Bonus casa 2017: ecobonus, bonus ristrutturazioni, bonus mobili e sismabonus. Le nuove regole stabilite dalla Manovra

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Ecobonus, bonus ristrutturazioni, sismabonus, bonus mobili sono i quattro capisaldi attraverso i quali la legge di Bilancio approvata il 15 ottobre mira a sostenere il mondo del Mattone. Nel 2017 le detrazioni fiscali sulla casa cambieranno forma cercando di andare incontro alle esigenze dei cittadini, di contribuire a prevenire le emergenze ambientali e di dare una mano all’edilizia, un settore che, nonostante la crisi, continua a rappresentare oltre un quinto del PIL italiano.

Tante le novità, contenute nella Manovra, che entreranno  in vigore a decorrere dal prossimo anno: proroghe, stabilizzazioni quinquennali, estensioni e percentuali più alte. Con un occhio di riguardo soprattutto per il sismabonus che, dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia lo scorso agosto, si rifarà totalmente il look, arrivando a toccare anche l’85% in caso di miglioramenti rilevanti della classe di rischio. Ma vediamoli, uno per uno, i cambiamenti che arriveranno nel 2017 sui bonus casa.

Bonus ristrutturazioni 2017: le novità

Come da previsioni e da tradizione, arriva una nuova conferma sulle agevolazioni riguardanti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. La legge di Bilancio 2017 stabilisce infatti una Proroga secca, di un anno,  per il bonus IRPEF sulle ristrutturazioni. Lo sconto rimarrà al 50% fino al 31 dicembre 2017, con le stesse modalità di fruizione, lo stesso tetto e gli stessi requisiti d’accesso validi nel passato.

Scendendo dunque nel dettaglio, per i prossimi 14 mesi, i contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione edilizia potranno contare su una detrazione pari al 50% delle spese sostenute, in dieci rate annuali, sino ad una soglia massima di 96mila euro.

Potranno accedere al beneficio:

  • i proprietari dell’immobile su cui sono effettuati gli interventi;

  • i conduttori dell’immobile;

  • i nudi proprietari;

  • gli usufruttuari;

  • i comodatari;

  • i familiari conviventi (a condizione che sostengano le spese e risultino intestatari di bonifici e fatture).

Le categorie sopra elencate potranno avere accesso all’agevolazione fiscale sulle seguenti tipologie di interventi:

  • le spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo e per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze,

  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali

  • lavori necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se questi lavori non rientrano nelle categorie indicate nei precedenti punti e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza

  • spese relative alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune,

  • costi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione)

  • costi per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi  La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna.

  • spese sostenute per la bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici, ma non l’acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza. Soggetti a detrazione sono invece i costi di  riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili, l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, il montaggio di vetri anti-infortunio, l’installazione del corrimano,

  • spese relative all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.

  • spese  relative alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici, all’esecuzione di opere interne.

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, sono detraibili anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse

  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento

  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)

  • le spese per l’acquisto dei materiali

  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti

  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi

  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori

  • gli oneri di urbanizzazione

  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati.

Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all’agevolazione solo quando riguardano le parti comuni. La detrazione spetterà ad ogni condomino in base alla quota millesimale.

Ecobonus 2017: ecco cosa cambia

Sono tanti i cambiamenti relativi al bonus valido per i lavori di miglioramento dell’efficienza energetica. Prima di tutto, in questo caso, occorre sottolineare una novità importante.

La solita proroga annuale è stata sostituita da una conferma quinquennale. L’Agevolazione rimarrà dunque al 65% fino al 31 dicembre 2021.

Ma la percentuale detraibile potrà anche salire. Nel caso in cui i lavori effettuati riguardino l’involucro dell’edificio (il cosiddetto cappotto) lo sconto sarà maggiorato. Nel dettaglio:

  • la detrazione arriverà al 70% per i lavori con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio;

  • la detrazione sarà del 75% per gli interventi volti a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva.

Nello stesso frangente occorre evidenziare un’altra modifica importante: a decorrere dal 2017 il credito fiscale maturato sarà cedibile a tutti i potenziali beneficiari, vale a dire, non più esclusivamente alle imprese, ma anche a soggetti terzi.

