Legge di bilancio: tutti i punti su cui Bruxelles storce il naso. La manovra resta un cantiere aperto

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Non è un vero e proprio “braccio di ferro”, ma quantomeno è un confronto acceso quello tra la Commissione europea e il Governo italiano sulla legge di bilancio per il 2017. Come ormai da tradizione, il testo definitivo tarda ad arrivare al parlamento italiano e intanto a Bruxelles è partito il balletto dei numeri che non tornano. Secondo la nuova normativa (quella che ha modificato il nome da legge di stabilità a legge di bilancio) il Governo deve presentare il testo in Parlamento entro il 20 ottobre. A quanto pare, però, la legge di bilancio è desaparecida e secondo indiscrezioni di stampa non arriverà alle Camere prima di lunedì.

Intanto Renzi, presente a Bruxelles per il Consiglio europeo può confrontarsi, senza dare troppo nell’occhio, con il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker irritato dalle promesse fatte in primavera dal Governo italiano e mai mantenute. In particolare la Commissione storce il naso sulla mancata riduzione del deficit strutturale, sul mancato calo del debito, che oltretutto potrebbe continuare a crescere anche nel 2017, e sulle coperture una tantum che non danno abbastanza garanzie. A maggio il Governo Renzi si era impegnato a raggiungere per il 2017 un disavanzo all’1,8% del PIL e soprattutto un calo del deficit strutturale anche solo dello 0,1%. Ma nella legge di bilancio per il 2017 non c’è niente di tutto questo.

La delicata situazione politica italiana, con il referendum costituzionale alle porte (il 4 dicembre), rema a favore del Governo. La posizione della Commissione europea è nota: secondo Bruxelles la vittoria del no, e l’apertura di una crisi di Governo rischiano di destabilizzare l’Italia e l’Unione Europea. Per questo motivo, a Bruxelles regna l’incertezza: da una parte la legge di bilancio del Governo italiano ha mancanze e lacune che potrebbero meritare una bocciatura; ma dall’altra la Commissione non vuole complicare la vita al premier Renzi in vista del referendum. Per questo motivo, secondo fonti europee, la Commissione non ha preso in considerazione l’ipotesi di rispedire al mittente la legge di bilancio, ma sta portando avanti un confronto con il Governo italiano per trovare l’ennesimo compromesso.

Lo confermano le modifiche in corsa che il Governo italiano, zitto zitto, ha fatto sul “Draft Budgetary Plan” inviato mercoledì mattina a Bruxelles. Nella versione attuale, ritoccata rispetto all’originale, le spese “eccezionali” per migranti e terremoto del 24 agosto, quelle scomputate dal calcolo del deficit, sono passate dallo 0,5% del PIL allo 0,4%. Forse un tentativo del Governo Renzi di fare un passo verso la Commissione europea.

Legge di bilancio: le note stonate

La legge di bilancio italiana contiene circa 27 miliardi di misure da finanziare con coperture che valgono 15 miliardi. Anche per il 2017 non è previsto un calo del debito (che cresce ormai da 10 anni) e il deficit è fissato al 2,3% del PIL (anziché all’1,8% come promesso a maggio).

Come ogni anno, la Commissione europea è chiamata a valutare le leggi di bilancio dei Paesi membri per verificare il rispetto dei paletti fissati dalla normativa europea sul patto di stabilità. Le criticità principali riscontrate da Bruxelles nella manovra italiana si concentrano sul saldo strutturale(il saldo di bilancio al netto di una tantum ed effetti del ciclo economico), che senza le esclusioni dal Patto chieste dall'Italia peggiorerebbe rispetto al -1,2% di quest'anno arrivando nel 2017 a -1,6%. La Commissione europea, invece, ha chiesto una correzione dello 0,6%.

L’Italia giustifica la mancata correzione con gli sforzi necessari per far fronte all’emergenza migranti e alle spese per la ricostruzione dei paesi del centro Italia colpiti dall’ultimo terremoto. Secondo il Governo italiano sono da non calcolare tra le spese in deficit i circa 3 miliardi destinati alla messa in sicurezza degli edifici e altri 3,8 miliardi circa per i migranti. Al contrario la Commissione europea sostiene che tra le voci di spesa legate al terremoto ci sono interventi come l’eliminazione dell’amianto dalle scuole e delle barriere architettoniche che non possono essere considerate spese “eccezionali”, ma di ordinaria amministrazione e quindi da computare nel deficit. Stessa cosa per i migranti: la commissione accetta soltanto lo scorporo dei 500 milioni di costi aggiuntivi previsti per il 2017, ma non l’intero importo per la gestione dell’emergenza.

Altro punto critico è quello delle coperture. Oltre metà delle coperture economiche indicate dalla legge di bilancio sono una tantum, derivano da operazione non replicabili oppure sono incerte nel gettito recuperabile: tra queste la voluntary disclosure, la rottamazione delle cartelle di Equitalia, la lotta all'evasione e l’asta delle frequenze 5G.

Legge di bilancio: modifiche in corsa

La legge di bilancio, quindi, nonostante il tempo sia scaduto, resta ancora un cantiere aperto. Come nota il Fatto Quotidiano sul sito della Commissione europea c’è scritto che l’Italia ha modificato alcune pagine e tabelle del documento presentato mercoledì a Bruxelles. Tra queste, a pagina 8,ci sono gli importi delle spese eccezionali che calano dallo 0,5% della prima versione (circa 8 miliardi) allo 0,4% della seconda, (6,4 miliardi).

In particolare nel nuovo documento sul sito della Commissione, gli interventi per la ricostruzione e la messa in sicurezza del territorio passano dallo 0,3% (4,8 miliardi) allo 0,2% (3,2 miliardi).Per quanto riguarda l’emergenza migranti, invece, le spese eccezionali salgono dallo 0,16% del PIL (2,5 miliardi) allo 0,2%, mentre resta invariato lo 0,02 (poco più di 300 milioni) imputato alla “necessità di avviare una politica complessiva di gestione delle migrazioni, inclusi investimenti nei Paesi chiave di transito e di origine”.

L’ipotesi è che queste correzioni siano arrivate in corsa, dopo le indiscrezioni di una lettera di Bruxelles pronta a partire per Palazzo Chigi. Entro la fine di questa settimana, la Commissione dovrà dare un parere sulla legge di bilancio: c’è anche tempo per qualche ritocchino.

Legge di bilancio: le prossime tappe verso l’approvazione

Secondo una ricostruzione del Sole 24 Ore le legge di bilancio dovrebbe arrivare in Parlamento lunedì. La prossima settimana inizierà l’iter parlamentare che durerà circa un paio di settimane. Uscito dalla Commissione, entro il 21 novembre, il testo andrà all'esame dell’Aula: il 27 Montecitorio lo approverà in prima lettura; poi passerà al Senato. Dal 28 novembre al 4 dicembre il parlamento sarà chiuso in vista del referendum costituzionale, quindi il via libera definitivo arriverà dopo il 4 dicembre, ma comunque prima della fine dell’anno.  

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/legge-di-bilancio-tutti-i-punti-su-cui-bruxelles-storce-il-naso-la-manovra-resta-un-cantiere-aperto

 

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