Sole 24 Ore: conti disastrosi, dati gonfiati e CDA decaduto. Ecco tutte le tappe e i motivi del crollo

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Dalle celebrazioni per i 150 anni del mese di maggio 2016 ad oggi sono cambiate molte cose nell’universo di Confindustria e del suo quotidiano, il Sole 24 Ore. Che il quotidiano economico italiano non navigasse in buone acque dal punto di vista finanziario, era storia nota, ma la situazione è precipitata da tutti i punti di vista nelle ultime settimane.

Il 2016, oltre ad essere l’anno delle celebrazioni dei 150 anni dalla nascita del primo quotidiano economico italiano è stato un anno di cambiamenti anche all’interno di Confidustria, l’editore del giornale. A maggio, dopo un’accanita “campagna elettorale” c’è stato il cambio al vertice con il passaggio di testimone da Giorgio Squinzi a Vincenzo Boccia che ha battuto il suo avversario Alberto Vacchi al fotofinish.

L’era Boccia in Confindustria si è fatta sentire fin da subito anche sul quotidiano. L’amministratore delegato del Sole 24 Ore Gabriele Del Torchio, sostenuto dal neo presidente di Confindustria, ha dato il via ad un’opera di verità e trasparenza sulla situazione economica del quotidiano. E così nell’ultimo consiglio di amministrazione del giornale la situazione è precipitata: Del Torchio ha portato alla luce una nuova perdita di quasi 50 milioni di euro nei primi sei mesi del 2016, il presidente del Sole 24 Ore Squinzi (autonominatosi sul finire del mandato in Confindustria) ha rassegnato le dimissioni insieme ad altri consiglieri, portando di fatto alla decadenza del CDA.

Intanto la procura di Milano su esposto di alcuni giornalisti del Sole 24 Ore ha aperto un fascicolo, senza ipotesi di reato nè indagati, per verificare la correttezza dei bilanci e del calcolo delle copie digitali del Sole 24 Ore. L’elemento sospetto, infatti, è che negli ultimi sette anni, il Sole 24 Ore ha continuato a macinare milioni di perdite nonostante le vendite degli abbonamenti digitali siano rimasti sempre in crescita, con numeri che il resto della stampa italiana può solo sognare: per capirci, il Sole 24 Ore risulta essere il primo quotidiano digitale in Italia e il secondo in edicola, ma nel suo bilancio c’è un buco di quasi 300 milioni di euro. Ma come ci siamo arrivati?

Il Sole 24 Ore: le puntate precedenti

Il Sole 24 Ore, il primo quotidiano economico italiano, nasce dalla fusione del "Sole" (nato nel 1865 e da cui eredita la numerazione) e del "24 Ore" (da cui eredita la sua caratteristica carta color salmone) e cresce a braccetto con il suo editore, Confindustria, l’associazione italiana che raggruppa gli industriali. Nel 2007, la società del Sole 24 Ore debutta in Borsa con una capitalizzazione di 750 milioni di euro (di cui 232 milioni in mano a piccoli risparmiatori). Oggi il quotidiano vale, a Piazza Affari, circa 50 milioni.

In quegli anni Luca Cordero di Montezemolo ed Emma Marcegaglia si danno il cambio alla guida di Confindustria, fino alla presidenza di Squinzi e le nuove elezioni del 2016 che hanno portato sul trono degli industriali Vincenzo Boccia. Intanto al Sole 24 Ore il direttore Gianni Riotta voluta dalla Marcegaglia viene sfiduciato dalla redazione e dopo appena due anni di direzione lascia la poltrona a Roberto Napoletano, sfiduciato nei giorni scorsi dalla maggioranza dei giornalisti del quotidiano, ma confermato, almeno per il momento dal presidente Boccia.

I conti del Sole 24 Ore

Nei mesi maggio-giugno, quindi, Vincenzo Boccia diventa presidente di Confindustria, mentre Squinzi si auto-proclama presidente del Sole 24 Ore e Gabriele Del Torchio viene nominato amministratore delegato dal CDA del giornale.

Del Torchio, sostenuto dal neo presidente di Confindustria, ha iniziato un’operazione trasparenza sul bilancio della società andando a spulciare i dati del Sole 24 Ore e facendo venire a galla un buco da circa 50 milioni solo nel primo semestre del 2016.

Nel corso dell’ultimo infuocato CDA, al termine del quale Del Torchio è stato ricoverato all’ospedale per un attacco di cuore, sono state portare alla luce tutte le perdite del giornale: dal 2010 ad oggi il gruppo editoriale del Sole 24 Ore ha perso quasi 300 milioni di euro e circa il 90% del suo valore in Borsa. 40,4 di perdite nel 2010; 8,3 nel 2011 (perdita contenuta grazie alla vendite di alcuni asset); 48,4 nel 2012; 76,1 nel 2013; 29,5 nel 2014; 24,9 nel 2015 e 49,8 nel solo primo semestre del 2016.

Le vendite del quotidiano digitale gonfiate

Il dato sospetto è che mentre il gruppo Sole 24 Ore macinava perdite in bilancio e in Borsa, il quotidiano digitale, sotto la direzione di Napoletano, continuava a crescere in termini di vendite e abbonamenti.

