Perché i numeri della legge di bilancio non tornano

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Sabato il Consiglio dei Ministri ha licenziato la legge di bilancio 2016, la manovra economica per il prossimo anno.Il testo di legge non è ancora disponibile, ma il premier intanto ha illustrato le slide dalle novità cercando di stupire i cittadini con effetti speciali.

Come accaduto lo scorso anno, le slide del Governo sulla legge di bilancio sono un po’ fantasiose (per usare un eufemismo) tanto che per non essere fraintese avrebbero bisogno dei sottotitoli. Sono due in particolare le colpe della presentazione governativa: il paragone tra dati economici accertati e riferiti ad anni passati con previsioni future incerte e discusse (errore che denota incompetenza economica o malafede) e l’indicazione di cifre da spendere in bonus e investimenti che, in realtà, saranno reperite e spalmate sui prossimi 3-7 anni.

Legge di bilancio: quello che le slide di Renzi non dicono

È impossibile dare un giudizio sulla legge di bilancio 2016 senza leggerne il testo, ma qualche osservazione sulle slide di presentazione è più che dovuta.

imagehttp://www.governo.it/sites/governo.it/files/slide-leggebilancio2017.pdf http://www.governo.it/sites/governo.it/files/slide-leggebilancio2017.pdf

Slide numero uno: “il confronto” con due colonne, la prima con i dati di “febbraio 2014” e la seconda con quelli di “ottobre 2016”.Peccato che nella seconda colonna i dati sull’occupazione siano effettivamente riferiti ad ottobre 2016, mentre quelli su PIL e deficit sono le previsioni del 2017 (come precisa un piccolo asterisco sotto la tabella). Prima slide, prima assurdità, quindi. Il Governo paragona dati acquisiti del 2014 con un’accozzaglia di dati acquisti nel 2016 e previsioni del 2017 perché sono più floride rispetto alla realtà attuale. Poi se il prossimo anno le previsioni risultassero errate per eccesso, chi se ne frega, nessuno andrà a rivedere e chiedere conto delle slide appena presentate. Intanto però il lettore distratto sta iniziando a credere nel miracolo economico renziano.

Andiamo avanti, slide “competitività”: 20 miliardi all’industria 4.0 e per l’iperammortamento. Il piano per l’industria 4.0, presentato qualche settimana fa, prevedeva 13 miliardi da spalmare nei prossimi 7 anni, cioè dal 2017 al 2024. Per il 2017, quindi, i soldi messi dal Governo sul capitolo investimenti per spingere la crescita saranno soltanto un piccola parte dei 20 miliardi riportati nelle slide.

imagehttp://www.governo.it/sites/governo.it/files/slide-leggebilancio2017.pdf http://www.governo.it/sites/governo.it/files/slide-leggebilancio2017.pdf

A questo si aggiunge una notazione politica. La stessa minoranza interna al PD ha attaccato il Governo per aver favorito, con questa legge di bilancio, le grandi imprese e la finanza, un fronte schierato dalla parte del Sì al referendum istituzionale. Per qualcuno l’attenzione particolare riservata a queste categorie (insieme a quelle degli over 60 che vogliono andare in pensione) in vista dell'appuntamento referendario non sarebbe un caso.

Questo giochetto di inserire tra le spese sul 2017 anche gli investimenti da spalmare nei prossimi 3-7 anni prosegue su altri capitoli, (anche se in alcuni è specificato il lasso temporale). E così abbiamo 7 miliardi sulle pensioni (nel prossimo triennio, per il 2017 saranno spesi solo 1,9 miliardi), 10 miliardi sulle infrastrutture (senza sapere chi li finanzia, per cosa e in quanto tempo) 12 miliardi di investimenti pubblici (in tre anni), 7 miliardi di interventi contro il dissesto idrogeologico (in 7 anni).

A queste si aggiunge tutta una serie di piccole e medie spesedi cui, però, non vengono spiegati progetti, finalità e tempistiche: 2,1 miliardi per le periferie, 3 miliardi per gli enti territoriali, 60 milioni sulle pari opportunità, 600 milioni sulla famiglia, 1 miliardo su scuola e università, 1,9 miliardi per il pubblico impiego, 500 milioni per la povertà e 50 milioni per il cantiere sociale) . Per tentare di capirci qualcosa, i cittadini possono solo affidarsi alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane o alle interpretazioni della stampa che, però, non danno alcuna certezza.

Sommando tutte le risorse indicate nelle slide, la manovra 2016 varrebbe circa 70 miliardi di euro, ma in realtà per il prossimo anno saranno davvero finanziati 26,5 miliardi, di cui 15 andranno sulle clausole di salvaguardia. Insomma, le slide mettono insieme risorse per il 2017, spese da spalmare sul prossimo triennio e altri soldi da reperire e spendere nei prossimi 7 anni, creando una gran confusione in chi legge e confermando il pressappochismo numerico del Governo Renzi.

Legge di bilancio e critiche

Per avere un quadro delle novità che ci aspettano nel 2017 sarà necessario aspettare il testo della legge di bilancio. Per il momento siamo ancora nel campo delle ipotesi basate sulle poche informazioni fornite dalle slide.

I pilastri portanti della manovra però sembrano essere il piano di bonus per le aziende che fanno investimenti e il tanto atteso pacchetto pensioni che prevede l’aumento della 14esima mensilità e l’APE, la pensione anticipata. Due elementi che in molti osservatori hanno definito “propagandistici” perché vanno a confermare il fronte industriale-finanziario del Sì al referendum e a pescare nell’elettorato 60enne che resterà fedele a Renzi se vedrà avvicinarsi il momento della pensione. I grandi “assenti” della manovra sono, invece, i giovani per i quali è previsto un timido mix di bonus per le assunzioni (per la aree svantaggiate, per i tirocinanti dell’alternanza scuola-lavoro e il programma europeo Garanzia Giovani) che non sarà certamente in grado di risolvere il dramma della disoccupazione giovanile.

Comunque solo quando sarà possibile leggere il testo della manovra, speriamo a breve, sarà possibile dare un giudizio completo e ponderato sull’operato del Governo Renzi.  

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/perche-i-numeri-della-legge-di-bilancio-non-tornano-1469910

 

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