Riassumendo: i condomini potranno spendere fino a quarantamila euro per appartamento, con una detrazione del 65%, percentuale che sale al 70% per l’involucro dell’edificio e al 75% per la prestazione energetica invernale ed estiva.

Come da tradizione, l’agevolazione sarà ripartita in 10 rate annuali di pari importo, sino a un limite massimo di:

  • 30.000 euro, per i lavori di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;

  • 60.000 euro, per i lavori di di riqualificazione dell’involucro di edifici esistenti, e per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda;

  • 100.000 euro, per gli interventi di riqualificazione energetica globale.

Bonus Mobili 2017  tra conferme e dubbi

Per conoscere nel dettaglio i cambiamenti relativi al Bonus mobili occorrerà attendere il testo integrale della legge di Bilancio 2017 che il Governo non ha ancora reso disponibile e che starebbe definendo in questi giorni.

Al momento, sembra però confermato che, i contribuenti che fino al 31 dicembre 2017 effettueranno lavori in casa, acquistando parallelamente mobili ed elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni) e apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.

Anche in questo caso, la detrazione  va ripartita in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

Parlando in parole povere, possono accedere al bonus arredi gli stessi contribuenti che fruiscono della detrazione con la maggiore aliquota e con il maggior limite di 96.000 euro di spese ammissibili; quindi, le ristrutturazioni edilizie.

Nel dettaglio, per quanto riguarda i mobili si possono detrarre: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Non sono invece soggetti alle agevolazioni porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), tende e tendaggi e altri complementi d’arredo.

Tra i grandi elettrodomestici rientrano invece: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Non ci sono notizie invece sulla possibile proroga del bonus mobili per le giovani coppie o sulla possibilità di spezzare il legame tra bonus mobili e bonus ristrutturazioni.

Sismabonus: le importanti novità del 2017

Una delle novità più importante della Manovra 2017 sarà l’introduzione di una detrazione Irpef sulle spese sostenute per l’adeguamento antisismico degli immobili situati in zona ad alta pericolosità sismica. La percentuale della detrazione varierà dal 50 all’85%.

Prima di parlare delle nuove regole, sembra opportuno fare un breve riassunto delle puntate precedenti. A decorrere dal 2013, gli interventi di adeguamento antisismico sono soggetti ad una detrazione fiscale del 65% applicabile sulle seguenti categorie di edifici:

  • edifici adibiti ad abitazione principale o a attività produttive

  • edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) individuate dall’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274/2003

Ad oggi, sono dunque esclusi dall’egevolazione gli immobili situati in zona 3 e 4. La detrazione spetta per gli oneri relativi a lavoro di adeguamento antisismico e la messa in sicurezza statica degli immobili realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente. A ciò bisogna aggiungere le spese ad essi correlate.

La legge di Bilancio 2017 stabilisce che il cosiddetto sismabonus sarà riconosciuto sulle spese sostenute per l’adeguamento degli immobili situati nelle zone ad alta pericolosità sismica. L’agevolazione sarà valida per cinque anni, vale a dire dal 2017 al 2021 e sarà valida sia per le abitazioni che per le attività produttive. In questo caso il limite massimo di spesa detraibile è pari a 96mila euro.

Per quanto riguarda la percentuale, il sismabonus “standard” sarà pari al 50%., ma potrà arrivare fino al 70% per gli interventi che riducono la classe di rischio a quella immediatamente più sicura e all’80% per i lavori che riducono il rischio di due classi.

Nel caso in cui l’intervento di adeguamento antisismico riguardi l’intero condominio la percentuale di detrazione sale al 75 e all’85%, sempre in base all’entità di miglioramento della classe di rischio.

Così come previsto per l’Ecobonus, anche i contribuenti che usufruiranno del sismabonus potranno cedere i crediti maturati per interventi sulle parti comuni dell’immobile a soggetti terzi o ai fornitori che effettuano i lavori.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/bonus-casa-2017-ecobonus-bonus-ristrutturazioni-bonus-mobili-e-sismabonus-le-nuove-regole-stabilite

 

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