di fare emergere il lavoro in nero. Ma sindacati e lavoratori sono di altra opinione. Il presidente dell’INPS Tito Boeri ha parlato di “nuova frontiera del precariato” e sono migliaia le testimonianze di lavoratori i cui datori hanno attivato loro un voucher lavoro soltanto in occasione di un incidente o di un controllo da parte dell'INPS.

Per questo motivo il Governo ha approvato le modifiche al testo del mercato del lavoro messe a punto dal ministro Giuliano Poletti che introduce la comunicazione obbligatoria preventiva della data, dell’ora e degli estremi del lavoratore interessato. Il problema è che la legge non specifica il numero di telefono o l’indirizzo di posta elettronica al quale fare la comunicazione. L’Espresso racconta l’ultima assurdità italiana attraverso la testimonianza delle 80 direzioni provinciali del lavoro, le filiali locali del Ministero, che dicono: «siamo subissati di telefonate ma non sappiamo cosa rispondere. A quale numero non c’è stato comunicato. Né tantomeno l’indirizzo di posta elettronica a cui spedire la mail».

Le novità per i voucher lavoro

Il decreto appena entrato in vigore obbliga i datori di lavoro a comunicare all'INPS via mail o sms almeno un'ora prima dall'inizio della prestazione, i dati del lavoratore (o il suo codice fiscale), la durata e la sede della prestazione. Finora il datore di lavoro era comunque tenuto a comunicare i dati del lavoratore all'istituto di previdenza sociale, ma aveva tempo fino 30 giorni e non era tenuto a precisare l'arco temporale della prestazione lavorativa pagata con i voucher. In questo modo, i datori di lavoro pagavano abitualmente i lavorati in nero, ma in caso di infortunio o incidente inviavano la comunicazione all’INPS della prestazione accessario attivando un voucher lavoro.

L'obbligo di comunicare in maniera preventiva la data, il luogo e i dati del lavoratore impegnato nel lavoro accessorio non vale, però, per gli enti pubblici, le attività non commerciali, le famiglie e il lavoro domestico.

Nonostante le novità appena entrate in vigore, anche per il settore agricolo resta valida un’eccezione: il datore deve comunicare i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore relativi all'utilizzo dei voucher in un arco di tempo fino a tre giorni, ma non è obbligato a comunicare i dati su inizio e fine della prestazione.

Il decreto introduce anche sanzioni più severe: in caso di omessa comunicazione è prevista una sanzione tra i 400 e i 2.400 euro per ogni lavoratore interessato dal lavoro accessorio.

Assurdità all’italiana

Finalmente sono arrivate le modifiche al Jobs act chieste dai sindacati per introdurre la tracciabilità dei voucher e combattere l’evasione fiscale. Ma in questa vicenda all’italiana non manca certo l’elemento di assurdità:la legge non indica in maniera specifica il numero o la casella di posta elettronica da utilizzare per l’invio, quindi, coloro che vogliono rispettare le nuove regole si trovano spiazzati di fronte a disposizioni impossibili da applicare.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/voucher-lavoro-scattano-le-nuove-regole-la-tracciabilita-ma-nessuno-puo-rispettarle-1469256

 

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