Abolizione Equitalia: come funziona la sanatoria parziale. Ecco i due punti che il Governo deve ancora chiarire

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Addio Equitalia. Sabato scorso il Consiglio dei Ministri ha varato il disegno di legge collegato alla legge di bilancio che prevede l’abolizione di Equitalia, l’ente privato di riscossione delle imposte. La deadline è fissata per giugno 2017 (e non “entro la fine dell’anno” come aveva promesso il premier a luglio scorso). Il provvedimento è stato approvato “salvo intese”, cioè con alcuni punti ancora da definire e che potrebbero subire modifiche prima dell’approvazione finale del testo.

In pratica il Governo annuncia la “rottamazione” di Equitalia e delle cartelle esattoriali: l’attività di riscossione passerà sotto il diretto controllo dall’Agenzia delle Entrate e per il prossimo anno è previsto una “finestra” di saldo dei debiti con la cancellazione delle sanzioni e degli interessi di mora.

Il Governo sottolinea che “le tasse si pagano tutte”, per rispondere a chi parla di condono, ma la cancellazione di alcune pesanti voci della cartella esattoriale dovrebbero spingere i cittadini a pagare. Restano alcuni punti da chiarire e alcune domande a cui il Governo, con il testo definitivo (che attendiamo con ansia), dovrà rispondere.

Intanto, che fine faranno i dipendenti di Equitalia? Ma soprattutto chiusa la finestra 2017 che prevede la cancellazione degli interessi di mora e delle sanzioni, cosa accade? Resta da capire se si tratta di un’opportunità data una tantum ai contribuenti che servirà al Governo per fare cassa il prossimo anno facendo scattare la corsa all’adempimento meno oneroso o se l’intenzione è quella di cambiare definitivamente le modalità di riscossione delle imposte.

Equitalia: cosa cambia dal 2017

La prima novità è l’abolizione di Equitalia entro l’estate 2017. Dopo circa 10 anni di (dis)onorata carriera chiude l’ente privato di riscossione. Le attività passeranno ad un apposito ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Ma le novità che interessano i contribuenti non riguarda il “contenitore”, ma bensì il suo “contenuto” cioè le modalità con cui il Fisco intende modificare il rapporto con i contribuenti e le modalità di riscossione.

Secondo i primi calcoli ammonta a circa 100 miliardi di euro nominali il valore delle cartelle di Equitalia per le quali potrà essere applicata la rottamazione annunciata dal Governo. Attualmente i contribuenti stanno pagando tramite la rateizzazione circa 35 miliardi di cartelle e cui si aggiungo altri 50 miliardi circa di cartelle esattoriali che Equitalia sta per emettere. Su queste, soltanto per il prossimo anno, sarà prevista una “sanatoria parziale” di alcune voci di spesa che farà calare l’importo delle cartelle e spingerà i contribuenti ad andare alla cassa.

Cosa prevede la “sanatoria parziale”

Con il DL collegato alle legge di bilancio il Governo fa una sorta di sanatoria parziale sulle cartelle di Equitalia emesse fino al 31 dicembre 2016. Saranno oggetto di questa rottamazione:

  • le cartelle di Equitalia per il recupero delle somme dovute al fisco;
  • le cartelle per i debiti verso l’INPS;
  • le cartelle per i debiti verso le amministrazioni pubbliche (multe o tasse locali).

Con la sanatoria parziale, il contribuente dovrà comunque pagare:

  • l’imposta dovuta;
  • gli interessi per il ritardato pagamento.

Ma dalla cartella esattoriale di Equitalia dovranno essere sottratti:

  • le sanzioni;
  • gli interessi di mora.

Dovrebbe essere ridotto anche l’aggio, ovvero l’onere di riscossione che viene incassato da Equitalia come pagamento per il servizio svolto: il 3% se la cartella è pagata entro due mesi dalla data di riscossione e il 6% superati i due mesi.

Le nuove cartelle, ricalcolate sottraendo queste voci, potranno essere pagate in un’unica rata oppure con un piano triennale. Non è ancora chiaro se il ricalcolo avverrà in modo automatico, oppure se dovrà essere il contribuente a dover chiedere la sottrazione di sanzioni e interessi di mora. La sanatoria parziale vale anche per coloro che stanno già pagando una cartella esattoriale tramite un piano di rateazione: secondo indiscrezioni di stampa, in questo caso, dall’entrate in vigore delle novità, saranno ricalcolate la rate future, ma non ci saranno sconti sulle rate già pagate.

La sanatoria parziale, a quanto pare, però, non sarà valida per le cartelle relative al mancato pagamento dell’IVA che è un’imposta “comunitaria” per la quale non sono ammesse sanatorie o sconti di sorta.

Abolizione Equitalia e rottamazione cartelle: i nodi da sciogliere

Il testo definitivo dovrà sciogliere alcuni nodi importanti. Il primo riguarda i dipendenti di Equitalia: che fine faranno dopo la chiusura dell’ente? Tra le ipotesi c’è il trasferimento presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate che si occuperanno di riscossione, ma in questo caso diventerebbero dipendenti statali, senza essere passati da un concorso.

Il secondo punto riguarda il futuro delle cartelle esattoriali. La sanatoria parziale è valida un anno, ciò significa che se un contribuente non paga (o non aderisce ad un piano di rateazione) entro dodici mesi dall’apertura della finestra vedrà nuovamente lievitare le sua cartelle esattoriale.

La verità è che il Governo vuole fare cassa. Il Ministro dell’Economia Padoan stima di recuperare da questa operazione almeno 4 miliardi di euro. L’idea è questa: apro una finestra di dodici mesi in cui le cartelle vengono ricalcolate tagliando voci di spesa, invoglio i cittadini a pagare subito, così lo Stato incassa più soldi e in poco tempo. Ma chiusa la finestra cosa succede? Se una famiglia o un imprenditore, nonostante la cancellazione di sanzioni e interessi di mora, non riuscisse a pagare il suo debito con il Fisco, passato un anno si troverà una cartella lievitata?

Più che un modo per “cambiare verso” nel rapporto tra Fisco e contribuente, sembra un modo per trovare una copertura una tantum ad una manovra con margini fiscali molto ridotti. Passato un anno e chiusa la finestra, la situazione rischia di tornare quella di prima, con cartelle che si gonfiano giorno dopo giorno per le numerose voci di spesa e, a quel punto, non sarà certo un sms a migliorare la situazione.

 

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/abolizione-equitalia-come-funziona-la-sanatoria-parziale-ecco-i-due-punti-che-il-governo-deve-ancora

 

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