Su questa faccenda, Nicola Borzi, giornalista del Sole 24 Ore (attualmente alla guida di “Plus24”) ha presentato a ottobre due esposti alla Consob suggerendo di indagare sui dati degli abbonamenti digitali, gonfiati grazie ad alcuni trucchetti.

A marzo 2016, il Sole 24 Ore presentava una crescita di copie digitali multiple, cioè quelle vendute in blocco alle aziende, di circa 109mila unità, una crescita che ha portato il Sole a staccarsi nettamente dai dati degli altri quotidiani digitali, come Repubblica e il Corriere, e di passare alla cassa per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria. Il costo delle pubblicità, ovviamente, è calcolato in base al numero delle copie vendute, più il giornale vende, più soldi chiede di pubblicità. Sul quotidiano cartaceo una pagina di pubblicità può valere oltre 10mila euro.

Il punto è che questa clamorosa crescita del quotidiano digitale, registrata sotto l’impero di Napoletano, è risultata in buona parte fasulla: i dati sarebbero stati gonfiati grazie a due trucchetti in particolare. Da una parte il Sole 24 Ore offre agli abbonati al quotidiano, la versione digitale a prezzi stracciati, incassando quindi poco o niente sul costo degli abbonamenti digitali, ma ottenendo numeri più alti sugli abbonati. Non solo. L’esposto di Borzi sostiene che un bel pacchetto di copie digitali sia stato acquistato da una società anonima londinese, la Di Source, in qualche modo riconducibile al gruppo del Sole 24 Ore.

Sul conteggio delle copie digitali e sul buco di bilancio, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo d'indagine senza ipotesi di reato né indagati. Nei giorni scorsi, anche l'associazione di consumatori Adusbef aveva presentato al procuratore capo, Francesco Greco, un esposto in cui ipotizzava la falsità dei bilanci.

Dimissioni di Squinzi e CDA

Lo scorso luglio il nuovo amministratore Del Torchio ha deciso di posticipare al 30 settembre la presentazione del bilancio semestrale a causa del pessimo stato dei conti. Nel corso del CDA del 30 settembre, il presidente del Sole 24 Ore Squinzi, in aperto dissenso verso l’operazione verità di Del Torchio, ha rassegnato le sue dimissioni insieme ai consiglieri Carlo Pesenti, Claudia Parzani, Livia Pomodoro e Mauro Chiassarini. Il giorno successivo si unisce al gruppo dei dimissionari anche Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Federturismo, portando di fatto alla decadenza dell’intero CDA (sono andati via 6 consiglieri su 11).

L’assemblea straordinaria per il rinnovo dei vertici societari è stata fissata per il 14 novembre, ma intanto ieri è stata presentata la lista dei nomi di coloro che andranno a formare il nuovo CDA: la presidenza del Sole 24 Ore andrà a Giorgio Fossa(presidente di Confindustria dal 1996 al 2000) e Del Torchio sarà confermato AD, ammesso che le sue condizioni di salute non lo costringano ad abbandonare la nave.

Quale futuro per il Sole 24 Ore?

Il precipitare degli eventi delle ultime settimane rende necessario un intervento decisivo sul futuro del gruppo Sole 24 Ore. I conti disastrosi e i dati delle vendite gonfiati indicano che il principale quotidiano economico del Paese non è altro che un baraccone basato su vecchie gerarchie, spese insostenibili e poca capacità di rinnovamento. Negli ultimi anni molto è stato tagliato in termini di personale: dal 2011 il numero dei dipendenti è calato del 39%, ma il costo medio per dipendente ha continuato a crescere anno per anno. Il Sole 24 Ore è una macchina pesante: i vertici hanno stipendi da capogiro (per Napoletano si parla di quasi un milione di euro l’anno), la gran parte delle spese vanno in servizi, collaborazioni esterne e consulenze stra-pagate mentre si continua a tagliare sui giornalisti, il vero cuore di un giornale degno di questo nome.

Ora il Sole 24 Ore, o meglio il suo editore Confindustria, si trova ad un bivio: continuare a buttare soldi sul gruppo oppure lasciarlo andare alla deriva. In questi giorni, il presidente Boccia ha confermato il sostegno di Confindustria alla causa del gruppo. Nel mese di novembre, quindi, si conoscerà anche il futuro del Sole 24 Ore che dovrà fare un aumento di capitale oppure decidersi ad aprire la porta a nuovi soci, magari le stesse banche che detengono il debito del quotidiano. L’unica certezza è che non si tratta solo di un problema economico, per quanto quest’ultimo sia grave. Il gruppo Sole 24 Ore, con il giornale cartaceo e tutto l’universo dei quotidiani digitali e di servizio, la radio (Radio24), l’agenzia di stampa (Radiocor) e la Business school deve ripensare la sua organizzazione, tagliare le spese inutili, investire sul futuro e decidere quale strada imboccare per cercare di arrivare ancora vivo all’anniversario dei 250 anni dalla sua nascita.  

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/sole-24-ore-conti-disastrosi-dati-gonfiati-e-cda-decaduto-ecco-tutte-le-tappe-e-i-motivi-del-crollo

 

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